Nuovo rimpasto di giunta a Busto? Voci, solo voci. Almeno per il momento. Taglia corto il sindaco Emanuele Antonelli, notoriamente poco propenso a mettere mano al proprio esecutivo.
A maggior ragione, viene da dire, a poco più di un anno dalla scadenza del suo secondo (e ultimo) mandato. Infatti, quando gli chiediamo se abbia senso parlare di rimpasto a – di fatto – un anno dal voto, la risposta del sindaco è la seguente: «Per me no. Però tutto è possibile». E il primo cittadino non risparmia una frecciatina all’ex assessore Salvatore Loschiavo, intervenuto criticamente su queste voci (leggi qui).
Il maxi-gruppo dei Fratelli
Nelle parole di Antonelli c’è la consapevolezza che, prima o poi (non troppo poi), qualcuno potrebbe andare a bussare alla sua porta. E quel qualcuno non è che il suo partito, Fratelli d’Italia. L’ipotesi di un nuovo cambiamento della giunta non nasce oggi, ma ha iniziato a prendere lentamente quota lo scorso novembre, quando è trapelata la notizia dell’adesione al “Fratelli” di Emanuele Fiore (leggi qui). Un passaggio che ha allargato ulteriormente le fila dei consiglieri comunali meloniani, nei cui ranghi erano già entrati Laura Rogora (presidente dell’assise) e Orazio Tallarida, ex Forza Italia.
Nel frattempo, le voci del passaggio di Fiore in FdI hanno trovano conferma. E presto dovrebbe seguirlo Francesca Gallazzi, eletta con la Lista Antonelli. Se – o per meglio dire quando – questo passo si concretizzerà, il gruppo di Fratelli d’Italia conterà otto rappresentanti.
A quel punto sì che i Fratelli potrebbero ambire ad avere un secondo assessore (oltre al vicesindaco Luca Folegani).
L’effetto domino
Muovere una pedina potrebbe dare il la a un mini-effetto domino. Alla finestra, infatti, c’è anche Forza Italia. Dopo l’addio di Rogora e Tallarida che aveva azzerato il gruppo azzurro, il vessillo forzista è tornato a sventolare in assise con tre consiglieri. Ma nessun assessore (leggi qui).
La Lega conta a sua volta tre consiglieri e può vantare altrettanti rappresentanti in giunta. Gli stessi della Lista Antonelli che, con l’addio di Gallazzi, conterebbe in Consiglio tre esponenti.
A fronte di questi numeri, si comprende la volontà di Fratelli e forzisti di dare vita a un esecutivo che rispecchi maggiormente la nuova composizione dell’assemblea civica.
E nessuno, fra gli assessori in quota Lega (Alessandro Albani, Manuela Maffioli, Paola Reguzzoni) e Lista Antonelli (Mario Cislaghi, Chiara Colombo, Matteo Sabba), può dirsi del tutto “al sicuro”.
Tra ironia a consapevolezza
Lo scorso novembre, quando ventilammo ipotesi di rimpasto dopo l’adesione al suo partito di Fiore, Antonelli se la cavò con una battuta: «Vogliono venire tutti nella maggioranza perché stiamo lavorando bene. Adesso aspetto quelli del Pd» (leggi qui).
Ora che la suggestione riprende quota, il sindaco si limita a dire che al momento, di concreto «non c’è niente». Eppure è consapevole che più d’uno lo tirerà per la giacchetta: «Movimenti? Per ora no. Ci saranno, ma nessuno mi ha chiesto niente, ho solo letto qualcosa sui giornali».
E sui giornali sono apparse anche le riflessioni diffuse da Busto Rinasce, realtà civica promossa da Salvatore Loschiavo, assessore fino al rimpasto dell’ottobre del 2024.
Il suo percorso «non nasce per entrare in un rimpasto, né per alimentare cronache di palazzo», si legge nella nota con cui ha chiarito di voler rimanere fuori da queste discussioni.
A tal proposito, Antonelli non risparmia una frecciatina al suo ex assessore, a sua volta critico, da tempo, nei confronti dell’operato della giunta di cui aveva fatto parte: «Ci credo che resta fuori da queste discussioni – afferma con ironia Antonelli – mica deve entrare lui. Lui è già uscito, penso che chiacchiericci su di lui non ce ne sono più perché è già stato cambiato. Forse non se ne ricorda e pensa ancora di essere assessore».
Insomma, il sindaco non perde l’occasione per “pungere” Loschiavo, che ha avviato un percorso di ascolto dei cittadini propedeutico, con ogni probabilità, a una candidatura in prima persona.
Ma la campagna elettorale è ancora (relativamente) lontana. Probabile che prima trovi concretezza questo rimpasto. Ma, chiediamo infine ad Antonelli, ha senso parlarne a poco più di un anno dalle elezioni? «Per me no, però tutto è possibile», la sua risposta. Sintomatica della consapevolezza che una parte importante della sua maggioranza la pensi diversamente.














