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Malpensa | 16 gennaio 2026, 08:32

Sant'Antonino sulle tv di tutta Italia: «Siamo tutti con Jonathan e la sua famiglia»

Le telecamere di Rete 4 accendono le luci nel salone dell’Associazione Anziani. Tra dolore e rabbia, la comunità di Lonate Pozzolo si stringe attorno ai Rivolta. Desperati: «Francesco è uno di noi, suo figlio un ragazzo d'oro». Presenti anche il sindaco Elena Carraro e il suo vice Andrea Colombo

Per una sera, il cuore pulsante di Sant'Antonino Ticino si è trasformato in uno studio televisivo. I riflettori di tutta Italia si sono accesi sulla frazione di Lonate Pozzolo e soprattutto all'interno del salone dell’Associazione Anziani via Madonna, dove la trasmissione di Rete 4 «4 di sera» ha fatto tappa per dar voce a un paese ancora scosso dal dramma di via Montello. Davanti all’inviato Leonardo Rossetti, una delegazione di cittadini ha voluto gridare forte la propria vicinanza a Jonathan Rivolta e a suo padre Francesco, volto noto e stimato volontario proprio all'interno del centro anziani.

In un'atmosfera carica di emozione, il presidente dell’associazione, Giovanni Desperati, ha preso la parola a nome dei circa 1.100 soci del gruppo: «C'è solidarietà totale verso questa famiglia. Cercheremo di essere al loro fianco perché quello che è capitato è una cosa molto, molto pesante». Desperati ha poi tratteggiato il clima di esasperazione che si respira nella frazione: «Credo che quel ragazzo, nel difendersi, trovi l'appoggio di tutta la popolazione di Sant'Antonino, di Lonate e anche del circondario. Dopo 70 o 80 furti, e solo nel nostro centro siamo stati colpiti sei volte, siamo stravolti da questa situazione».

Accanto a lui, il signor Giuseppe ha voluto invece ricordare il lato più umano e quotidiano di Jonathan, che ha frequentato l'università insieme a sua figlia: «È un bravissimo ragazzo, si è laureato con mia figlia. Una famiglia bellissima e rispettosa, non hanno mai toccato una mosca». Giuseppe non ha usato mezzi termini nel commentare la dinamica della colluttazione: «È giusto che il ragazzo si sia dovuto difendere. Quei due lo hanno attaccato, lo hanno massacrato di botte. È stata una reazione istintiva, logica. Adesso vedremo cosa succederà».

Nel salone, seppur in rispettoso silenzio, erano presenti anche le massime autorità cittadine: la sindaca Elena Carraro, il vice Andrea Colombo, l’assessore Mauro Andreoli e il segretario della Lega Armando Mantovani, tutti uniti in un cordoglio composto. Mentre in studio a Milano il conduttore Paolo Del Debbio moderava il dibattito tra gli ospiti, tra cui i politici Dario Nardella e Massimiliano Salini, la sensazione predominante a Sant'Antonino rimaneva quella di una comunità «di confine» che si sente vulnerabile.

Proprio Del Debbio, nel corso della trasmissione iniziata alle 20.30, ha voluto sottolineare il peso psicologico di vivere in un’area così bersagliata dalla microcriminalità: «Dobbiamo considerare che nei luoghi dove accadono tante cose si crea una tensione che poi incide sulle reazioni dei soggetti. Quando vedi che gli altri sono stati derubati o maltrattati, la tensione si accumula».

Per Sant'Antonino di Lonate Pozzolo, la serata di giovedì è stata l'occasione per dimostrare che i Rivolta non sono soli. Tra le mura di quel centro anziani, dove Francesco solitamente presta il suo tempo per gli altri, oggi sono stati gli altri a restituire un po' di quel calore, difendendo a gran voce un «ragazzo d'oro» finito nel peggiore degli incubi.

Giovanni Ferrario

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