Di nuovo nel mirino la sede della Lega di Busto Arsizio. Nelle scorse ore, qualcuno ha imbrattato con un pennarello la porta dell’edificio di via Culin, tra parolacce, insulti a Matteo Salvini e un simbolo fallico.
Non è la prima volta che la sede del Carroccio viene imbrattata. Lo scorso dicembre, solo per citare gli ultimi episodi, sulla facciata comparve la scritta minacciosa rivolta alla presidente del Consiglio, «Spara a Giorgia», accompagnata dalla stella a cinque punte delle Br (leggi qui). La scritta venne poi simbolicamente cancellata dagli esponenti di Lega e Fratelli d’Italia (leggi qui).
A febbraio, altra frase offensiva contro il leader del partito Salvini e simbolo fallico sulla porta (leggi qui), in quel caso ripuliti dalla Lega Giovani (leggi qui).
È stato il consigliere comunale Vincenzo Marra a fare la nuova, amara scoperta: «Un atto vile che non ci intimorisce – le sue parole –. Chi pensa di fermare le nostre idee con vernice e intimidazioni dimostra soltanto di non avere argomenti. La Lega continuerà, con ancora maggiore determinazione, a portare avanti le proprie battaglie per la sicurezza, la legalità, il contrasto all’immigrazione clandestina e la remigrazione di chi non ha titolo per restare nel nostro Paese o sceglie di delinquere, sempre nel rispetto della legge».
L’auspicio dell’esponente leghista è che «i responsabili vengano rapidamente individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Non arretreremo di un passo. Le intimidazioni rafforzano soltanto la nostra determinazione a lavorare per i cittadini di Busto Arsizio e per difendere i valori in cui crediamo».














