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Busto Arsizio | 24 marzo 2026, 22:01

Le educatrici degli asili “affollano” la commissione. Il Pd: «Patrimonio di professionalità da non perdere»

A Palazzo Gilardoni si è discusso del futuro del personale della scuola dell’infanzia Crespi, che passa da parrocchiale a statale. Pesa il crollo delle iscrizioni: «Quest’anno ho fatto un battesimo e tredici funerali», ha rivelato don Giuseppe. Primo via libera all’affidamento in appalto dei nidi Boschessa e Ferrario. L’assessore Colombo: «Nessuno perderà il posto di lavoro»

Le educatrici degli asili “affollano” la commissione. Il Pd: «Patrimonio di professionalità da non perdere»

Erano una trentina le insegnanti che martedì sera hanno seguito a Palazzo Gilardoni la commissione dedicata al futuro di alcuni presìdi educativi di Busto Arsizio. Lo hanno fatto in silenzio, nonostante le preoccupazioni, lasciandosi andare a un applauso solo quando la consigliera dal Partito Democratico Valentina Verga ha manifestato le proprie preoccupazioni sulla possibilità di garantire ai più piccoli la stessa qualità del servizio alla luce della scelta dell’amministrazione di appaltare la gestione degli asili nido Boschessa e Ferrario (leggi qui).
Si è parlato di questo, con il primo voto favorevole alla delibera che verrà approvata in via definitiva mercoledì prossimo in Consiglio comunale, e si è discusso del futuro del personale della scuola dell’infanzia Crespi, che passa da parrocchiale a statale.

Dalla “statalizzazione” della scuola dell’infanzia Crespi…        

È stata sempre la consigliera Verga a portare il caso del Crespi all’attenzione della politica cittadina con un’interrogazione. Anzi, a riportarlo: lo scorso ottobre aveva già chiesto in assise di coinvolgere il Consiglio comunale nell’apposito tavolo di lavoro (leggi qui).
Tavolo che si è tenuto nelle scorse settimane, con i tecnici di Comune e scuola. Senza però le educatrici, al momento: «Se questo strumento serve per ricollocare le dipendenti, mi sembra scontato che queste debbano partecipare», ha obiettato Verga in commissione Educazione, rimarcando la grande professionalità di chi sta garantendo l’alto livello del servizio sapendo che a breve potrà ritrovarsi senza lavoro.

Il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore alle Politiche educative Chiara Colombo hanno infatti spiegato che il personale attualmente in forza alla parrocchia potrà essere “recuperato” dalle cooperative e partecipare al bando comunale per quattro posti da educatrice. Ma servirà essere in possesso di titoli di studio e abilitazioni imposte dalla normativa per le realtà comunali di cui molte non dispongono.
«Una dilatazione dei tempi avrebbe permesso alle educatrici di formarsi. Mi sarei aspettata un’attenzione diversa», ha osservato Cinzia Berutti (Pd).

Invece da prossimo anno scolastico il Crespi diventerà statale, “accorpandosi” con Villa Sioli. Una scelta dovuta a difficoltà gestionali ed economiche, a loro volta determinate da un calo delle iscrizioni.
«Dall’inizio dell’anno ho fatto un battesimo e tredici funerali», la significativa osservazione del parroco di San Giuseppe, don Giuseppe Tedesco.
Il sacerdote e l’assessore Colombo avevano spiegato su queste colonne come si è arrivati alla decisione (leggi qui).

«L’anno scorso siamo passati da cinque a quattro sezioni – ha detto don Giuseppe –. E oggi abbiamo ottanta iscritti grazie alla presenza di Villa Sioli, altrimenti avremmo dovuto chiudere un’altra sezione».
Il sacerdote ha parlato di una «scelta molto sofferta» e non solo economica. «Ma lo sarebbe diventata, perché i numeri sono in caduta libera». A pesare è stato anche l’aspetto gestionale: «La scuola era gestita dalle suore, che adesso non ci sono più». E per il sacerdote, “da solo”, non era semplice affrontare un impegno del genere.

…all’affidamento dei nidi Boschessa e Ferrario

A fare da trait d’union tra le due questioni affrontate questa sera, c’era – per usare le parole di Valentina Verga – un «patrimonio di professionalità» che rischia di andare perduto. Professionalità peraltro riconosciuta anche dal presidente di commissione, Orazio Tallarida (Fratelli d’Italia).
Ma se per le attuali lavoratrici del Crespi si pone il problema occupazionale, l’assessore Colombo ha garantito che con l’affidamento in appalto degli asili nido Boschessa e Ferrario «nessuna dipendente perderà il posto».

«Non possiamo assumere personale, ma c’è una carenza di ore – ha affermato l’esponente di giunta –. Non privatizziamo, ma appaltiamo con una gestione diversa dell’utilizzo delle ore per dare copertura totale del servizio. Noi teniamo al nostro personale, siamo uno dei pochi Comuni che lo forma. Capisco i disagi e le difficoltà ad accettare il cambiamento, ma le dipendenti potranno essere spostate in altre strutture, senza perdere il lavoro».

Il Pd ha espresso più di una perplessità. Il capogruppo Maurizio Maggioni e la collega Berutti sono intervenuti sulla possibilità di assumere personale e sul tema della continuità educativa, rimarcato anche da Verga. «Cooperative o piccole società – ha evidenziato quest’ultima – sono il classico esempio di strutture che cambiano personale. La mia paura è che i bambini e famiglie non beneficeranno della stessa qualità del servizio». È scattato l'applauso delle insegnanti e, a quel punto, Francesco Attolini ha abbandonato l'aula.

I dem hanno poi insistito sul fatto che quella dell’amministrazione sia una scelta politica (con risparmi limitati, secondo Berutti), mentre Antonelli ha evocato il vincolo di spesa del personale: «Non possiamo assumere chi vogliamo. Siamo già al limite». Ne è nato un piccolo battibecco col sindacalista del Csa Angiolino Liguori che, non potendo intervenire, ha assistito alla commissione come un leone in gabbia insieme alle educatrici.

Paolo Geminiani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha bollato come «comizio» alcune prese di posizione dei colleghi del Pd: «Non facciamo proposte improponibili, come la “verticalizzazione” di tutti i dipendenti. E nelle cooperative, a cui si rivolgono sempre di più i comuni, non lavorano persone improvvisate».
«Nessun comizio, ma possiamo dire che fate delle scelte che per alcuni non sono condivisibili? – ha replicato Berutti –. E la cosa da fare, prima che esca una delibera, è parlare con le dipendenti interessate».

Riccardo Canetta

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