Avviare un percorso di riforma complessiva delle RSA lombarde, incrementare progressivamente del 5% il budget nei prossimi tre anni, riaprire le contrattualizzazioni per portare 3mila posti letto accreditati alla piena copertura e intervenire sul tema delle rette, in particolare per gli ospiti con demenze e Alzheimer. È quanto chiedeva una mozione presentata dal gruppo regionale del Pd discussa oggi in aula consiliare e in larga parte bocciata dalla maggioranza.
“In questi anni – dichiarano il primo firmatario Davide Casati e Samuele Astuti – abbiamo ascoltato il grido di dolore delle oltre 700 RSA lombarde, in particolare di quelle del mondo no profit che rappresentano il 70% delle strutture della nostra regione e costituiscono una peculiarità del modello lombardo. Una realtà preziosa che oggi rischia di essere messa in ginocchio da una totale assenza di programmazione sul sociosanitario”.
“I bisogni cambiano, la popolazione invecchia, ma da anni non si mette mano al numero dei posti letto, che sono insufficienti – sottolineano i consiglieri dem –. Le RSA lombarde hanno un tasso di saturazione del 98%, le rette sono aumentate del 16,4% in quattro anni e gravano sempre di più su oltre 65mila famiglie. I contributi regionali non sono adeguati ai livelli di assistenza richiesti, mentre la carenza di personale – infermieri, OSS e ASA – è sempre più grave e destinata a peggiorare con i pensionamenti”.
“La nostra proposta – proseguono – era concreta e sostenibile: un aumento progressivo del budget del 5% per recuperare almeno in parte il deficit accumulato sui LEA, la riapertura delle contrattualizzazioni per valorizzare 3mila posti letto oggi accreditati, ma non contrattualizzati e un intervento sulle rette per gli ospiti con Alzheimer, tema su cui l’assessore si era impegnato a portare una proposta che non è mai arrivata”.
La maggioranza ha approvato solo due punti della mozione (6 e 8), relativi alla riconfigurazione delle RSA come centri di servizi integrati in rete con le Case di Comunità e all’avvio di sperimentazioni di Centri pubblici di Valutazione e Prenotazione per semplificare l’accesso delle famiglie.
“È un’accoglienza molto parziale – concludono Astuti e Casati –. Si prende il minimo indispensabile, ma si evita di affrontare il nodo delle risorse. Rafforzare le RSA significa investire in un pilastro del nostro sistema sociosanitario e prevenire costi ancora maggiori per ospedali e famiglie. Continuare a rimandare vuol dire mettere a rischio un servizio essenziale per migliaia di anziani lombardi”.














