Dove il tempo si ferma, per mettersi in cammino verso il futuro: Marnate si conferma la capitale dei presepi, con l'inaugurazione della mostra nel santuario mariano, la processione con il corpo musicale, le stelline portate dai bambini che costellano questo momento. L'edizione numero 24 dell'iniziativa firmata dal gruppo presepi Marnate si è rivelata ancora un punto di riferimento importante, in una fase storica in cui la Natività non ha sempre il primo piano.
La processione e la riconoscenza
La processione guidata da Maria e San Giuseppe dopo la messa nella chiesa di San'Ilario ha condotto numerose famiglie qui, con il benvenuto della coordinatrice del gruppo Pamela Carezzato, in prima linea nella squadra accanto a Lorenzo Pisani, Riccardo Turconi, Clara Vettori e Lorenzo Sommaruga: «Se volete che Marnate mantenga questa tradizione, può andare avanti solo grazie al vostro passaparola».
Ecco diorami realizzati con passione e cura (del territorio, ma anche di altre zone a partire dal Bergamasco) che si accostano a presepi aperti che accompagnano verso un discorso chiave: quello della riconoscenza, perché si ricordano le sculture di Mario Della Bella (scomparso lo scorso maggio, LEGGI QUI), che si possono ammirare, e approfondire domenica 14 dicembre alle 16 con il professor Livio Cassinotti. In santuario risuona l'appello «affinché ci sia un perenne ricordo di lui, ha contribuito tanto alla nostra crescita con i suoi suggerimenti e la sua amicizia» Ma c'è un altro Mario al quale essere grati, Lodoletti (LEGGI QUI). E ancora, un pensiero va a don Angelo Ceriani (LEGGI QUI). Tra i grazie pronunciati ai sindaci che hanno sempre dimostrato sostegno e affetto per l'iniziativa: erano presenti tutti, Carlo Chierichetti, Celestino Cerana, Elisabetta Galli (a lei un grazie anche per il lancio della stellina) e Marco Scazzosi. Proprio Scazzosi, attuale primo cittadino, si è rivolto ai marnatesi: «Un appuntamento che ogni anno rinnova il valore delle nostre tradizioni e della nostra identità come comunità... un simbolo di pace, un invito alla riflessione, un racconto che parla di famiglia, accoglienza e speranza».
Fermarsi davanti a un presepe è un atto che ci può dare molto in un tempo caratterizzato da corsa frenetica. Può alimentari pensieri e anche emozioni. Come quelle che si sono avvertite, quando don Alberto Dell'Acqua ha benedetto i presepi e ha guidato il canto "Tu scendi dalle stelle". Non è mancata la preghiera del presepista, letta da Emanuele Rampinini, poi Giuseppe e Maria hanno posato il Gesù Bambino nella teca.
Gesti, sguardi e l'attesa, quella vera e profonda che viene dal cuore, è iniziata.
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LA PREGHIERA DEL PRESEPISTAGesù Bambino,
Stella che splendi nel mio presepio,
la Tua nascita, che ogni anno voglio ricordare,
porti benedizione e pace a tutta la mia famiglia.
Il presepio che a Te piace di più è il mio cuore:
aiutami a prepararlo, a tenerlo curato bello e pulito,
pronto per accoglierti:
nasci dentro di me Gesù!
E donami quella gioia e quell'amore
che tutti gli uomini,
come eterni pastori e pellegrini,
cercano da sempre
e che solo Tu puoi donare.
E ora ti chiedo di potermi unire
al coro degli angeli
che in cielo e in terra cantano a tutti
che Tu sei il nostro Salvatore.
Amen





























