La settima, senza appello. La Pro Patria affonda (oggi più che mai) e lo fa contro la Giana Erminio, che non è il Real Madrid ma che la Pro attuale riesce a trasformare in un ostacolo insormontabile, quasi proibitivo. Allo Speroni va in scena un tardo pomeriggio di desolazione totale: in campo una squadra smarrita e senz’anima, sugli spalti uno stadio deserto e rassegnato, che fa da cornice perfetta a una crisi ormai senza fondo.
Bolzoni cambia ancora modulo e interpreti, ma il risultato non cambia: la Giana gioca, palleggia, comanda e colpisce, mentre la Pro resta sospesa in un assetto “né carne né pesce”, incapace di dare un vero segnale di vita. Il gol dell’ex Renda, cresciuto in casa biancoblù, al 22’, è lo schiaffo (purtroppo soltanto il primo) che certifica la distanza tecnica e mentale tra le due squadre, con Udoh immobile (potrebbe e dovrebbe davvero cambiare squadra, per il “bene” di tutti) e una mediana sistematicamente “portata a scuola” da Pinto e Marotta. La Pro non reagisce, non morde, non trasmette l’urgenza di chi ha l’acqua alla gola.
E così, nella ripresa, mentre lo Speroni resta silenzioso e rassegnato, l’unico rumore è quello della contestazione. “Patrizia Testa devi vendere, vattene”, urlano gli Ultras, prima e dopo il raddoppio di Colombara che chiude i conti con largo anticipo, al 74’. Anzi, all’85’ e in pieno recupero arrivano pure lo 0-3 e lo 0-4, con la punizione di Luca Ferri deviata in rete da un giocatore biancoblù e un’altra punizione dello stesso numero 6 della Giana che cala il poker.
Finisce come peggio non potrebbe, con un interminabile garbage time e la sensazione che non ci sia più nulla da salvare. Settima sconfitta consecutiva, il punto più basso di una stagione che continua a mostrare il peggio. Ed è davvero difficile immaginare come, da qui, si possa risalire.
Ora serve una presa di coscienza vera, senza più alibi né rinvii. Da chi va in campo a chi siede in panchina, fino ai vertici della società: tutti sono chiamati a decisioni forti. Perché continuare così non è più possibile, né accettabile.
LA PARTITA
UN MINUTO PER COMMISSO, PRO COL 3-4-1-2
Bolzoni cambia ancora modulo, alla quinta sulla panchina biancoblù, e vara un 3-4-1-2, con il nuovissimo acquisto - annunciato ieri - Pogliano braccetto di destra (ruolo inedito per lui), Masi centrale e Travaglini a sinistra. A centrocampo, sulle fasce Mora e Orfei, la coppia Schirò-Ferri a fare da diga centrale, Desogus – dopo il gol e la buona, seppur fugace, impressione di settimana scorsa – mezzapunta; in attacco la coppia Mastroianni-Udoh (nel pieno di una voce di mercato, smentita seccamente dalla società bustocca, che lo darebbe vicinissimo al Latina).
Prima del fischio d’inizio, un minuto di silenzio per il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, scomparso in giornata.
PRIMO TEMPO
Mastroianni di testa al 12’: una palla beffarda in pallonetto impegna l’estremo difensore Mazza della Giana, dopo un avvio migliore degli ospiti, che mostrano buone trame, orchestrate da Pinto e con esterni molto vivaci e bravi come Vitale.
Al 22’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la Giana monetizza quanto di buono fatto e prodotto – molto di più a livello di gioco, anche se non tira molto. Dopo un tiro svirgolato, la palla torna sui piedi di Renda che si beve Udoh (saltato come un birillo), si incunea in area e con un destro rasoterra beffa Rovida, con la palla che passa sotto le gambe del portiere biancoblù. Gran numero personale dell’ex, cresciuto nelle giovanili della Pro. La Giana sta portando a scuola – di calcio – la Pro di Bolzoni, con un assetto in campo che non è né carne né pesce e con Udoh, così svogliato, per il quale forse sarebbe davvero meglio cambiare aria, nonostante le smentite. La coppia centrale di centrocampo della Giana, Pinto-Marotta, sta vincendo i duelli e la partita, soprattutto sul piano tecnico, nella zona nevralgica del campo.
Al 36’, dal nulla e da una palla recuperata da Ferri, Desogus – l’unico davvero vivace dei biancoblù palla al piede – dà una sgasata sulla sinistra e serve basso al centro Mastroianni, che si gira bene ma poi scivola sul più bello, forse anche spinto o trattenuto.
Clamorosa occasione per Vitale al 46’, che grazia la Pro calciando alto col destro da posizione stra-favorevole. Finisce un primo tempo con la Giana meritatamente in vantaggio e con uno Speroni vuoto e rassegnato, così come dimessa è la squadra in campo.
SECONDO TEMPO
Desogus, altro spunto palla al piede e conclusione centrale al 52’. Ma nella Pro non si vede la veemenza di una squadra che deve vincere a tutti i costi e che ha l’acqua alla gola a livello di punti e classifica. Marotta si divora lo 0-2 calciando alto di sinistro; poi Orfei si trova sulla destra e si invola verso la porta della Giana, ma si allunga la sfera e viene fermato in scivolata da Pinto. Poco dopo, lo stesso centrocampista, a palla fuori, da terra mette le mani in faccia a Orfei. Bolzoni prova la revisione Fvs chiedendo il rosso, che (giustamente) non arriva.
Al 61’: “Patrizia Testa devi vendere, vattene”. Coro degli Ultras sotto gli occhi e le orecchie del sindaco Antonelli. E poi: “La Pro Patria siamo noi”. Un minuto prima Samele aveva colpito un palo clamoroso a Rovida battuto. Altra percussione di Samele, potentissimo anche se un po’ acerbo tecnicamente, con conclusione alta. Ma la Pro rischia ancora. Dal 65’ Bolzoni passa al 4-4-2, con Mora terzino destro, Orfei davanti a lui e la catena di sinistra formata da Travaglini e Desogus.
Al 70’, fuori Mora e Udoh per Giudici – che fa il terzino – e Ganz.
Flash di Mastroianni, che si gira e calcia da fuori: paratissima di Mazza (72’). Al 74’ Renda copia e incolla l’azione del primo gol: stavolta salta netto Giudici e la mette in mezzo per Colombara, che ha il tempo di controllare di petto e spingere la palla in rete a porta vuota. Game, set, match a un quarto d’ora abbondante dalla fine. Riparte il coro “Patrizia Testa devi vendere”, in una situazione davvero deprimente.
È davvero difficile fare peggio di così ed essere in una situazione più desolante di quella attuale in casa Pro Patria. Settima sconfitta consecutiva. All’85’ arriva pure lo 0-3, con la punizione di Luca Ferri deviata da un giocatore biancoblù. E al 92’ il poker, sempre di Ferri della Giana, ancora su punizione. Finisce con i biancoblù a testa bassissima in mezzo al campo, rassegnati, con gli Ultras che cantano “difendete i nostri colori” e i Popolari che urlano tutta la rabbia a una squadra totalmente smarrita.
LA PAGELLA DELLA PRO: Rovida 5,5; Pogliano 5 (Dimarco sv), Masi 5, Travaglini 5; Mora 4,5 (Giudici 5), Ferri 5, Schirò 5 (Schiavone sv), Orfei 5 (Citterio sv); Desogus 5,5; Udoh 4 (Ganz sv), Mastroianni 5. Bolzoni: 4.
IL TABELLINO
PRO PATRIA-GIANA ERMINIO 0-4 (0-1)
Reti: 22′ Renda (GIA), 29′ st. Colombara (GIA), 40′ st. Ferri (GIA), 47′ st. Ferri (GIA)
Pro Patria (3-4-1-2): Rovida; Pogliano (33′ st Dimarco), Masi, Travaglini; Mora (25′ st Giudici), Ferri, Schirò (33′ st Schiavone), Orfei (41′ st Citterio); Desogus; Udoh (25′ st Ganz), Mastroianni. A disposizione: Zamarian, Reggiori, Aliata, Auci, Galantucci, Ricordi, Motolese. Allenatore: Bolzoni.
Giana Erminio (3-5-2): Mazza; Previtali, Ferri, Duca (31′ st Nucifero); Vitale (1′ st Colombara), Pinto, Marotta, Renda (36′ st Rizzo), Ruffini; Gabbiani (1′ st Galeandro), Samele (41′ st Lischetti). A disposizione: Zenti, Azzolari, Berretta, Nelli, Occhipinti. Allenatore: Espinal.
Ammoniti: Udoh (PPA), Masi (PPA), Vitale (GIA), Colombara (GIA)
Arbitro: Restaldo di Ivrea
Collaboratori: D’Ettorre di Lanciano e Fabrizi di Frosinone
IV Ufficiale: Diop di Treviglio
Fvs: Colazzo di Casarano.














