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Politica | 02 novembre 2026, 07:40

Tutto uguale, tutto diverso. I paradossi del congresso provinciale della Lega

«Salvini vince il congresso di Varese»: la stampa nazionale presentava così il successo di Andrea Cassani nel 2022. Quattro anni più tardi, il sindaco di Gallarate è ancora in campo e affronta il collega di Casciago Mirko Reto. Eppure, a due settimane dalla riconferma del “Capitano”, nella culla del Carroccio la nuova sfida non contempla candidati salviniani

Da sinistra, Andrea Cassani e Mirko Reto

Da sinistra, Andrea Cassani e Mirko Reto

«Salvini vince il congresso di Varese», titolava Il Foglio. «Candidato di Salvini segretario a Varese per 12 voti», scriveva l’Ansa.
Era il dicembre del 2022 e la stampa nazionale raccontava così la vittoria di Andrea Cassani al congresso provinciale della Lega.

Sono trascorsi quattro anni e, con un nuovo congresso alle porte, lo scenario potrebbe sembrare lo stesso. Cassani è ancora in campo e, a sfidarlo, c’è Mirko Reto, sindaco di Casciago che si era candidato anche nel ’22, per fare poi un passo indietro e dare il proprio sostegno a Giuseppe Longhin.
Allora, sullo sfondo, c’erano le fibrillazioni del Comitato Nord, la corrente fondata da Umberto Bossi che spingeva per il ritorno alle origini del Carroccio.
Stavolta, a scuotere da mesi la Lega è la fronda nordista guidata dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e dal capogruppo al Senato, nonché segretario della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, critica verso la linea nazional-sovranista di Matteo Salvini. 

Insomma, mutatis mutandis, tutto uguale a quattro anni fa? Ebbene no, e basta ascoltare il discorso fatto da Cassani al congresso federale per rendersene conto. Il sindaco di Gallarate ha portato sul palco la «crisi di fiducia, di appartenenza e di credibilità» di cui ha colto i segnali girando per il territorio. «Mi permetto, Matteo, di darti un consiglio non richiesto: ascolta di più quelli che hanno il coraggio di dirti le cose in faccia e meno chi punta alla conservazione del proprio status», il messaggio indirizzato al leader riconfermato. Non esattamente le parole di un candidato salviniano. E infatti all’assemblea federale ha sostenuto pubblicamente Massimo Garavaglia.

Va detto che nel 2022 Cassani non si era presentato sbandierando di essere l’uomo su cui puntava “il Capitano”. Eppure così era stato etichettato anche, lo abbiamo visto, ben oltre i confini di Varese.
Quattro anni più tardi, Cassani è ancora della partita ma, paradossalmente, a sostenerlo ci saranno (almeno in parte) quei nordisti che di certo non possono essere annoverati tra i salviniani e che hanno apprezzato le sue parole pronunciate all’Allianz MiCo di Milano.

E a proposito di paradossi, a due settimane del congresso federale che ha incoronato nuovamente Salvini, nella culla del Carroccio la sfida che andrà in scena domenica prossima ad Albizzate non contemplerà nessun contendente salviniano. Di certo l’etichetta non può essere affibbiata a Mirko Reto, che fedelissimo del leader nazionale non è mai stato.
Eppure a “spingerlo”, preferendolo al rivale Cassani, saranno anche i militanti vicini a Salvini che si starebbero muovendo in questa direzione. Nel congresso dei paradossi.

Riccardo Canetta

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