Lo 0-4 subito dalla Giana Erminio è una sconfitta umiliante nel punteggio, è una fotografia amara dello stato attuale della Pro Patria. Una squadra svuotata, annichilita sul piano mentale prima ancora che tecnico, travolta da un avversario che ha mostrato organizzazione, intensità e lucidità, tutto ciò che oggi ai biancoblù manca nettamente (LEGGI QUI).
In sala stampa si presentano in cinque, il direttore sportivo Sandro Turotti e quattro leader dello spogliatoio: Ferri, Masi, Mastroianni e Udoh. È un gesto voluto e dovuto, necessario, ma i volti raccontano più delle parole. C’è consapevolezza della gravità del momento, c’è la volontà di metterci la faccia, ma non emerge una soluzione chiara, immediata, risolutiva. Solo la certezza che così non si può andare avanti.
Turotti è diretto, asciutto. «Siamo qua per metterci la faccia, in questa situazione molto difficile». Una difficoltà che non è nuova, come lui stesso ammette ricordando di essere già intervenuto dopo precedenti sconfitte. «La situazione sta andando avanti e i problemi sono tanti», dice, sottolineando però la volontà della società di continuare a lottare e di cercare un cambiamento.
Il passaggio più significativo arriva quando il diesse sposta il focus sul campo e su chi lo calca. «Siamo qua con questa rappresentanza di giocatori perché in campo vanno loro. Prima ancora di parlare della gestione dell’allenatore, il cambiamento deve partire da noi (Turotti usa il “noi”, anche se il riferimento è chiaramente rivolto ai giocatori, nda), dal cuore e dalla voglia reale di cambiare le cose».
Sull’allenatore Bolzoni, almeno per ora, non ci sono sviluppi. «È appena finita una partita, non ho ancora sentito la proprietà. Adesso l’allenatore non è in discussione». Una frase che non chiude definitivamente nulla, ma congela la situazione nell’immediato (dopo la quinta sconfitta in altrettante gare per l’ex trainer della Primavera, subentrato a Greco a inizio dicembre). Così come le voci di mercato, con Udoh e Mastroianni che confermano la volontà di restare, evitando di aggiungere ulteriori elementi.
Sono però le parole dei giocatori a dare il senso più profondo della situazione. Alberto Masi parla di fondo toccato davvero. «Dobbiamo cercare di tirare fuori qualcosa di più, soprattutto a livello caratteriale. Poi sono tutte parole che lasciano il tempo che trovano, perché dobbiamo andare là dentro - in campo - e dimostrarlo». La diagnosi è netta e senza alibi. «Non è tattica, è una cosa che deve venire da dentro ed è una cosa che non si può comprare».
Altrettanto capitan Davide Ferri. «Oggi non c’è stata prestazione, non c’è stata reazione. Il problema è grande e va avanti da tanto. Abbiamo già parlato tante volte ma non siamo riusciti a svoltare davvero». E il tempo è sempre meno.














