Una Pro Patria viva, coraggiosa e brillante, capace di andare avanti due volte al “Rigamonti” e di giocarsela a viso aperto fino all’ultimo col Brescia grandi firme di Eugenio Corini. E sotto gli occhi di un osservatore d’eccezione: nientemeno che Pep Guardiola. Il 3-2 finale lascia inevitabilmente amarezza, ma consegna anche segnali incoraggianti in vista della sfida decisiva della prossima settimana, in casa contro la Virtus Verona (sabato ore 17.30, allo “Speroni”).
I tigrotti partono fortissimo e dopo appena 52 secondi colpiscono in contropiede: recupero di Frosali e sinistro diagonale di Desogus che non lascia scampo a Gori. La squadra di Bolzoni mostra subito personalità, gamba e qualità nelle transizioni, sfiorando anche il raddoppio con Renelus e Udoh. Il Brescia trova il pari con Fogliata (32’), ma la Pro reagisce ancora: Desogus si procura e trasforma con freddezza il rigore del nuovo vantaggio, firmando la doppietta personale (40’). Solo nel recupero del primo tempo i padroni di casa riescono a rimettere tutto in equilibrio sul 2-2 (46’).
Nella ripresa, dopo un buon avvio bresciano, la Pro sembra controllare senza soffrire eccessivamente, prima dell’episodio che decide la gara: la conclusione precisa di Balestrero al 60’ vale il sorpasso. Nonostante il colpo, i biancoblù non si disuniscono. Bolzoni prova a ridisegnare l’assetto con cambi offensivi, la squadra resta dentro la partita, combatte, tiene il campo e non molla fino alla fine, anche se non riesce a costruire l’occasione giusta per il pareggio.
Al di là del risultato, resta la prova di una squadra intensa, organizzata e con una buona condizione atletica, capace di creare pericoli e di tenere testa a un avversario di gran valore. Una Pro Patria così viva e vivace può e deve guardare con fiducia alla sfida spartiacque contro la Virtus Verona: sabato prossimo servirà la stessa energia, la stessa qualità e magari un pizzico di cinismo in più per trasformare la prestazione in punti pesantissimi verso la corsa salvezza.
Rovida titolare, Masi capitano
Senza l’indisponibile Sala tra i pali, Rovida riprende posto tra i titolari. Nel consueto 4-3-3, Bolzoni schiera la linea difensiva con Mora, Masi - capitano di giornata per il turno di riposo concesso a Ferri, non al meglio -, Motolese e Felicioli.
A centrocampo agiscono Di Munno, Frosali e Schirò: è proprio Frosali ad alzarsi spesso sulla linea degli attaccanti, trasformando il sistema in una sorta di 4-2-4 in fase offensiva e lasciando a Di Munno e Schirò maggiori responsabilità in costruzione. Davanti, il tridente è composto da Renelus a destra, Desogus a sinistra e Udoh come riferimento centrale dell’attacco biancoblù.
Tigrotti avanti due volte, sempre ripresi: primo tempo spettacolare chiuso sul 2-2
Passano appena 52 secondi e la Pro Patria è già avanti. Contropiede fulmineo: Frosali recupera con grande tempismo tra i centrali incerti delle Rondinelle e serve Desogus. L’ex Cittadella controlla con eleganza, lascia rimbalzare il pallone e fulmina Gori con un diagonale mancino imprendibile: 0-1.
Il Brescia reagisce aumentando la pressione - oggi in campo con la seconda maglia, lasciando ai tigrotti il biancoblù per ricambiare la cortesia dell’andata - ma la Pro mostra una condizione brillante, con una “gamba” tonica e reattiva. Al 13’ Masi viene ammonito per un fallo su Cazzadori: decisione severa, ma figlia della somma di interventi precedenti del capitano. Sulla punizione successiva Fogliata calcia direttamente in porta, la sfera sbuca tra diverse teste e Rovida respinge d’istinto.
La Pro continua a spingere. Al 16’ un ispirato Renelus sfiora il raddoppio con una sterzata secca e un destro che termina di poco alto. Poco dopo è Udoh a incunearsi in area e a calciare col sinistro, trovando l’opposizione provvidenziale di Fogliata. È una Pro Patria intensa e coraggiosa.
Al 32’, però, emerge tutta la qualità del Brescia: azione di prima, scambi rapidi, uno-due che libera Fogliata nell’uno contro uno con Masi. Il capitano biancoblù perde il tackle e Fogliata batte Rovida con un sinistro in caduta sotto la traversa. Un pareggio severo per quanto visto fino a quel momento. Al 35’ Schirò prova a riportare avanti i suoi con un sinistro dalla distanza che sorvola la traversa.
Al 38’ un altro disimpegno errato del Brescia innesca i tigrotti: Desogus rientra rapidamente sul sinistro e viene agganciato da Balestrero. L’arbitro Rispoli di Locri inizialmente assegna punizione dal limite, ma dopo due minuti di revisione FVS indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta ancora Desogus: Gori spiazzato, destro perfetto all’incrocio e Pro di nuovo in vantaggio. Doppietta personale e seconda esultanza “ballata” con il Griddy, alla Moise Kean.
Nel primo minuto di recupero, però, arriva il nuovo pareggio: punizione dalla sinistra di Lamesta, colpo di testa di Balestrero, miracolo di Rovida e tap-in a porta vuota di Cazzadori. Si va al riposo sul 2-2 dopo un primo tempo vibrante e ricco di emozioni, chiuso dalla traversa di Soresen proprio nell’ultima azione prima del duplice fischio.
Ripresa beffarda: Balestrero firma il sorpasso
Avvio di ripresa con il Brescia subito aggressivo, trascinato dal neoentrato Armati. Al 47’ i tigrotti si salvano con un provvidenziale intervento sulla linea.
Al 60’, in una fase più bloccata e con la Pro che fino a quel momento stava controllando senza particolari affanni, arriva l’episodio che cambia l’inerzia: Masi respinge di testa in modo impreciso una palla lunga al limite dell’area, Balestrero è il più rapido ad avventarsi sulla sfera e calcia di prima intenzione, infilando l’angolino alla destra di Rovida. Vantaggio Brescia, beffardo.
Bolzoni reagisce immediatamente, senza nemmeno attendere la ripresa del gioco: dentro Mastroianni per Udoh. Poi spazio anche a Citterio e Tunjov al posto di Renelus e Frosali, entrambi autori di una prova positiva, con cambi ruolo per ruolo.
La gara si fa più sporca e frammentata, il ritmo si spezza e si arriva al 77’ senza vere occasioni da pareggio per i tigrotti, che però restano pienamente in partita. Ultimo slot di cambi per Bolzoni: entrano Giudici al posto di Schirò e Orfei per Desogus. Tunjov arretra sulla linea di Di Munno in cabina di regia, mentre Orfei, Citterio e Giudici si sistemano alle spalle di Mastroianni, ridisegnando l’assetto offensivo dei tigrotti. Al 90’ Citterio viene anticipato proprio al momento della conclusione dalla “manona” di Gori. Finisce 3-2, dopo cinque minuti di recupero.
LA PAGELLA DELLA PRO PATRIA
Rovida 6; Mora 5,5, Masi 5, Motolese 6, Felicioli 6; Frosali 6,5 (Tunjov sv), Schirò 5,5 (Orfei), Di Munno 6; Renelus 6,5 (Citterio 6), Udoh 5,5 (Mastroianni 5,5), Desogus 7 (Giudici sv). All.: Bolzoni 6.
IL TABELLINO
UNION BRESCIA-PRO PATRIA 3-2 (2-2)
Reti: 1′ Desogus (PPA), 32′ Fogliata (BRE), 40′ rig. Desogus (PPA), 46′ Cazzodori (BRE), 60′ Balestrero (BRE)
Union Brescia (3-5-2): Gori; Silvestri (1′ st Armati), Sorensen, Rizzo; Marras, Balestrero, Lamesta, Fogliata (19′ st De Francesco, 30′ st Mallamo), Boci (37′ st De Maria); Cazzadori, Crespi (30′ st Valente). A disposizione: Liverani, Grazioli, Di Molfetta, Cisco, Maistrello, De Maria, Cantamessa, Moretti. Allenatore: Corini.
Pro Patria (4-3-3): Rovida; Mora, Masi, Motolese, Felicioli; Frosali (25′ st Tunjov), Schirò (37′ st Orfei), Di Munno; Renelus (25′ st Citterio), Udoh (16′ st Mastroianni), Desogus (37′ st Giudici). A disposizione: Gnonto, Zamarian, Sassaro, Schiavone, Travaglini, Ricordi, Ferri, Pogliano. Allenatore: Bolzoni.
Ammoniti: Masi (PPA), Balestrero (BRE), Motolese (PPA), Marras (BRE)
Arbitro: Rispoli di Locri
Collaboratori: Fenzi di Treviso e Gatto di Lamezia Terme
IV Ufficiale: Maccorin di Pordenone
FVS: Posteraro di Verona.














