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Politica | 26 marzo 2024, 19:16

Risoluzione sulle politiche europee, Licata: «Serve una svolta. Siamo ancora in tempo»

Il Consiglio regionale ha approvato il documento. Nel corso della discussione è intervenuto l’esponente varesino di Italia Viva, critico sul testo che ha poi avuto il via libera dall’assise. Le sue proposte

Risoluzione sulle politiche europee, Licata: «Serve una svolta. Siamo ancora in tempo»

Il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione sulle politiche europee. Il documento, illustrato dalla leghista Silvana Snider, chiede alla giunta di intervenire presso «tutte le sedi istituzionali» affinché vengano riconosciute e valorizzate «le specificità e le peculiarità dei territori e delle comunità», con un «maggiore e migliore coinvolgimento delle Regioni e delle comunità locali alla fase ascendente del processo decisionale dell’Unione».

Nel testo viene affermata l’urgenza della «ripresa dell’idea originaria dell’Europa delle regioni, dei popoli e delle comunità», passando attraverso la valorizzazione delle istituzioni vicine ai territori e alle comunità.

Nel corso della sessione europea a Palazzi Pirelli è intervenuto il consigliere varesino di Italia Viva Giuseppe Licata, critico sul testo che ha poi avuto il via libera dall’assise.

Licata tra critiche…

«Tra 20 anni cosa penseranno i lombardi delle nostre iniziative politiche? – ha esordito –. Temo che chi leggerà questa risoluzione penserà che chi l’ha scritta non avesse colto la gravità del momento né le sfide epocali a cui siamo chiamati». Sfide «drammaticamente e inaspettatamente simili a quelle che portarono alla nascita dell’Unione Europea: un sogno di libertà, di pace, di equità, di democrazia, di sviluppo economico e sociale, di benessere per tutti i cittadini europei. Un modello che conciliasse regole comuni e legittimi interessi nazionali, che agevolasse la crescita dei singoli Paesi in un contesto di crescita europea nei rapporti di forza con gli altri continenti».

Un sogno che «negli anni è stato annacquato da miopi politiche ideologiche, dalla burocrazia e persino da ingerenze esterne, proprio da quei Paesi che hanno temuto e temono il disegno Europeo.  Eppure, oggi più di prima un’Europa coesa, efficiente e autorevole è necessaria, anzi urgente. Oggi più di prima i cittadini percepiscono che la loro bolletta sale anche e soprattutto per complesse questioni geopolitiche. E i cittadini hanno visto che i virus non si fermano alla dogana e che le pandemie e le grandi questioni sanitarie si affrontano con piani europei e mondiali».

Licata si è rivolto alla maggioranza criticando una risoluzione in cui «riuscite a non parlare di guerra e di crisi internazionali. Come non parlate di crisi demografica. E parlate genericamente di crisi climatica in termini di richiesta di maggiori risorse, senza dire che servono nuovi piani regionali, nazionali ed europei. E scrivete altrettanto genericamente di rivedere le politiche dell’immigrazione, senza proporre delle soluzioni o almeno dei modelli. Vi preferivo quando proponevate i blocchi navali, proposta fake ma geniale sul piano comunicativo».
Sulla sanità, «dimenticate che l’Europa vi aveva proposto il Mes e che voi lo avete rifiutato per ragioni ideologiche. Con quei soldi sì che avreste potuto rivoluzionare il sistema sanitario lombardo e nazionale, altro che tessere a punti».

Il consigliere di Italia Viva ha riconosciuto che «questa Europa ha fallito». Ma, ha subito precisato, «non è fallito il disegno europeo. Ha fallito l’Europa della burocrazia, ha fallito l’Europa che non sta con una voce sola ai tavoli internazionali. Ha fallito l’Europa dell’ambientalismo ideologico, che fa scappare le imprese in Cina, dove inquinano ancora di più avendo anche fatto perdere posti di lavoro in Italia».

…e proposte

A una maggioranza «a corto di visione», ha fornito una serie di spunti, a partire dal sistema sanitario: «Chiedete la riapertura del Mes – l’invito – . E proponiamo un Welfare comune: non si può pensare di avere diritti diversi tra cittadini europei. È poi fondamentale una difesa comune che si strutturi in un esercito europeo, una intelligence europea e una gestione della spesa per gli armamenti coordinata.

Cominciamo ad affrontare le crisi internazionali con autorevoli inviati Europei, per una politica estera europea Pretendiamo un piano contro la denatalità e l’invecchiamento della popolazione, soprattutto in termini di welfare a sostegno delle famiglie».

E ancora, sul piano istituzionale, «introduciamo l’elezione diretta del presidente della commissione, per rafforzare il legame tra elettori e istituzione europea, e tra voto, mandato elettorale e obbiettivi raggiunti.
Introduciamo delle liste transnazionali, per valorizzare e rendere trasparenti gli obbiettivi comuni europei in un’ottica di coesione. Chiediamo la cancellazione del diritto di veto, che oggi immobilizza l’azione dell’Europa su temi critici come la fiscalità e la politica estera».

Per Licata «sono tutte riforme non ideologiche, realizzabili, sostenibili, necessarie ed urgenti.  Alcune di queste sono contenute nell’emendamento che abbiamo presentato insieme al Pd. Siamo ancora in tempo a dare una svolta al futuro della nostra Regione e del nostro Paese, ma per farlo serve dare una svolta all’Europa. Siamo ancora in tempo».

L’emendamento interamente sostitutivo è stato respinto, così come quello sottoscritto dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra. Approvata invece una serie di emendamenti con modifiche al testo proposti dal gruppo consiliare Lombardia Migliore. Tra questi anche la richiesta di «promuovere presso tutte le istituzioni europee ogni iniziativa finalizzata al raggiungimento della pace». Sono stati respinti infine i sette ordini del giorno presentati dal gruppo consiliare Patto Civico.

R.C.

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