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Cronaca | 15 gennaio 2026, 15:22

Sant’Antonino sotto shock dopo l’aggressione. Mantovani (Lega): «Totale solidarietà alla famiglia e al ragazzo. Noi siamo per la legittima difesa»

Il segretario locale della Lega e coordinatore del Controllo del Vicinato lonatese spiega che ci si attiverà anche a Sant’Antonino per attuare l’iniziativa. E spende parole di vicinanza per Jonathan e i suoi famigliari. «Lonate è un territorio particolare, terra di confine tra più province e due regioni. Questa gente arriva da lontano, batte il territorio e sfrutta le facili vie di fuga che abbiamo qui»

Sant’Antonino sotto shock dopo l’aggressione. Mantovani (Lega): «Totale solidarietà alla famiglia e al ragazzo. Noi siamo per la legittima difesa»

La commozione e la tensione non abbandonano le strade di Sant’Antonino, a Lonate Pozzolo. Mentre l’intera frazione si schiera senza esitazioni a favore di Jonathan (LEGGI QUI) - descritto come un «bravissimo ragazzo dal cuore d’oro», ricercatore universitario con due lauree e la passione per il trekking - il dibattito si sposta anche sulla sicurezza del territorio. 

A fare il punto è Armando Mantovani, segretario della Lega di Lonate Pozzolo e coordinatore del Controllo del Vicinato, che ha già annunciato nuove misure per la frazione.

«Quella zona è scoperta» esordisce Mantovani, riferendosi al tratto di via Montello teatro dell’aggressione. «Adesso vedremo in da farsi, ho intenzione di fare un incontro con alcuni residenti di Sant’Antonino per cercare di potenziare la rete, anche se il Controllo del Vicinato ha bisogno di partecipazione per avere effetto». Mantovani tiene però a precisare la natura dell’iniziativa: «Nessuno deve fare il poliziotto o partecipare a ronde; è solo necessario guardarsi in giro e segnalare. Il vero problema è trovare i referenti che si mettano a disposizione».

Analizzando quanto accaduto ieri nella villetta che sorge a pochi passi dal centro della frazione, il coordinatore sottolinea la vulnerabilità geografica della zona, sia del comune che, soprattutto della frazione, che ha facili vie di accesso, e quindi anche di fuga, tra campagne e strade a veloce scorrimento: «Lonate è un territorio particolare. Siamo alla fine della provincia di Varese, ci agganciamo al Piemonte e alla provincia di Milano. È sempre stata una terra di confine e di passaggio, e poi c’è Malpensa che, nel bene e nel male, accentua queste situazioni». Secondo Mantovani, i malviventi, in generale, non sono improvvisati: «Questa gente batte il territorio, si sposta di paese in paese. Molti mi chiedono come mai arrivassero da Torino: è chiaro, il ladro non agisce sotto casa sua e sfrutta le vie di fuga semplici che abbiamo qui».

Sul piano politico e umano, la posizione del segretario leghista è netta: «Totale solidarietà alla famiglia e al ragazzo. Noi siamo per la legittima difesa in toto. Quello che è successo è pesante, ma quando certe cose ti accadono sotto casa capisci che devi reagire». Mantovani punta il dito anche contro i complici di Adamo Massa, il 37enne deceduto: «I veri responsabili per me sono i suoi soci che l’hanno abbandonato davanti all’ospedale. È un comportamento vergognoso».

L’obiettivo per il futuro immediato è aumentare l’effetto deterrente: «Il cartello del Controllo del Vicinato aiuta, ma dico sempre ai coordinatori di andare in giro in bicicletta. Già il fatto che ti vedano è importante, perché loro, i ladri, controllano noi molto più di quanto noi controlliamo loro». In attesa che la giustizia faccia il suo corso, Sant’Antonino ha già emesso la sua sentenza di vicinanza: «Jonathan si è difeso, non aveva scelta».

Giovanni Ferrario

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