Si abbassa la saracinesca del negozio di tessuti e biancheria per la casa Tosi 1950, conosciutissimo in città. Dalle vetrine del punto vendita, situato all’angolo tra via Dante e via Mazzini, non si vedono più le tovaglie, le lenzuola, i cuscini e tutti gli altri articoli che usualmente sono esposti. Sui vetri sono stati infatti applicati cartelloni che indicano la chiusura e la liquidazione totale.
Il motivo del termine dell’attività lo spiega lo stesso titolare, Andrea Tosi: «Raggiunti limiti di età». «Siamo alla terza generazione – aggiunge – e non avendo eredi ho deciso di chiudere e di godermi finalmente la pensione». L’attività di famiglia era stata avviata dal nonno, Giannino Tosi, ed è stata portata avanti di padre in figlio fino ad oggi.
L’attività commerciale avrebbe potuto continuare, spiega Tosi: la parola fine non è stata decretata dalla mancanza di lavoro. Anzi, si dice soddisfatto di essere riuscito a portare avanti un negozio in forma tradizionale. Certo in tanti anni di lavoro di mutamenti a Busto Arsizio ne ha visti parecchi. «La vedo cambiata – dice – ma tutte le città sono nella stessa situazione. C’è sempre meno gente in giro a piedi». In questi giorni le porte del negozio sono chiuse, ma riapriranno giovedì 26 marzo, con l’inizio della svendita. «Andremo avanti fino al 26 giugno - annuncia Tosi – salvo chiusura anticipata».
E poi cosa succederà? Qualche sogno nel cassetto Tosi ce l’ha. «Farò quelle vacanze che prima non sono mai riuscito a fare, – afferma – finalmente potrò andare via ad esempio a gennaio. O potrò andare anch’io a vedere i mercatini di Natale in Alsazia, cosa che prima non potevo fare perché dovevo stare in negozio».














