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Attualità | 16 gennaio 2026, 19:02

Lonate, scontro politico sulla tragedia: Derisi attacca, Carraro replica: «Faccio da parafulmine alla famiglia»

La presenza costante delle telecamere in via Montello accende la polemica tra l'ex assessore Melissa Derisi e la prima cittadina Elena Carraro. Sotto accusa l'esposizione mediatica del sindaco: «Sciacallaggio» contro «Senso delle istituzioni»

Lonate, scontro politico sulla tragedia: Derisi attacca, Carraro replica: «Faccio da parafulmine alla famiglia»

Mentre la frazione di Sant’Antonino cerca faticosamente di ritrovare una dimensione di normalità, la tragedia di via Montello si sposta sul terreno dello scontro politico. A far esplodere la scintilla è Melissa Derisi, ex assessore dell'amministrazione Rosa, che ha duramente criticato l’onnipresenza mediatica della sindaca Elena Carraro davanti alla casa del dramma.

Derisi ha affidato a una nota ufficiale parole taglienti, definendo l’atteggiamento della prima cittadina «profondamente inopportuno». Secondo l’ex assessore, vedere la sindaca impegnata per ore in interviste davanti all’abitazione dei Rivolta, «posizionata come una bambolina», sarebbe un atto di «puro sciacallaggio politico».

«Ci si spinge davvero oltre i limiti pur di ottenere un po’ di notorietà, qualche titolo sui giornali e un momento di attenzione mediatica — attacca Derisi — volendo a tutti i costi fare i protagonisti su una tragedia che meriterebbe solo rispetto, vicinanza e soprattutto silenzio. Il ruolo di un sindaco dovrebbe essere quello di smorzare l’ondata mediatica, invitare alla prudenza e, quando necessario, anche al silenzio. Non certo quello di alimentare continuamente l’interesse dei media solo per il proprio tornaconto di immagine». Secondo Derisi, questa sovraesposizione danneggerebbe Jonathan e la sua famiglia, che avrebbero invece bisogno di riservatezza e tranquillità.

Non si è fatta attendere la replica di Elena Carraro, che ha risposto con fermezza alle accuse, inquadrando la sua presenza in via Montello come un dovere istituzionale. «Sappiamo che la consigliera Derisi è avvezza a pubblicare ogni pensiero che le passi per il cervello — ha ribattuto la sindaca — ma forse non ha capito il ruolo delle istituzioni in una vicenda di questo tipo».

Carraro ha rivendicato la scelta di essere in prima linea non per vanità, ma come scudo per i cittadini coinvolti: «Il Sindaco serve anche da parafulmine rispetto alla famiglia. Non si è lì per avere il minuto di gloria, come ritiene lei. Dietro la mia presenza c’è la paura della comunità, la paura del ragazzo e quella dei suoi genitori».

Secondo la prima cittadina, mantenere alta l'attenzione serve a dare risonanza nazionale alla gravità dell'accaduto: «La presenza delle istituzioni serve anche per smuovere i livelli più alti e mettere l’accento sulla gravità del fatto avvenuto a Lonate Pozzolo. Tanto è vero che oggi è stata fatta un’interrogazione parlamentare dall’onorevole Cecchetti in merito. Un bel tacere non fu mai scritto». Carraro ha poi concluso operando un distinguo tra le diverse anime dell'opposizione: «Ho apprezzato molto di più il comunicato della capogruppo Nadia Rosa che, al contrario di attacchi personali, ha fatto una sua riflessione corretta. Derisi, per l’ennesima volta, ha sprecato l’occasione di stare zitta».

Mentre il dibattito politico si infiamma, via Montello rimane un luogo segnato dal dolore, dove le parole della politica faticano a trovare spazio tra il silenzio della cronaca e la sofferenza di una famiglia.

Giovanni Ferrario

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