Dalla fiamma della fede a quella dei valori dello sport. Mattia Borroni, castellanzese nato nel 2000, da sempre legato all’oratorio Sacro Cuore della sua città, si appresta a portare la fiamma Olimpica nel suo viaggio attraverso l’Italia.
Il 14 gennaio a Verbania farà parte della staffetta che si occuperà di far transitare il fuoco di Olimpia: per lui e per i “colleghi” il ritrovo è per le 10.55.
Scelto come uno dei 10.001 tedofori dei Giochi di Milano Cortina 2026, Mattia non credeva ai propri occhi quando ha letto l’e-mail con cui gli veniva comunicato di essere stato selezionato. «Pensavo fosse uno scherzo – dichiara – o l’opera di qualche hacker, ho controllato mille volte che l’e-mail fosse vera».
La motivazione che ha dato quando ha mandato la propria candidatura era incentrata sui valori educativi dello sport. «Ci credo molto – dice il castellanzese – lo sport insegna a rispettare gli altri e se stessi, il proprio corpo, a sfruttare i propri talenti e le proprie capacità, a vedere gli altri non come nemici, ma come avversari, nel rispetto reciproco».
Partecipare come tedoforo alle Olimpiadi, oltretutto “di casa”, è, per Mattia, «una grande emozione perché i Giochi si svolgono ogni quattro anni e non è così frequente che avvengano nella propria Nazione. E’ un’occasione che capita una volta nella vita. Per me partecipare è motivo di orgoglio ed è molto emozionante. Non sono un atleta professionista per cui questo per me è l’apice».
Ammette di non aver ancora realizzato al 100 per cento di essere protagonista del viaggio della fiamma. «Sicuramente – afferma – essere un piccolo tassello dei 10.001 tedofori è un’emozione molto forte». Sensazione tanto più grande al pensiero che la torcia passa dalle mani di grandi atleti. «Penso ad esempio ad Elia Viviani e a Vincenzo Nibali».
Il tedoforo di Castellanza è uno sportivo, va in bicicletta, corre, è stato nello staff della Bustese Olonia asd ed è appassionato di sport in generale, compresi quelli invernali, soprattutto dello sci. Un auspicio per l’imminente edizione dei Giochi a cinque cerchi? «Sarei molto contento se Dominik Paris vincesse l’oro olimpico a Bormio».
Per Mattia quella proveniente da Olimpia non sarà la prima fiamma che porterà. «Sono cresciuto in oratorio qua a Castellanza – racconta – e tutti gli anni facciamo la fiaccola votiva a cui ho sempre partecipato. Qui è la stessa cosa, ci si passa il testimone: dunque essere tedoforo alle Olimpiadi sarà anche l’apice della mia carriera da “fiaccolista”. Dalla fiamma della fede a quella olimpica, è un bel collegamento».















