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Politica | 26 settembre 2022, 15:57

Grimoldi (Lega): «La dignità impone dimissioni immediate dopo questo disastro»

L'ex segretario della Lega Lombarda e deputato uscente: «Campagna elettorale gestita con nomine ad hoc e in sfregio all'opinione della base. Va ridata la voce a militanti, sindaci e territori attraverso rappresentanti democraticamente votati ed acclamati per meriti dal basso»

La foto di Alberto da Giussano postata da Paolo Grimoldi a corredo del suo duro commento al risultato elettorale della Lega

La foto di Alberto da Giussano postata da Paolo Grimoldi a corredo del suo duro commento al risultato elettorale della Lega

«Abbiamo perso, purtroppo persino i 5stelle ci hanno superato e siamo appaiati a Calenda e alla “morente” Forza Italia nonostante una affluenza molto bassa al sud. Un disastro assoluto»: a dirlo in un post è Paolo Grimoldi, deputato uscente non ricandidato, ex segretario della Lega in Lombardia e fedelissimo del Carroccio dalla prima ora.

«Lascio a ciascuno di voi l’analisi delle cause, ognuno ha un proprio ambito di esperienza, il mio è l’ascolto, il territorio e i militanti lombardi» prosegue Grimoldi, spesso presenta anche nel Varesotto in occasione delle ultime elezioni amministrative, che poi esprime senza nascondersi così il suo pensiero. 

«Trovo singolare che una forza che si definisce “autonomista”, abbia gestito tutta la campagna elettorale - e molto altro - solo con commissari imposti dall’alto, spesso persino con nomine ad hoc in segreterie locali e a volte commissariando solo con l’arroganza, anche formale, di un sms e - cosa gravissima - in sfregio all’opinione dei militanti, senza mai aver coinvolto la base, i territori e gli amministratori locali in scelte, nomi e neppure motivazioni di un commissariamento. Troppe volte senza neppure il rispetto umano di una telefonata».

«Dignità impone dimissioni immediate - prosegue Grimoldi - Basta con la barzelletta del regolamento, dei “congressini” e del Covid, la questione è politica. Serve un unico congresso: quello della gloriosa Lega Lombarda. Va ridata la voce alla base, ai sindaci e ai territori attraverso una Lombardia di rappresentanti democraticamente votati ed acclamati per meriti».

«Una volta eravamo per abolire i prefetti perché nominati dallo stato centrale, oggi abbiamo una Lega che sembra diventata esattamente quello che dovevamo combattere - la conclusione - La rappresentanza dal basso sarebbe l’abc dell’autonomia… Nelle prossime ore vi farò sapere iniziative concrete. Voi cosa pensate amici?».

Redazione

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