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Salute | 23 maggio 2026, 09:00

I sabotatori invisibili della longevità

I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

I sabotatori invisibili della longevità

Uno degli obiettivi della Nutrigenomica è quello di favorire la longevità. Questa scienza che si avvale di studi nei campi della biochimica, microbiologia, immunologia, endocrinologia e neurobiologia, considera l'organismo come un unico immenso sistema integrato, dove ogni singola molecola lavora in una fitta rete di feedback interconnessi, il tutto finalizzato al mantenimento dello stato di salute psicofisica. In questa complessa rete, anche noi possiamo fare la nostra parte, ecco perché informarsi e acquisire una giusta “consapevolezza biologica” non è più un'opzione, ma un vero e proprio dovere verso la propria salute. Ogni nostra scelta quotidiana - da cosa mettiamo nel piatto a come gestiamo lo stress - si traduce in un comando biochimico immediato. 

Queste decisioni possono supportare l'equilibrio del nostro sistema o al contrario creare disfunzioni a cascata, alterando e danneggiando le funzioni delle nostre cellule. Nelle prossime righe vi chiedo di vestire i panni del “ricercatore curioso”: esploreremo insieme i meccanismi microscopici di questa “orchestra biologica” (organismo), osservando come ogni ingranaggio influenza l'altro e come possiamo diventare i primi alleati della nostra longevità. Le alterazioni epigenetiche giocano un ruolo centrale nell’invecchiamento precoce: mentre il DNA resta identico, i fattori ambientali e lo stile di vita modificano il modo in cui i nostri geni si accendono e si spengono. 

Speciali molecole funzionano come veri e propri “interruttori”: se influenzate da fattori esterni negativi, si posizionano in modo errato, attivando geni dannosi e spegnendo quelli protettivi, destabilizzando il funzionamento cellulare. Le alterazioni epigenetiche rispondo alla qualità o meno della vita. Il fumo, la sedentarietà, lo stress cronico e il cibo spazzatura influenzano negativamente la nostra genetica, causando funzioni cellulari difettose. Immaginate il vento forte di un temporale che fa sbattere la finestra, crepando il vetro e deformando gli infissi. La finestra funziona ancora, ma ora non chiude più bene e lascia passare gli spifferi. Questo succede in parole semplici alla cellula, quando subisce alterazioni epigenetiche negative. 

E purtroppo, quando un singolo ingranaggio si rompe, il guasto manda in tilt l’intero sistema. L’organismo inizia a perdere il controllo di sé stesso, compromettendo meccanismi di sorveglianza, come il controllo della qualità delle proteine (proteostasi). Di conseguenza la cellula non riesce più a riparare o eliminare le proteine vecchie e danneggiate. 

Queste si accumulano, formando aggregati tossici che soffocano la cellula e accelerano l'invecchiamento. Immaginate un centro di riciclaggio della spazzatura che va in sciopero. I rifiuti si accumulano nelle vie della città fino a bloccare completamente il traffico e la vita quotidiana. Giorno dopo giorno queste “forzature biochimiche” alimentano lo stress ossidativo cronico che aggredisce e danneggia il nostro DNA, alterando anche la stabilità dei telomeri. Questi sono i cappucci protettivi posizionati alle estremità dei nostri cromosomi, simili ai puntali di plastica delle stringhe delle scarpe. Il loro compito è evitare che il DNA si sfilacci e si danneggi. Ogni volta che una cellula si divide per rigenerare i tessuti e permettere la crescita dell’organismo, questi cappucci si accorciano leggermente. 

Quando diventano troppo corti la cellula perde la sua protezione e non riesce più a dividersi e diventa senescente (cellula zombie) o muore (apoptosi). Le cellule zombie rilasciano molecole infiammatorie che danneggiano i tessuti circostanti e accelerano l'invecchiamento di tutto l'organismo. Pensate a una cellula senescente come a un impiegato pigro e scontento in ufficio. Non solo smette di lavorare, ma passa tutto il tempo a lamentarsi e a diffondere pettegolezzi maligni, rovinando il clima e bloccando l'attività di tutti i colleghi che prima producevano. Tutte queste attività difettose favoriscono l'inflammaging, un'infiammazione di basso livello, costante e silenziosa. Un fuoco lento che giorno dopo giorno logora i tessuti, danneggiando le cellule sane. 

Immaginate un cavo elettrico difettoso, murato nella parete di casa. Non c'è un incendio visibile, nessuna fiammata improvvisa che fa scattare l'allarme. C'è solo un impercettibile costante surriscaldamento che prosegue giorno dopo giorno. Questo calore minimo, ma ininterrotto, agisce silenzioso: a lungo andare cuoce e sgretola l'intonaco circostante; logora la guaina protettiva degli altri fili e indebolisce la struttura stessa del muro. Quando finalmente ci si accorge del problema il danno ha già compromesso tutto l'impianto. 

Questo è esattamente ciò che fa l'infiammazione silente all'interno del corpo: un calore sordo invisibile che consuma e accelera l'invecchiamento delle cellule, senza emettere un solo segnale di fumo. In questo scenario, le cellule perdono la capacità di fare pulizia interna (autofagia). In pratica, non riescono più a smaltire i propri rifiuti come le proteine e i mitocondri danneggiati. I mitocondri sono le centrali energetiche delle nostre cellule. Il loro compito è trasformare il cibo che mangiamo in energia pura per far funzionare tutto l'organismo. 

Quando si verifica una disfunzione a livello mitocondriale succede questo: le centrali rallentano e le cellule non hanno più il carburante necessario per ripararsi e rigenerarsi. A quel punto, i mitocondri difettosi iniziano a produrre una quantità eccessiva di radicali liberi, molecole instabili che compromettono le strutture cellulari circostanti. In questo modo le cellule si indeboliscono, accelerando il processo di invecchiamento dei tessuti e degli organi. Immaginate i mitocondri come il motore di un'auto. 

Se il motore si guasta la macchina perde potenza (le cellule restano senza energia) e lo scappamento inizia a fare fumo nero e tossico (i radicali liberi) che finisce per rovinare la carrozzeria e tutte le altre componenti della vettura. Questi ripetuti danneggiamenti provocano “instabilità del genoma” che avviene quando il DNA subisce continui danni e accumula errori che la cellula non riesce più a riparare. 

Questo “libretto delle istruzioni” difettoso fa sì che le cellule smettono di funzionare correttamente o muoiono prima del tempo. E' come una fotocopiatrice difettosa che fa copia di un documento importante. Ogni volta che stampa aggiunge macchie d'inchiostro e cancella parole finché le istruzioni diventano del tutto illeggibili e inutilizzabili. 

Salta quindi la comunicazione cellulare: i segnali chimici con cui le cellule si coordinano si interrompono o si alterano. Questo telefono senza fili difettoso genera un costante stato infiammatorio e impedisce agli organi di lavorare in armonia, accelerando il decadimento dell'organismo. Ma i danni non finiscono qui, perché nel tempo le cellule perdono la capacità di riconoscere e rispondere correttamente ai nutrienti. 

Quando questo sistema si guasta le cellule non gestiscono più l'energia in modo efficiente, accumulando stress metabolico. Il corpo perde la bussola: non capisce più quanto cibo ha a disposizione e non sa come distribuire l'energia, mandando in tilt il metabolismo, favorendo anche la disbiosi del microbiota, vale a dire l’alterazione della flora batterica intestinale. Quando i batteri nocivi superano quelli benefici l'intestino si infiamma e rilascia tossine nel sangue accelerando l'invecchiamento di tutto l'organismo. Proprio come un giardino invaso dalle erbacce: le piante buone vengono soffocate da quelli infestanti, rovinando l'intero terreno e impedendo ai frutti sani di crescere. Immaginate il vostro corpo come una grande città. 

Tutto ha inizio quando un interruttore difettoso manda in tilt i semafori stradali (alterazioni epigenetiche). Il blocco del traffico manda in sciopero il centro di riciclaggio cittadino (perdita della protestasi), accumulando tonnellate di rifiuti che mandano in tilt i computer del comune, i quali iniziano a sfornare documenti pieni di errori (instabilità del genoma). 

Senza più controlli e manutenzione le strutture di cemento armato dei palazzi iniziano a cedere a sfilacciarsi (instabilità dei telomeri), e al loro interno gli uffici si riempiono di impiegati pigri e molesti che boicottano il lavoro dei colleghi (senescenza cellulare). Nel frattempo, i cittadini, sempre più stressati ed esausti, decidono di appiccare incendi dolosi nei parchi urbani, distruggendo le aree verdi (disbiosi del microbiota), liberando un fumo tossico e costante che soffoca la città fino a farla crollare (inflammaging). Proprio come in questa città fuori controllo dove regna il caos, la stessa identica anarchia si scatena all'interno del nostro organismo, quando cediamo ai sabotatori della longevità. 

roppo spesso liquidiamo le nostre decisioni giornaliere come stile di vita o semplici abitudini. In realtà, ogni nostra azione è un preciso “interruttore biochimico”. Siamo noi con la consapevolezza delle nostre scelte a decidere se inviare al corpo un comando di emergenza che accumula rifiuti o un codice di rigenerazione che pulisce le strade e spegne gli incendi. Siamo noi i sindaci di questa città interiore. Spetta a noi firmare i decreti giusti per farla rifiorire o lasciarla andare in tilt.

Redazione

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