Parco di Borsano tra cenere e rifiuti, molto si muove, molto rimane in sospeso. Al Campone/Viabilandia, i resti del falò della Giöbia sono rimasti a terra per oltre un mese. Spargendo cenere e malcontento. Cresciuto, il secondo, negli ultimi giorni (vedi QUI). All’intorno, cartacce, piccoli rifiuti, una trascuratezza diffusa.
Problemi conosciuti dal consigliere comunale con delega al Verde, Orazio Tallarida. «Ho trasmesso agli uffici competenti la necessità di intervenire sui resti del falò e sullo stato dell’area in generale - faceva presente - ma devo aggiungere che chi organizza la Giöbia deve anche assumersi il compito di mettere a posto. Quello di Borsano non è l’unico caso di detriti abbandonati a lungo. Con il sindaco si sta ragionando sul prossimo anno per evitare simili disagi».
Intanto, però, la situazione si è sbloccata.
«Abbiamo sistemato tizzoni spenti e resti bruciacchiati – fanno presente dal Club Borsanese Folclore e Sport, organizzatore del falò e di molto altro – ci dispiace per i tempi lunghi. Vedendoci all’opera, alcuni ragazzini che non conoscevamo si sono rimboccati le maniche e ci hanno aiutato, un gesto commovente. Ma c’è un grosso problema».
Il caso specifico sembra dunque alle spalle: volontari al lavoro da una parte, Comune pronto a mettersi in azione dall’altra. Con un però. Enorme, dal punto di vista di Folclore e Sport. «La nostra pulizia non è stata rapida – affermano i volontari – perché ci troviamo in un limbo. Ci occupavamo del parco e del suo chiosco, anche organizzando eventi come la Giöbia, in base a una convenzione scaduta in autunno. Il nuovo bando ancora non si vede. L'impegno a favore dell’area si è quindi ridotto. Tornando alla nostra Giöbia, riportava riferimenti a furti. E c’era un tombino. Non era un caso».
Nel recente passato, lamentano dal Club, nel chiosco si sono ripetuti raid e danneggiamenti: «Siamo arrivati a quattro intrusioni. Una, appunto, fatta con un tombino. Siamo comunque andati avanti a dare un'occhiata alla struttura e all’area. Per passione, senso di appartenenza e di responsabilità. Ma non possiamo essere pronti e presenti come con la convenzione attiva, siamo pur sempre volontari che si impegnano nel tempo libero. E che avrebbero bisogno di un contesto solido nella comunicazione e nei rapporti con l’ente pubblico. Abbiamo allestito la Giöbia, un appuntamento atteso dalle nostre parti, preparando una festa in tono minore rispetto al passato a causa di queste difficoltà. A malincuore abbiamo fatto un passo indietro di cui, nei giorni scorsi, si sono visti gli effetti in modo chiaro. Ci dispiace. Ma non ci stupisce che in tanti se ne siano accorti».
Del problema Giöbia restano i detriti, ormai raccolti e da ritirare. La questione del bando, e dei suoi tempi, resta. Con una scadenza che incombe: a maggio c’è l’appuntamento con il Campone in festa. Per chi deve (vorrebbe) mettere a punto e avviare la macchina organizzativa il conto alla rovescia è partito. «Ma all'associazione - afferma Tallarida - garantiamo la possibilità di tenere l'evento. Quanto alla prossima concessione, che è tema a parte, ci sono tempi tecnici da rispettare».
















