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Sociale | 29 marzo 2024, 09:45

Anche la cultura cura. L'hospice di Busto e quello spettacolo che esprime l'amore oltre il dolore

Sabato 13 aprile a Olgiate Olona l'opera "Antigone" nel teatro di Area 101: il ricavato andrà agli Amici di Rossella, associazione fondata dai compianti Gianni e Mary Maddaluno. L'iniziativa è fortemente voluta dal personale dell'Unità di Cure palliative, un dono nel dono: ecco perché nelle sue bellissime riflessioni

La locandina e nel riquadro Rossella Maddaluno

La locandina e nel riquadro Rossella Maddaluno

Anche la cultura cura, o meglio ancora si prende cura. Lo farà con duplice intensità in aprile attraverso uno spettacolo, che permetterà di aiutare l'Unità Complessa di Cure Palliative di Busto Arsizio. Hospice, ambulatorio di terapia del dolore e ospedalizzazione domiciliare: ogni giorno ci si prende appunto cura delle persone ricoverate o assistite, della loro vita. E delle famiglie.

Un dono quotidiano eppure proprio questo personale ha sentito il desiderio di fare un dono, ancora. 

Uno spettacolo una doppia occasione

Sabato 13 aprile al teatro Area 101 di Olgiate Olona va in scena una rappresentazione con il Gruppo Teatrale Crennese. "Antigone - il filo strappato", alle ore 21. «Una serata di teatro benefica, desiderata dal personale dell’Unità Complessa di Cure Palliative di Busto Arsizio, in ricordo di tutte le famiglie assistite e a favore della promozione delle Cure Palliative stesse - spiegano i promotori -  I fondi saranno devoluti interamente all’Associazione Amici di Rossella Onlus».

Sulla locandina, racchiusi in un abbraccio, i simboli di Gtc, Area 101, Amici di Rossella, Lilt, spiccano anche i loghi della Federazione Italiana (e lombarda) Teatrale Amatori, Asst Valle Olona.

Andare a teatro consentirà appunto di aiutare la preziosa attività svolta quotidianamente dagli operatori dell'hospice, ma darà anche l'opportunità di vivere un'esperienza culturale carica di bellezza e riflessione. 

Antigone, tutti noi

«Immaginiamo che la nostra vita sia come un filo e immaginiamo che i fili delle nostre vite siano tutti intrecciati tra loro.  Basterà strapparne uno per modificare il destino di tutti - raccontano ancora i promotori - È lo strappo della protagonista a mettere in moto gli eventi che porteranno alla tragedia. Ma chi è Antigone oggi? Nella tragedia di Sofocle la donna e il tiranno, Creonte, si fronteggiavano per dare o negare la sepoltura a Polinice».

Si innescano interrogativi che superano e uniscono i tempi: «Antigone è una donna fiera e combattiva, che di fronte a un dolore che la sovrasta e ad una legge che reputa ingiusta, sceglie di non sottostare all’editto del Legislatore. Per amore del fratello Polinice, è disposta a muoversi continuamente dal mondo dei vivi a quello dei morti, consapevole di dover pagare le terribili conseguenze che questa decisione comporterà. La tragedia di Sofocle rivive in questo testo teatrale attualissimo e appassionato, che si interroga sul libero arbitrio, sulla vita e sulla morte, indugiando fra l’incerto confine tra legge della natura e legge dell’uomo».

Così il mito riletto dal Gruppo Teatrale Crennese punta lo sguardo sul presente, «un discorso poetico sulla vita, sul coraggio, su cosa significa essere partecipi del diritto, oggi». 

«Sono nata per condividere l’amore, non l’odio». 

È la frase che affiora sulla locandina e nello spiegare la scelta di quest'opera si ribadisce anche l'importanza del dolore: «È il luogo dell’umano più prezioso e lo si attraversa insieme, significandolo, attraverso relazioni fraterne e lasciti.  Il teatro, atto primariamente politico, come ogni atto autentico, ci permettere di abitare il dolore, attraverso le parole. Ci accompagna e ci affida interamente a questa forma custodita della lingua. Ed è in questo spazio accogliente che accade ancora la poesia».

Antigone incarna, sceglie il Bene che è anche attenzione all'altro, se ne fa carico, pone la realtà viva della compassione e può cambiare le cose: «È nostra amica, figlia, sorella, concittadina, che vede il fratello come un essere dotato di un Bene separato e ha la forza di lottare per garantirne il rispetto e le istanze di giustizia ed autodeterminazione che egli porta con sé. Ci rappresenta tutti, Antigone».

Vicini al dolore degli altri

Anche nel pensare alla morte in un modo differente e a maggior ragione della vita. Di qui le parole commoventi del personale a cui viene riconosciuta nell'opera quotidiana una dedizione immensa oltre alla professionalità: «Le Cure Palliative, che vogliamo insieme sostenere, rappresentano questa frontiera contro culturale, un presidio di rielaborazione etica della capacità umana di creare buone alleanze, della possibilità di esercitare una vicinanza responsabile al dolore degli altri - dicono - Come operatori di Cure Palliative vorremmo imparare dal teatro ad essere sempre facilitatori della parola, una parola da servitori, che si mette in ascolto, si intona all’altro. Vorremmo continuare ad avere cura della parola per renderla davvero curativa, come un lancio di fune, salvataggio verso l’altro che soffre. Attraverso le parole desideriamo ogni giorno dare spazio, nella relazione di cura, alla possibilità di maturare scelte consapevoli e condivise, in un percorso comune che non è fatto di prestazioni ma di gesti sapienti, misurati e competenti».

A questa riflessione, il personale accosta una speranza: «Quella che, una volta scesi da questo palco, rientrati nelle nostre case, tra l’abbraccio dei nostri cari, la scena della vita, infine possa essere sempre anche scena della cura».

Come Gianni, Mary e Rossella

Il ricavato andrà appunto agli Amici di Rossella, attraverso una donazione libera di almeno 15 euro. Anche in questo caso, è un gesto per sostenere l'attività dell'Hospice ma anche ricordare un grande atto d'amore. Quell'amore che a volte sa essere più forte del dolore: «Questo è accaduto a Gianni e Mary Maddaluno che nel 2009 hanno fondato l'associazione "Amici di Rossella", a sostegno del reparto cure palliative dell'ospedale di Busto Arsizio, in ricordo di Rossella, la loro figlia, morta giovane, fra amorevoli cure, proprio in quel reparto».

Anche Mary è volata via e Gianni si è prodigato per l'associazione fino alla sua scomparsa nel marzo 2021: quell'amore ha alimentato costantemente i suoi sogni di bene (LEGGI QUI) fino all'ultimo. E oggi gli Amici di Rossella li portano avanti, sempre a fianco dell'Unità Complessa di Cure Palliative dell’ospedale di Busto Arsizio.

Info PER LO SPETTACOLO Area 101: 329.2111160 

Regista Cesare Zoia. Aiuto regia: Valeria Longo, Gianni Bardelli e Gianluca Pozzi.

nella foto sotto anche tutti i luoghi dove si possono prendere i biglietti.  

Per aiutare Amici di Rossella: c/c presso Credit Agricole - intestato ad AMICI DI ROSSELLA - ONLUS codice IBAN IT88T0623022808000047282927

Ma. Lu.

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