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Politica | 26 settembre 2022, 10:55

Gualandris: «C’è delusione per il risultato della Lega. Salvini in discussione? No, non è un problema di leadership»

«A livello nazionale sono contento per la coalizione, ma c’è delusione per la Lega: ci aspettavamo un travaso di voti verso Fratelli d’Italia, ma non così tanti», ammette il referente provinciale. Si apre la discussione sulla leadership? «Cambiare il segretario non serve, Matteo il suo lavoro lo sa fare bene. Da oggi parte la riflessione su cosa possiamo fare sui territori per rassicurare il nostro elettorato»

Gualandris: «C’è delusione per il risultato della Lega. Salvini in discussione? No, non è un problema di leadership»

Il centrodestra ha vinto le elezioni, ma la Lega non è riuscita a raggiungere il 10 per cento dei consensi, prendendo la metà dei voti rispetto a Fratelli d’Italia anche in Lombardia e Veneto.
Si aprirà inevitabilmente una riflessione, anche in provincia di Varese, dove il Carroccio cede il ruolo di primo partito.

«A livello nazionale sono contento per la coalizione: abbiamo messo gli onorevoli che dovevamo mettere negli uninominali e il risultato per governare come centrodestra lo abbiamo», è la premessa di Stefano Gualandris, referente provinciale del partito.

Guardando però ai dati della Lega «c’è delusione», ammette Gualandris: «Ci aspettavamo un travaso di voti dalla Lega a Fratelli d’Italia. Non ce ne aspettavamo così tanti, soprattutto in provincia di Varese. Onore al merito agli alleati, non c’è nessun dramma. I voti non sono andati al Pd o ai 5 Stelle, ma a un movimento politico alleato.
Rimane la delusione di non essere riusciti, probabilmente, a rassicurare i nostri elettori e a dare loro un messaggio chiaro. Ha affascinato di più il programma nazionale della Meloni. Si riparte da qui per lavorare sui prossimi impegni, ossia il presidente della provincia e le regionali».

Si apre la discussione sulla leadership di Matteo Salvini? «Secondo me no – afferma il referente provinciale –. Essendo vecchio della Lega, ricordo i passaggi dalla doppia cifra al 3 per cento e Umberto Bossi è sempre stato il segretario federale. Non è questione di leadership, ma di programma, di idee. Probabilmente in questi ultimi anni, tra governi e Covid, non siamo riusciti a dare quel messaggio rassicurante agli elettori che ha dato la Meloni. Oggi quindi deve partire una riflessione interna al movimento su come riuscire a trasmettere questo messaggio.

Cambiare il segretario non serve, Matteo il suo lavoro lo sa fare bene. Secondo me si perde tutti e si vince tutti. Oggi abbiamo perso tutti, in primis anche io, perché non siamo stati capaci di trasmettere questo messaggio. Da oggi parte la riflessione su cosa possiamo fare sui territori per rassicurare il nostro elettorato».

R.C.

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