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Busto Arsizio | 12 febbraio 2024, 17:49

Violenza sulle donne, Busto insegna come combatterla con la formazione

All'evento del Sindacato Autonomo di Polizia ampia partecipazione di forze dell'ordine, avvocati e altre figure per approfondire l'applicazione di legge Roccella e Codice Rosso. «Che non sia la vittima a dover rinunciare alla libertà»

Violenza sulle donne, Busto insegna come combatterla con la formazione

Il Sindacato Autonomo della Polizia di Stato ha organizzato una mattinata di formazione per tutti i colleghi delle forze dell’ordine, ma anche per gli avvocati, in merito alle implementazioni apportate dalla legge Roccella al già esistente Codice Rosso, che sono inerenti alla violenza sulle donne.

«Il compito del sindacato non è solo quello di tutelare, ma ha anche bisogno di creare momenti di formazione che deve essere continua ed efficace. Questo momento, oggi, nasce grazie a Vincenzo Salzano che l’ha pensato e realizzato con Cinzia Di Pilla di Eva Odv», così ha portato i suoi saluti il segretario provinciale Sap Cristian Sternativo, seguito dal segretario provinciale del Sip Guardia di Finanza e dal segretario nazionale del Sap Gianpiero Timpano ai Molini Marzoli di Busto Arsizio.

Oltre a loro, sono intervenute per un saluto e per sottolineare l’importanza di momenti come questi anche due europarlamentari: la bustocca Isabella Tovaglieri e la milanese Silvia Sardone. L'assessore ai Servizi Sociali Paola Reguzzoni (il Comune ha dato il patrocinio all'evento) ha partecipato attivamente al tema, ribadendo l’importanza di arrivare, un giorno, a fare in modo che «non sia la vittima a dover rinunciare alla libertà».

Il corso era aperto a tutte le forze dell’ordine ed erano infatti presenti Polizia Locale, Polizia di Stato con il dirigente Franco Novati di Busto Arsizio e la dirigente Ilaria Romano di Legnano e i Carabinieri con il comandante della compagnia di Busto Arsizio Andrea Poletto.

Il primo ad intervenire al tavolo moderato dallo scrittore e giornalista Norman di Lieto, è stato il dottor Sandro Massi, coordinatore della rete territoriale antiviolenza che ha spiegato di cosa si occupano: «I centri antiviolenza si occupano della parte preventiva, mentre le case rifugio di collocamento e protezione delle vittime».

Poi si è andato più nello specifico delle normative, grazie al contributo del dottor Carlo Alberto Lafiandra, sostituto procuratore alla Procura di Busto Arsizio: «La violenza di genere è una tipologia molto particolare di reato, richiede un approccio individualizzato e le modalità di indagine non possono essere standard. Una grande innovazione della legge Roccella è la flagranza di reato in differita che può essere fatta entro 48 ore e deve essere documentata, non per forza con l'ultimo fatto». Un’altra innovazione è «la possibilità da parte del pubblico ministero di disporre con un suo decreto motivato l’allontanamento dalla casa familiare nei casi in cui vi sia pericolo di reiterazione di reato e rischio per l’incolumità della persona offesa». E ancora: «La possibilità di richiedere la custodia al di fuori dei limiti di pena».

Insieme a lui, anche l’ispettore di polizia giudiziaria Antonello Criaci, che ha sottolineato quanto sia importante raccogliere la prima testimonianza nel modo più dettagliato possibile con «domande chiare e precise, anche sull’utilizzo di stupefacenti da parte del maltrattante che sono un aggravante. Se la persona non vuole sporgere querela perché ha paura, inseriamo comunque la notizia di reato».

Poi la vicequestore aggiunto della questura di Milano Caterina Crapanzano ha elencato i reati che sono previsti dal Codice Rosso e dalla legge Roccella: «Percosse, lesioni, violenza privata, danneggiamento, minaccia grave, stalking, revenge porn, consumati o tentati, nell’ambito di violenza domestica». E, numeri alla mano, ha illustrato quanto i numeri per gli ammonimenti a Milano siano aumentati. «A gennaio 2022 erano 9, nel 2023 12 e solo a gennaio 2024 sono già 43».

Intervenuta tra gli altri relatori, l’avvocato Cristina Torretta, responsabile dell’area legale di Eva odv, la quale ha spiegato tutte le implementazioni della legge Roccella, la più importante: «La vittima deve essere informata dell’applicazione delle misure di tutela ma anche delle richieste di modifica che possono intervenire nel corso dell’applicazione». Dunque grazie a questa normativa la vittima di violenza sarà informata costantemente sulle misure cautelari del suo maltrattante.

Michela Scandroglio

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