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Busto Arsizio | 22 febbraio 2024, 13:47

Toccare con mano le professioni della Sanità: progetto del Liceo Da Vinci - Pascoli con Asst Valle Olona

Cento ore per scoprire servizi, figure e strutture, anche sui luoghi di lavoro. Il potenziamento scientifico e di orientamento in uscita, con curvatura sociosanitaria, coinvolge studenti al quarto anno dellIstituto superiore gallaratese, ma interesserà anche quelli di quinta. La Dg Daniela Bianchi: «I giovani hanno la sensibilità e la voglia giuste per accostarsi al nostro mondo. Abbiamo bisogno di loro». La dirigente scolastica Nicoletta Danese: «I ragazzi sono motivati. Li monitoreremo, tra cinque anni vedremo dove saranno»

Da sinistra, Catia Fantin, Nicoletta Danese, Daniela Bianchi, John Tremamondo

Da sinistra, Catia Fantin, Nicoletta Danese, Daniela Bianchi, John Tremamondo

Esordio oggi, 22 febbraio: il progetto sperimentale di potenziamento scientifico e di orientamento in uscita, con curvatura sociosanitaria, nato dalla collaborazione tra Liceo delle Scienze Umane di Gallarate e Asst Valle Olona è al nastro di partenza. Partecipano (per ora) 15 studenti di quarta ma il percorso continuerà, coinvolgendo ragazze e ragazzi di quinta, anche nell’anno scolastico 2024/25.

Cento ore in tutto a contatto con le figure professionali dell’Azienda sociosanitaria per scoprire un mondo, di servizi e professionale, con il massimo grado di aggiornamento e “senza filtri”.

Gli esperti di Asst Valle Olona terranno incontri d’aula nelle strutture dell’Istituto “Da Vinci – Pascoli”, focalizzandosi sui servizi offerti dal contesto sociosanitario, sulle professioni, sulla prevenzione, sulla presa in carico delle persone fragili e con patologie croniche. Le unità didattiche toccheranno, fra l’altro, temi come prossimità; servizi per gli anziani, per la salute mentale, per le dipendenze, per persone con disabilità; cure palliative e hospice; consultori, cure domiciliari; strutture di cure intermedie, Ospedali e Case di comunità.

Con le quinte, l’attenzione sarà soprattutto sulle professioni sanitarie e sociosanitarie (infermiere di famiglia e di comunità, assistente sociale e sanitario, ostetrica – fiosioterapista – logopedista – dietista – educatore professionale nell’ambito della prevenzione, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva).

In aggiunta alle lezioni frontali, gli studenti dell’ultimo anno svolgeranno nove ore di percorso informativo direttamente negli spazi del Polo territoriale di Asst Valle Olona, per esempio in Casa e Ospedale di comunità, Centro Psicosociale, Comunità Psichiatrica Residenziale.

«Credo nell’importanza di questo progetto e di ogni iniziativa che possa avvicinare gli studenti alla Sanità e alla sfera sociosanitaria» ha dichiarato in conferenza stampa (a margine della quale è stata firmata la convenzione tra Liceo e Azienda) la direttrice generale di Asst, Daniela Bianchi. «I giovani – ha specificato - a mio avviso hanno la sensibilità, la curiosità e la voglia necessarie a fare parte del nostro mondo. Di loro abbiamo bisogno, anche se la fatica connessa a certe professioni rischia di allontanare e di generare una certa disaffezione».

«Quella in partenza è una grande opportunità – ha aggiunto John Tremamondo, direttore sociosanitario – per le sue possibili implicazioni formative e per gli aspetti umani collegati a certe esperienze. È importante, da entrambi i punti di vista, che gli studenti siano anche sui luoghi di lavoro».

Una prospettiva, quella della presenza in loco, per la quale Nicoletta Danese, dirigente scolastica del Liceo, ha rivolto uno speciale ringraziamento ai vertici di Asst: «La loro è una disponibilità notevole, dal momento che prevede un coinvolgimento di risorse umane non scontato, per una proposta orientante. Preziosa, perché quando scuola e sanità lavorano insieme fanno davvero formazione e prevenzione. I ragazzi sono molto motivati, anche per la possibilità di contatto con le figure sanitarie. Tra cinque anni vedremo dove saranno i partecipanti».

«Si è definito un percorso – ha fatto presente la professoressa Catia Fantin – simile a quello della “Curvatura biomedica”, già presente nel nostro Istituto. Con questo progetto vogliamo integrare l’offerta, anche nella consapevolezza che esistono figure professionali e servizi che i ragazzi non conoscono e che possono scoprire».

Stefano Tosi

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