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Calcio | 25 gennaio 2026, 16:22

Pro Patria, un’altra caduta: a Novara è 3-1, ora c’è un Everest da scalare

Ottava sconfitta consecutiva (sesta con Bolzoni in panchina) e quindicesima stagionale per i tigrotti, colpiti dal Novara nei momenti chiave e ancora una volta incapaci di indirizzare la partita. Il rigore del 3-0 chiude di fatto i conti, il gol all’esordio di Tunjov rende meno amaro il passivo ma non cambia la sostanza: classifica sempre più preoccupante e margini di recupero che si assottigliano. In 200 per Raffa

Pro Patria, un’altra caduta: a Novara è 3-1, ora c’è un Everest da scalare

Ottava sconfitta consecutiva (la sesta sotto la gestione Bolzoni), quindicesima complessiva in campionato. I numeri, ormai, non lasciano spazio a interpretazioni né a illusioni: per la Pro Patria la situazione si fa sempre più complicata. Anche a Novara i tigrotti escono dal campo battuti, pagando a caro prezzo errori, episodi sfavorevoli e una gara che, ancora una volta, li vede incapaci di governare il proprio destino. La squadra di Bolzoni prova a restare in partita e costruisce anche qualche occasione, ma viene colpita nei momenti chiave e scivola progressivamente fuori dal match, rendendo generosa solo l’ultima mezz’ora, quando però il punteggio era già sul 3-0 per il Novara. Con il passare delle settimane e delle sconfitte, la montagna da scalare diventa sempre più ripida e il margine per rimettere in piedi la stagione si assottiglia inesorabilmente: -13 dalla quintultima, -4 dalla terzultima (in attesa del match della Pergolettese).

IN SINTESI

Derby povero di emozioni fino alla mezz’ora, quando un errore di Rovida spalanca ad Alberti l’occasione per spingere in porta l’1-0. La Pro Patria spreca il possibile pari con Udoh e viene punita subito dopo dal contropiede che porta al 2-0 di Lanini all’epilogo del primo tempo. In avvio di ripresa un rigore molto discusso consente ancora a Lanini di firmare il tris. Il gol all’esordio con la Pro Patria di Tunjov riaccende per poco la gara, ma la reazione dei tigrotti è solo generosa: finisce 3-1, con l’ottava sconfitta consecutiva.

LA FORMAZIONE TIGROTTA: NO MASI E MASTROIANNI

Sesta partita sulla panchina della Pro Patria e sesta formazione diversa scelta da mister Bolzoni (scelte forti, con le rinunce a Masi e Mastroianni, due dei quattro senatori che ci avevano “messo la faccia” settimana scorsa dopo il poker subito dalla Giana). I tigrotti, in maglia rossa da trasferta, si dispongono con un 4-3-2-1 che in fase di non possesso si trasforma in un più prudente 4-5-1. In difesa Sassaro, reintegrato, agisce sulla destra, con Pogliano e Motolese a formare la coppia centrale e Travaglini sulla corsia sinistra. A centrocampo torna Di Munno dopo alcune settimane di stop, affiancato dalle mezzali Tunjov, al debutto in biancoblù, e dal capitano Ferri. In avanti Desogus a sinistra e Renelus a destra agiscono alle spalle di Udoh, riferimento centrale del reparto offensivo. Rimesso in panchina Orfei, l’unico a essersi distinto per impegno e abnegazione la scorsa settimana contro i milanesi, e nuova bocciatura per Giudici.

IL NOVARA COLPISCE DUE VOLTE

L’avvio di gara è avaro di emozioni e per il primo quarto d’ora non succede praticamente nulla. Il primo squillo è del Novara: Ledonne salta netto Travaglini e mette un cross insidioso in mezzo, respinto con il corpo da Motolese. Alla mezz’ora Dell’Erba si gira col destro in area: Rovida sembra in controllo, ma si lascia sfuggire il pallone e il più rapido di tutti è Alberti, “rapace” a spingere in rete da pochi passi per il vantaggio dei padroni di casa.

La Pro Patria prova a reagire con un colpo di testa debole di Udoh e un tiro completamente fuori misura di Renelus. Al 35’ proprio l’asse Udoh-Renelus confeziona un bell'uno-due che crea il primo vero brivido alla porta di Boseggia. La partita, però, resta su ritmi controllati, con il Novara che non ha alcuna intenzione di alzare il livello agonistico della contesa.

Al 42’ i piemontesi sfiorano il raddoppio con una dinamica simile al gol dell’1-0: ancora una volta Rovida non è impeccabile sul tiro di Ledonne, ma Alberti spreca clamorosamente la ribattuta. Al 44’ arriva invece un’enorme occasione per la Pro Patria: Ferri, tra i migliori - se così si può dire - nei tigrotti, premia la sovrapposizione di Travaglini che mette un cross rasoterra perfetto, ma Udoh non riesce ad arrivare in tempo per il tap-in a porta spalancata.

È l’episodio che anticipa la più classica delle leggi non scritte del calcio. Pochi istanti dopo, il Novara riparte in contropiede: Ledonne serve Arboscello, cross di prima sul piede di Lanini che batte Rovida per il 2-0. È notte fonda per una Pro Patria volenterosa ma ancora una volta in balia degli eventi, incapace di prendere in mano la partita e di dettare il ritmo del gioco. In queste condizioni, anche con le migliori intenzioni, risalire la china (oggi e più in generale da qui a fine campionato) diventa davvero complicato.

RIGORE DUBBIO, TRIS E REAZIONE TARDIVA DEI TIGROTTI

Si riparte con un cambio immediato nella Pro Patria: dentro Dimarco, fuori Travaglini, spesso in difficoltà nel contenere le folate degli esterni novaresi. Al 49’ Alberti sfonda centralmente la difesa biancoblù e si incunea tra Motolese e Sassaro: il bomber di casa finisce a terra e l’arbitro Terribile indica subito il dischetto. Il contatto, causato più da Sassaro che da Motolese, resta comunque dubbio anche dopo una lunga revisione al Fvs. Al 52’ Lanini trasforma il rigore con un destro radente e incrociato, firmando il 3-0.

A questo punto la Pro Patria si trova davvero davanti a una montagna da scalare. Per la squadra di Bolzoni sono sette i gol incassati nelle ultime due partite. Al 59’ arriva però un sussulto d’orgoglio: Tunjov controlla e colpisce di controbalzo con il mancino, fulminando Boseggia e segnando all’esordio in maglia biancoblù, che prova a regalare mezz’ora di speranza ai tigrotti. La Pro Patria appare più vivace: ancora Tunjov affonda e serve bene Desogus, che però sbaglia l’assistenza centrale per Udoh.

Generoso l’ultimo scampolo di gara della Pro, che mostra una reazione ben diversa rispetto a quella vista sabato scorso contro la Giana. Tuttavia, fino al 97’, non arrivano occasioni realmente concrete (a parte il pathos per un check Fvs e un gol annullato a Mastroianni) e si materializza così la quindicesima sconfitta del campionato tigrotto, l’ottava consecutiva.

LA PAGELLA DELLA PRO PATRIA: TUNJOV E POCO ALTRO

Rovida 5; Sassaro 5 (Mora 5,5), Pogliano 5, Motolese 5, Ferri 6 (Citterio sv), Tunjov 6.5, Di Munno 5, Travaglini 5 (Dimarco 5), Desogus 5, Renelus 5,5 (Orfei 6), Udoh 5 (Mastroianni sv). All. Bolzoni 5.

IL TABELLINO
NOVARA - PRO PATRIA 3-1 (2-0 primo tempo)

Marcatori: Alberti al 30′, Lanini al 45′ e al 52' (su rigore), Tunjov (PP) al 59'
Novara (4-3-3): Boseggia; D’Alessio (40′ st Cannavaro), Lorenzini, Khailoti, Dell’Erba; Basso, Collodel, Arboscello (27′ st. Ranieri); Ledonne, Alberti (27′ st. Morosini), Lanini (17′ st. Donadio). A disposizione: Rossetti, Raffaelli, Lartey, Malaspina, Citi, Deseri, Cortese, Agyemang, Perini. Allenatore: Dossena.
Pro Patria (4-3-2-1): Rovida; Sassaro (dal 56' Mora), Pogliano, Motolese, Travaglini (dal 46' Dimarco), Tunjov, Di Munno, Ferri (dall’85' Citterio); Renelus (dal 56' Orfei), Desogus; Udoh (dal 70' Mastroianni). A disposizione: Gnonto, Zamarian, Schiavone, Aliata, Ricordi, Frosali, Masi, Giudici, Schirò, Ganz. Allenatore: Francesco Bolzoni.
Ammoniti: Sassaro (PP), Khailoti (NO), Morosini (NO).

Arbitro: Terribile di Bassano del Grappa
Collaboratori: Romaniello di Napoli e Valcaccia di Castellammare di Stabia
IV Ufficiale: Pasculli di Como
Fvs: Nechita di Lecco

Spettatori: 1.701.

IN 200 PER RAFFA

A un anno esatto dal tragico incidente avvenuto al “Piola”, che costò la vita a Raffaele Carlomagno, tifosissimo dei tigrotti, il ricordo resta più forte che mai. Nel pre-gara non è mancato un omaggio sentito da parte di entrambe le tifoserie, unite nel ricordo di Raffa. Significativa anche la partecipazione degli Ultras biancoblù, che hanno voluto far sentire la propria vicinanza all’amico che non c’è più. Circa 200 i biglietti venduti nel settore ospiti, a testimonianza di un affetto che va oltre il risultato e il tempo. Al “Piola”, nonostante il ricordo doloroso di quegli attimi e il silenzio surreale della curva che ancora resta impresso, i tifosi si sono ritrovati in massa per omaggiarlo: dieci minuti di rispettoso silenzio seguiti dai cori, un tributo sincero e trasversale. Un gesto univoco che ha superato rivalità e diffide, con molti novaresi a rendere omaggio e alcuni tifosi presenti già in mattinata con un mazzo di fiori speciale.

Alessio Murace


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