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Busto Arsizio | 20 luglio 2026, 12:35

Busto, alla commemorazione dell’agente Loi il Pd bacchetta il Comune per il processo Hydra. FdI: «Fuori luogo»

La presidente dell’assise comunale Rogora ha omaggiato con delle rose bianche la Poliziotta uccisa nella strage di via D’Amelio. Durante la cerimonia, la consigliera dem Berutti ha affermato che «l’impegno deve farsi sostanza», ricordando l’esclusione del Comune dalle parti civili nel processo contro il sistema mafioso in Lombardia per la «tardività» della richiesta. La replica del meloniano Tallarida: «Qui per ricordare delle vittime, per altre discussioni ci sono i luoghi preposti»

Busto Arsizio ricorda le vittime della strage di via D’Amelio, il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, in particolare Emanuela Loi, a cui è intitolato il parco tra via Galvani e via Bellini.
Ma questa mattina la breve cerimonia è stata anche teatro di una polemica sulla «tardività» con cui il Comune si è costituito parte civile nel processo Hydra. A rievocare l’episodio è stata la consigliera comunale del Partito Democratico Cinzia Berutti: «Al di là dei ricordi doverosi, l’impegno deve concretizzarsi in azioni che possano rendere giustizia alla nostra città», ha detto. «Avrei evitato, i luoghi preposti per questi interventi sono altri», la replica di Orazio Tallarida (Fratelli d’Italia).
Poi la presidente del Consiglio comunale Laura Rogora ha sistemato un bouquet di fiori bianchi vicino alla targa con il nome di Emanuela Loi, la prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio.

«Un seme da cui sono nati frutti di legalità»

«Il 19 luglio è un delle date che fanno ancora sanguinare il cuore della nostra Repubblica», ha affermato Rogora ricordando la strage mafiosa di via D’Amelio. E ricordando Emanuela Loi, come giovane di 24 anni prima ancora che come donna in divisa. «Aveva l’età in cui si progetta la vita, in cui si ama, in cui il futuro sembra infinito. Invece, il destino e il dovere l’hanno chiamata a fare da scudo umano alla legalità».

Rogora, affiancata dall’assessore alle Politiche educative Chiara Colombo, dai consiglieri comunali Tallarida, Berutti e Valentina Verga e dagli agenti della Polizia locale, ha sottolineato che ogni petalo delle rose bianche legate al cancello del parco «rappresenta il nostro “grazie” ma anche il nostro “prometto”. Promettiamo di non dimenticare, di custodire la tua storia, di prenderci cura del tuo nome. Questo parco frequentato dai nostri giovani è la dimostrazione che la mafia ha perso. Hanno provato a seppellire Emanuela con i loro chili di tritolo, ma non sapevano che lei era un seme. E da quel seme sono nati frutti di consapevolezza, coraggio e legalità».

Semi che sbocciano anche nelle scuole, come ha rimarcato l’assessore Colombo, ricordando ad esempio l’incontro con Fiammetta Borsellino all’istituto Verri.

La polemica

Ha preso la parola anche Cinzia Berutti, che dai banchi dell’opposizione aveva chiesto – e ottenuto – con una mozione promossa coi colleghi del Pd di intitolare il riqualificato “bosco di San Giuseppe” a Emanuela Loi. La consigliera ha a sua volta ricordato il suo coraggio e l’impegno nella lotta contro le mafie di tutte le vittime della strage di 34 anni fa.

«La memoria non è celebrazione del passato, ma scelta consapevole di responsabilità nel presente», ha poi aggiunto. E, a quel punto, ha “bacchettato” il Comune per l’esclusione dalle parti civili nell’ambito del maxi-processo Hydra contro il sistema mafioso in Lombardia.

«La presenza mafiosa in città è documentata da decenni – ha osservato Berutti –. Il Comune di Busto non si è costituito tempestivamente parte civile nel processo Hydra. Ha atteso, ha temporeggiato e quando ha depositato la richiesta, il termine era ormai scaduto. Il tribunale ha escluso Busto dal processo per “tardività nella costituzione”. Non perché la città non potesse essere considerata danneggiata, ma perché l’amministrazione è arrivata fuori tempo massimo. I giudici sono stati espliciti: “Non potevamo ignorare il fatto”».
Per Berutti «al di là dei ricordi doverosi, utili, che devono essere presenti perché testimoniano l’impegno, poi questo impegno deve farsi sostanza e concretizzarsi in azioni che possano rendere giustizia alla nostra città».

A quel punto Tallarida, consigliere di Fratelli d’Italia presente anche come delegato al Verde, ha replicato all’intervento della collega di minoranza, giudicato fuori luogo: «Sa quanto abbiamo lavorato per questa intitolazione. Oggi siamo qui per ricordare delle vittime, non per rivangare quello che il Comune ha fatto o non ha fatto. Avrei evitato questo intervento e mi sarei speso semplicemente per ricordare Emanuela Loi. Per le altre discussioni ci sono i luoghi preposti».

Riccardo Canetta

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