Una storia che nasce dal passato ma parla con sorprendente forza al presente. È quella raccontata da Carmelo Occhipinti, autore di Busto Arsizio, che con il libro “Carolina” ha conquistato il secondo premio al concorso letterario DivinaMente, distinguendosi per intensità narrativa e qualità espressiva.
Il riconoscimento celebra un’opera capace di riportare alla luce una figura femminile straordinaria: Carolina, ostetrica del Novecento, donna determinata che ha saputo immaginare e costruire il proprio futuro in un’epoca in cui farlo non era affatto scontato. Nel libro, Occhipinti ne ripercorre la vita con uno sguardo attento e partecipe, raccontando il coraggio di una professionista che ha scelto la vita — in tutte le sue forme — trasformando il proprio lavoro in una missione al servizio della comunità.
Carolina emerge come una figura moderna, sorprendentemente attuale. Non solo un punto di riferimento per le famiglie del suo tempo, ma anche un esempio di autonomia, forza morale e visione. Il racconto biografico si arricchisce di aneddoti, ricordi e testimonianze di chi l’ha conosciuta, restituendo al lettore il ritratto vivido di una donna capace di lasciare un segno profondo nelle vite altrui. Le storie personali e il contesto storico si intrecciano così in una narrazione fluida, che rende la vicenda umana di Carolina ancora più intensa e comprensibile.
La giuria del concorso ha sottolineato proprio la forza dell’opera nella motivazione del premio, evidenziando come il libro si sia distinto «per valore, contenuto, intensità e qualità espressiva», conquistando l’attenzione dei giurati e offrendo un contributo autentico e significativo. Il premio nasce infatti per valorizzare l’eccellenza culturale e la bellezza della parola, dando voce a opere capaci di lasciare un segno e di elevare il pensiero.
Per Occhipinti, questo riconoscimento non è soltanto un traguardo personale, ma anche un’occasione per rendere omaggio alla figura che ha ispirato il suo lavoro. Lo scrittore affida al premio una dedica che racchiude il senso più profondo del libro: «Dedico questo premio a Carolina e a tutte le donne e gli uomini che hanno saputo tenere saldamente in mano le redini della loro vita con grazia, competenza e sicurezza morale».
Un tributo a una donna e, insieme, a tutte quelle storie silenziose che continuano a insegnare quanto la determinazione e la dignità possano cambiare il corso di una vita e spesso anche quello di un’intera comunità.














