E sette. Per la gelateria Il Dolce Sogno è arrivato di nuovo il riconoscimento dei Tre Coni del Gambero Rosso. Lucia Sapia ha ricevuto l'ambìto premio alla stazione Marittima di Napoli proprio oggi: la sua attività (presente a Castellanza, Busto Arsizio e Cassano Magnago) è una presenza stabile nella Guida.
Ma ogni premio è un'emozione, non ci si può abituare. Come ci racconta Lucia Sapia.
Una grande soddisfazione, un traguardo a cui non ci si abitua mai, credo. Che cosa significa per lei ottenere ancora una volta i Tre Coni nella guida del Gambero Rosso?
Ogni volta è un'emozione nuova e sincera. Ai Tre Coni non ci si abitua mai, perché dietro questo riconoscimento ci sono anni di lavoro, sacrifici, ricerca e tanta passione. Non li considero un punto di arrivo, ma una conferma che la strada intrapresa è quella giusta e uno stimolo a continuare a migliorare. Sapere che il nostro lavoro viene riconosciuto dal Gambero Rosso è motivo di grande orgoglio, ma anche di responsabilità verso i clienti che ogni giorno ci scelgono. La premiazione si è tenuta a Napoli, una città che mi sarebbe piaciuto visitare con più calma, ma sono partita dall'aeroporto di Milano Malpensa la mattina presto e rientrerò la sera stessa. Quando però si parla dei Tre Coni, si trova sempre il modo di incastrare tutto. Dopo sette anni consecutivi di questo riconoscimento, la gratitudine è ancora più grande della soddisfazione. È la prova che passione, impegno e perseveranza continuano a essere premiati. In fondo è la fotografia perfetta della mia vita in questo periodo: mille impegni, poco tempo a disposizione, ma ancora tantissima voglia di costruire, crescere e inseguire nuovi sogni. E forse è proprio questa passione a rendere possibile ciò che, a volte, sembra impossibile.
Quest'anno ha anche un valore simbolico per l'attività di Busto, un altro traguardo raggiunto, e intanto è avvenuta la riapertura di Cassano: un 2026 da incorniciare e che sprona a guardare sempre avanti?
Assolutamente sì. È stato un anno intenso, fatto di sfide, cambiamenti e nuovi inizi. La riapertura di Cassano Magnago rappresenta per me un nuovo capitolo e la conferma che, anche nei momenti più difficili, vale la pena continuare a credere nei propri sogni. Questo riconoscimento arriva in un momento speciale anche perché coincide con importanti anniversari della nostra storia: il negozio di Busto Arsizio compie 10 anni, quello di Castellanza 23 anni, mentre Cassano Magnago fa parte del nostro percorso dal 2009. Dopo la dolorosa chiusura seguita alla rapina e tre anni di stop, poter riaprire le porte di quella gelateria ha avuto per me un significato che va ben oltre l'aspetto imprenditoriale.
A chi dedica questo nuovo riconoscimento?
Lo dedico alla mia famiglia, che è sempre stata il mio punto di riferimento nei momenti belli e in quelli più difficili. Lo dedico alla mia squadra, con cui condivido ogni giorno sfide, responsabilità e soddisfazioni. Gestire un'attività oggi è sempre più complesso e trovare il giusto equilibrio non è facile, ma è proprio nei momenti più impegnativi che si capisce il valore delle persone che ti stanno accanto. Lo dedico ai miei clienti, che continuano a sceglierci e a darci fiducia anno dopo anno, e ai fornitori e agli amici che fanno parte di questo percorso. Ognuno di loro, in modo diverso, contribuisce a rendere possibile questo risultato. I Tre Coni portano il nome della gelateria, ma dietro ci sono tante persone che hanno creduto in me e nel mio sogno. Per questo motivo sento che questo riconoscimento appartiene un po' a tutti loro
Lucia è creatività, competenza, ricerca costante: quanto conta in questo suo cammino la rete di fornitori e persone che l'hanno affiancata?
Conta moltissimo. Nessun risultato importante si costruisce da soli. Ho la fortuna di collaborare con produttori, agricoltori, fornitori e professionisti che condividono i miei stessi valori: rispetto della materia prima, trasparenza, ricerca e passione. Negli anni molti di loro sono diventati amici prima ancora che collaboratori. Ogni gelato racconta non solo il mio lavoro, ma anche il loro, perché dietro ogni ingrediente ci sono persone, famiglie, storie e competenze che meritano di essere valorizzate.
Nella Kabbalah il numero sette è la perfezione, la completezza. Ma conoscendola, lei è sempre in cammino, sempre alla ricerca di crescere. Come guarda verso il proprio futuro?
Credo che la perfezione sia un orizzonte che ci aiuta a camminare, ma che non si raggiunga mai davvero. E forse è proprio questo il bello del mio lavoro: sapere che c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare, da sperimentare e da migliorare. Dopo sette anni consecutivi di Tre Coni potrei sentirmi arrivata, ma in realtà mi sento esattamente all'opposto: piena di idee, di curiosità e di progetti. Vorrei che il futuro de Il Dolce Sogno fosse sempre più legato alla ricerca, alla valorizzazione del territorio, alla collaborazione con piccoli produttori e a un gelato che non sia soltanto buono, ma che racconti una storia. Mi piacerebbe continuare a innovare, esplorare nuovi ingredienti e sviluppare progetti che uniscano gusto, benessere e sostenibilità, senza mai perdere l'artigianalità che ci contraddistingue. Alla fine, il mio obiettivo rimane sempre lo stesso: emozionare le persone attraverso un gelato. Finché avrò la curiosità di imparare e il coraggio di mettermi in discussione, saprò di essere sulla strada giusta.

















