Sesta sconfitta consecutiva (LEGGI QUI), una classifica che si complica di giornata in giornata e il numero di partite che mancano che si assottigliano sempre di più. Questa Pro Patria non sa invertire la tendenza e sprofonda sempre più in basso, allontanandosi anche dalla prospettiva di poter provare a ottenere la salvezza tramite i playout.
Francesco Bolzoni si rammarica per la solita sciagurata partenza dei suoi: «Come sempre, partiamo male, malissimo - commenta il tecnico della Pro Patria, alla quarta sconfitta della sua gestione - È una cosa su cui devo lavorare insieme a tutto lo staff. Sullo 0-2, poi, è facile giocare: abbiamo avuto una reazione, li abbiamo schiacciati un po'. Ma proprio per questo mi girano ancora di più le scatole, perché vuol dire che avremmo potuto farlo prima. Se poi ci si mettono anche gli arbitri...».
La scelta della formazione (ma non del modulo) è stata indirizzata dalla condizione fisica precaria di Renelus e Ganz, che negli ultimi giorni hanno avuto l'influenza: «Su Renelus ho avuto il dubbio fino a stamattina, mentre Ganz è stato male negli ultimi tre giorni. In generale, però, fisicamente secondo me i ragazzi stanno bene. Alla fine ci sono giocatori come Ferri e Schirò che oggi hanno fatto cento minuti con grande intensità e anche discreta qualità. Lo stesso Mastroianni è uscito cotto, ma ha fatto 70 minuti da "giovane". Certo, prendere gol dopo 3 minuti ti taglia un po' le gambe».
Sugli episodi arbitrali c'è più di un dubbio nell'ambiente biancoblù: «Mi hanno detto che dal frame non si vede che Mora tocca di mano, quindi come da regolamento non sarebbe un rigore da dare. A me ha dato più fastidio la mancata espulsione su Alexiou, nel finale: hanno detto che il video lo vede, a me sembrava fosse chiaro. Però d'altra parte è così, la prossima volta magari capita il contrario e a lamentarsi sarà qualcun altro».
Lucida anche l'analisi di Schirò, autore una partita di sacrificio e discreta qualità: «Siamo già una situazione difficile per noi - ammette il centrocampista cresciuto proprio nel settore giovanile dell'Inter - Poi partire prendendo subito un gol e poco dopo l'altro, ti taglia veramente le gambe. L'unica cosa da prendere di positivo è che fino alla fine abbiamo provato a lottare. Siamo riusciti a trovare il gol, anche se tardi. Se avessimo segnato prima, la partita sarebbe cambiata anche per loro a livello emotivo. Ora abbiamo solo la possibilità di lavorare più forte che possiamo per limare questi errori e imparare a entrare in partita subito dal primo minuto».
Quello dell'avvio in salita è un problema che si ripropone per l'ennesima volta in questa stagione: «Da inizio campionato ci stiamo trascinando questa difficoltà psicologica. Sentiamo la pressione, abbiamo difficoltà a entrare subito in partita e cominciare a giocare. Ci mettiamo sempre un po' a carburare e gli avversari ne approfittano, poi per noi comincia la scalata - prosegue Schirò -
Approcciare bene alla partita sta molto nella preparazione soggettiva, perché ognuno arriva alla partita in modo diverso. I più grandi in teoria lo sanno, ma anche i giovani devono capire cosa li fa stare bene, già dal riscaldamento. È difficile da allenare, però noi più grandi dobbiamo cercare di dire una parola in più, partire dallo spogliatoio, già dal pranzo assieme. Dobbiamo trovare la soluzione per evitare che succeda con questa frequenza».
LE PAGELLE:
Rovida 6; Aliata 5, Masi 5,5 (19′ st Desogus 6,5), Travaglini 5,5; Mora 5,5, Ferri 6, Schirò 6, Orfei 6,5 (31′ st Dimarco s.v.); Giudici 5,5 (31′ st Ganz 5,5), Citterio 5 (1′ st Renelus 6,5); Mastroianni 5,5 (25′ st Udoh 5,5).














