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Busto Arsizio | 17 aprile 2023, 21:59

VIDEO. Vecchio e nuovo carcere: Busto si guarda dentro, si commuove e sorride grazie al cinema

Il documentario "Il presente del passato" spalanca le porte dell'umanità nella struttura in centro e poi in via Cassano. Con un promemoria: sono le persone che fanno la differenza

Foto di gruppo per i protagonisti di questa bella serata, sopra sguardi sul vecchio e sul nuovo carcere

Foto di gruppo per i protagonisti di questa bella serata, sopra sguardi sul vecchio e sul nuovo carcere

Si lotta con un groppo alla gola tra gli angusti spazi del vecchio carcere asburgico nel centro di Busto Arsizio, si riesce a sorridere, si vede il filo che conduce al presente e al futuro. L'umanità, prima di tutto, nei volti delle persone carcerate e in quelli della polizia penitenziaria.

La magia del cinema, questa sera ai Molini Marzoli, passa da un'espressione di Sant'Agostino, che diventa titolo di un documentario, "Il presente del passato". È quel ruolo sociale del Baff, rivendicato da Alessandro Munari. Si tratta di un'opera di Clemente Pollastro e Arnaldo Boniello da un’idea di Rossella Panaro realizzato interamente dalle donne e dagli uomini della Polizia penitenziaria del Reparto della casa circondariale di Busto Arsizio. Il film rievoca la vita all'interno del vecchio carcere, vicino a Palazzo Cicogna, confrontata con quella nella struttura attualmente in uso. 

Solo questione di mura? No, anche se certo impressionano le celle minuscole, e poi aggredite dal tempo, in via Marliani. Ma questo documentario ricorda chi fa la differenza, sempre e comunque le persone. Perché sono loro che imparano, le une dalle altre, e solo così si può progredire. Un cammino che non si ferma mai.

Per i bustocchi, un piccolo tuffo nella storia, in quel carcere che resiste fino agli anni Ottanta e sulla cui posizione centralissima - oltre che sulle condizioni - Busto Arsizio discute in un'assemblea pubblica proprio lì accanto, in sala Zappellini. Poi, si decreta il nuovo carcere al confine con Cassano. La casa circondariale si allontana dagli occhi della città, la sfida è far sì che non sia anche dal cuore. Per questo c'è l'impegno quotidiano di uomini e donne, a partire dall'immenso mondo del volontariato. 

Oltre al prefetto Salvatore Pasquariello che oggi ha tenuto un vertice per il lavoro dei detenuti, c'erano il direttore del carcere Orazio Sorrentini, i vertici della polizia penitenziaria, le autorità militari, il sindaco Emanuele Antonelli, la vicesindaco Manuela Maffioli, gli assessori Salvatore Loschiavo e Paola Reguzzoni. E ancora, il neo garante dei diritti dei detenuti Pietro Roncari, il cappellano don David Maria Riboldi e molte altre persone che hanno apprezzato questo viaggio nel tempo e nelle coscienze.

GUARDA IL VIDEO

 

Marilena Lualdi

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