Una vittoria che serviva a tutto l’ambiente. E l’urlo liberatorio di mister Bolzoni al triplice fischio ne è stata la testimonianza più vera e bella. Visi finalmente distesi e sorridenti in sala stampa, nel post-partita di Pro Patria-Cittadella 1-0.
Francesco Bolzoni apre l’analisi: «Al di là del modulo, fisicamente iniziamo a stare meglio tutti. Poi stanno capendo che, per arrivare dove vogliamo arrivare - alla salvezza -, il gruppo viene prima del singolo. Alla fine il mio urlo era liberatorio perché non vincevamo da un po’ (è la mia prima vittoria da tecnico professionista per Bolzoni), ma era più il peso di quello che loro hanno vissuto in questi sei mesi e che noi, come staff, abbiamo assorbito. Ringrazio anche i miei collaboratori, che mi stanno dando un supporto straordinario: in pochissimo tempo siamo riusciti a preparare questa partita alla perfezione».
Al fianco del mister, c’è Alberto Masi. Il difensore genovese ha firmato un ottimo rientro dopo il turno di squalifica, guidando con personalità tutto il reparto a quattro: «Stiamo crescendo e prendendo fiducia, stiamo seguendo il mister e dobbiamo continuare su questa strada. Oggi abbiamo rischiato poco o nulla, e questa è la direzione giusta. Se riusciamo anche a chiudere le partite prima, evitiamo di soffrire negli ultimi dieci minuti».
Sul modulo, Masi aggiunge: «Negli ultimi 7-8 anni di carriera credo di aver giocato sei mesi a quattro. Non è il modulo a fare la differenza, ma il fatto che ci assumiamo più responsabilità. Io in primis. Spesso ci troviamo in duello due contro due, e vincere il confronto con l’attaccante avversario ti dà forza e ti aiuta a rendere meglio nella partita. Più duelli vinco, più mi esalto».
E l’esultanza dei tifosi biancoblù, anche per loro liberatoria dopo mesi difficili e un campionato complicatissimo, è tornata a farsi sentire, diventando la benzina che potrebbe alimentare la rincorsa dei tigrotti anche nelle prossime due - impegnative - trasferte a Trento (domenica) e Brescia.














