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Sport | 03 ottobre 2026, 15:09

Zironelli lancia la Pro Patria verso la Varesina: «Nessun dramma dopo domenica, guardiamo avanti»

I biancoblù a caccia del blitz esterno per restare in scia al vertice. Il tecnico fa autocritica sulle scelte tattiche nella parte finale della gara con la Solbiatese e chiede massima determinazione. Arbitro di Pistoia? «Non mi interessa la provenienza»

Zironelli lancia la Pro Patria verso la Varesina: «Nessun dramma dopo domenica, guardiamo avanti»

A una settimana dalla prima battuta d’arresto stagionale maturata nel derby con la Solbiatese (LEGGI QUI), la Pro Patria torna in campo per un altro incrocio ad altissima tensione provinciale. Domani, con calcio d'inizio alle 15, i tigrotti faranno visita alla Varesina al centro sportivo di Venegono Superiore (LEGGI QUI) per la sesta giornata del girone D di Serie D: una sfida dal peso specifico notevole per riscattare subito lo scivolone casalingo e non perdere contatto dalla vetta.

In conferenza stampa, mister Mauro Zironelli ha sgombrato il campo da drammatizzazioni eccessive, ridimensionando l'impatto della sconfitta di domenica scorsa alla luce del brillante cammino iniziale: «Arrivavamo da sei vittorie consecutive tra campionato e coppa, quindi parlare di caduta mi sembra francamente esagerato: firmerei subito per vincere sempre sei partite di fila. Lo stop fa parte del percorso di crescita di un gruppo nuovo: ciò che conta è ritrovare subito concretezza e lucidità. Nel calcio l’errore tecnico fa parte del gioco e capita a chiunque, me compreso; ciò che non dobbiamo ripetere sono gli errori di concetto. Bisogna resettare in fretta e ripartire con il giusto atteggiamento».

Il tecnico biancoblù ha fatto autocritica anche sulla gestione tattica dell'ultimo quarto d'ora contro la Solbiatese, ammettendo che la troppa fretta di rimediare allo svantaggio ha finito per togliere ordine alla manovra: «A cinquantasei anni si continua a imparare. Domenica forse anch'io ho peccato di lucidità accelerando i tempi del cambio di modulo: nel tentativo di riempire l'area con quattro punte abbiamo perso le distanze e fatto confusione. Nel nostro spogliatoio non esistono riserve, ho solo titolari e il nostro dovere è alzare costantemente il livello atletico e la velocità di pensiero: quando riesci a fare le cose nel minor tempo possibile dimostri di essere più forte degli altri, ma in questa categoria il talento da solo non basta se non ci metti la cattiveria agonistica».

Sollecitato sul confronto filosofico tra un calcio speculativo e la sua proposta offensiva, Zironelli ha ribadito con orgoglio i principi della propria carriera, supportandoli con i dati statistici di questo avvio di stagione: «In passato mi è capitato un paio di volte di vincere con il blocco basso, ma preferisco giocare a viso aperto e i numeri mi danno ragione, avendo sempre tenuto medie punti importanti in Serie D. Dicono che costruiamo tanto raccogliendo poco, ma c'è un dato di fatto incontrovertibile: siamo la squadra che subisce meno tiri in porta di tutto il girone, a riprova del fatto che la nostra miglior difesa è proprio la fase offensiva».

L'attenzione si è poi spostata sulla Varesina, già battuta per 1-0 nel turno preliminare di Coppa Italia a fine agosto ma profondamente trasformata nell'assetto: «È un'ottima squadra, con giocatori di spessore per la categoria. Hanno avuto un calendario iniziale complicatissimo e finora hanno raccolto molto meno di quanto seminato. Sappiamo che ci aspetta una battaglia vera: nei derby la classifica si azzera totalmente, conteranno solo la fame, la determinazione e la capacità di lottare su ogni pallone».

Sul fronte dell'organico, Zironelli ha annunciato rotazioni nell'undici di partenza per dosare le forze in vista del nuovo tour de force di tre gare in una settimana, confermando la crescita fisica di Maistrello e Baraye, prima di chiudere con una battuta sulla designazione arbitrale di Marco Pascali, fischietto di Pistoia: «Non mi interessa la provenienza, fa parte delle dinamiche del calcio. L'unica cosa che mi auguro è che si continui sulla linea di questo inizio di stagione, concedendo recuperi congrui ed evitando le perdite di tempo, perché la gente viene allo stadio per vedere giocare a pallone».

Giovanni Ferrario


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