/ Cronaca

Cronaca | 03 febbraio 2026, 14:57

Rapina mortale a Lonate Pozzolo, fermato il presunto complice: è il figlio di Massa. Si stringe il cerchio sull’autista della banda

Il diciottenne è il figlio dell’uomo colpito a morte dopo una colluttazione lo scorso 14 gennaio: si è costituito questa mattina in Procura a Busto. Affermerebbe di non essere entrato in casa, versione che differisce con quella di Rivolta. Domani l’interrogatorio del giovane, mentre continua l’attività investigativa per individuare il terzo componente del gruppo

Rapina mortale a Lonate Pozzolo, fermato il presunto complice: è il figlio di Massa. Si stringe il cerchio sull’autista della banda

È stato fermato il presunto complice del rapinatore ucciso a Lonate Pozzolo lo scorso 14 gennaio, durante un tentato furto in un’abitazione finito in tragedia. Si tratta del figlio di Adamo Massa, il 37enne cittadino italiano di etnia Sinti colpito con una coltellata mortale da Jonathan Rivolta, 33 anni, che si trovava in casa al momento dell’intrusione e aveva sorpreso i malintenzionati. Dalla colluttazione che ne era nata era derivato il ferimento fatale di Massa.

Il giovane, che questa mattina si è costituito in Procura a Busto Arsizio, ha diciotto anni. È stato quindi fermato dai carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e portato in carcere, dove si trova attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria. È indagato per tentata rapina. Le indagini, avviate subito dopo l’accaduto, lo avevano già individuato come possibile complice del padre.

Il fascicolo nei suoi confronti era stato aperto già il 15 gennaio, il giorno successivo all'omicidio, e il decreto di fermo era stato emesso dalla Procura il 16 gennaio. La sua cattura è arrivata al termine di una complessa attività investigativa, resa delicata anche dalle difficoltà oggettive della situazione.

Il ragazzo, tramite i suoi avvocati, ha fatto pervenire agli inquirenti una dichiarazione manoscritta in cui ammetteva la propria presenza in via Montello, cercando però di ridimensionare il proprio ruolo. Nella nota, il diciottenne sosterrebbe di essere rimasto all'esterno, nel giardino della villetta, e di non essere mai entrato in casa. Di conseguenza, non avrebbe assistito in prima persona alla colluttazione tra il padre e Jonathan Rivolta, ma di averne percepito la gravità solo dalle urla del padre.

Questa ricostruzione è al vaglio della Procura di Busto Arsizio coordinata dalla pm Nadia Calcaterra e appare in contraddizione con altri elementi. Jonathan Rivolta, infatti, ha sempre dichiarato di aver visto un altro complice all'interno della propria cucina.

Mentre per il diciottenne è previsto domani mattina l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Gianmarco Cantalini, le indagini si concentrano ora sull’identificazione del terzo membro del gruppo. Si tratterebbe, quindi, dell'autista rimasto a bordo dell'auto scura per garantire la fuga, un soggetto che farebbe parte della stessa cerchia dei Massa ma senza legami di parentela. Gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo, ma il cerchio attorno a lui sembra ormai stringersi.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore