Via libera in Consiglio comunale all’affidamento in appalto della gestione degli asili nido di Busto Arsizio Boschessa e Ferrario. Una scelta già osteggiata nei giorni scorsi in commissione dal Partito Democratico (leggi qui), che infatti ha votato contro la delibera, così come la civica di centrosinistra Progetto in Comune.
Ma a scaldare il dibattito martedì sera è stato soprattutto il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Rogora, che ha battibeccato con l’assessore Mario Cislaghi prima di uno “scambio di vedute” col sindaco Emanuele Antonelli relativo alla pianificazione della gestione del personale.
Alla fine però è stato favorevole anche il voto di Rogora, da qualche tempo dato in avvicinamento a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci (leggi qui). Proprio ieri, i tre deputati vannacciani hanno votato contro la fiducia al governo sul decreto bollette. Nessuno strappo, invece, nell’assise bustocca. Dove, a ben guardare, in passato c’erano già stati scontri tra “Max” e Antonelli dai toni molto ma molto più accesi rispetto a quelli ascoltati ieri sera (leggi qui).
I dubbi di Max
Dopo l’illustrazione della scelta compiuta dall’amministrazione da parte dell’assessore alle Politiche educative Chiara Colombo, è intervenuto Rogora: «Nella delibera si dice che il servizio è “già attualmente in sofferenza di personale”. Perché non facciamo un piano di assunzione di gente nuova? – ha domandato –. Uno va in pensione, uno lo assumiamo. Non capisco perché dobbiamo fare un appalto di servizio».
A rispondere è stato l’assessore al Personale Mario Cislaghi: «A me dispiace che tutte le volte devo ripetere le stesse cose. Noi abbiamo un limite di spesa, che riguarda tutti i 420 dipendenti del Comune. Non è che non vogliamo assumere, ma ci sono dei limiti contrattuali e nazionali. Le scelte non possono riguardare solo uno o due settori». Riferimento a educatrici e Polizia locale, i “campi” di cui si è discute maggiormente in Consiglio.
«Ci vuole pianificazione l’anno prima per quello dopo», ha ribattuto piccato il consigliere di FdI, suggerendo una razionalizzazione del personale e avvisando l’assessore che «quest’anno lo sentirà tante volte il nome Rogora Massimo». A quel punto ha preso la parola il sindaco Antonelli: «Sentirà tante volte anche il mio di nome – ha detto rivolgendosi al collega di partito –. Mi spiace che dopo dieci anni che è qui (in realtà sono di più, ndr) non ha capito come funziona. Si programma, sempre. Per far funzionare il sistema servivano dieci assunzioni di educatrici, e quindi avremmo assunto dieci vigili o altri dipendenti in meno. Qua si programma e si fanno delle scelte. E si è scelto di puntare su altri settori in cui è più difficile esternalizzare».
Pd contrario
Una scelta contestata dal Pd. Valentina Verga, che aveva già accusato l’amministrazione di «non investire sui servizi dei più piccoli» (leggi qui), contestando la narrazione della giunta ha osservato che «il Comune non potrà gestire il personale ma solo predisporre il bando. La gestione educativa e organizzativa sarà in capo a chi vincerà l’appalto». Ma quest'ultimo «dovrà garantire uno standard elevato e di qualità che noi andremo a controllare – ha provato a rassicurare l’assessore Colombo –. Il Comune non si estranea, gestirà la governance».
La dem Cinzia Berutti ha chiamato il consigliere di Forza Italia Gigi Farioli: «Mi ha stupito che in commissione lei che è stato sindaco per due mandati e assessore ai servizi educativi non abbia speso una parola su questo tipo di scelta. Mi ha un po’ deluso, perché ricordo che lei metteva questo servizio all’occhiello del Comune di Busto. Questo non è uno dei campi su cui si deve risparmiare».
A dire “no” alla scelta di affidare in appalto la gestione dei nidi Boschessa e Ferrario sono stati Verga, Berutti e Santo Cascio (Progetto in Comune). Favorevoli, dai banchi dell’opposizione, Gianluca Castiglioni (Busto al Centro) e Giuseppina Lanza (Popolo, Riforme e Libertà) e l’intera maggioranza, con Massimo Rogora che ha pigiato per ultimo il tasto. Suspance, ma alla fine nessuno strappo.














