Trent’anni di risate, amicizia, spettacoli e soprattutto solidarietà a Busto Arsizio. È la storia degli «Amici allo sbaraglio», la compagnia teatrale bustocca protagonista dell’incontro «Teatro che passione!», promosso mercoledì 4 novembre dall’Università Cittadina per la Cultura Popolare nella sala conferenze del Museo del Tessile. Un pomeriggio che ha permesso al pubblico di ripercorrere un'avventura nata nel 1994 e diventata, nel tempo, una bella realtà di aggregazione e impegno sociale.
A raccontarla sono stati Francesco D’Errico, noto chirurgo bustese ed Elena Pastore, già docente di scuola media, che hanno accompagnato i presenti in un viaggio attraverso tre decenni di attività, aneddoti, fotografie e filmati delle rappresentazioni più significative.
Dalla scuola al palcoscenico: come nasce una compagnia
Tutto comincia grazie a Lillina, insegnante in una scuola media, che per prima introduce il teatro nell'ambiente scolastico, coinvolgendo gli studenti e trasmettendo loro la passione per la recitazione. Da quell'esperienza nasce l'idea di allargare il progetto anche agli adulti, coinvolgendo amici, colleghi e persone provenienti da professioni molto diverse. Prende così forma una compagnia di 46 persone, unite dalla voglia di stare insieme e mettersi in gioco.
Il motto scelto è «Divertirsi per divertire»: un principio che ancora oggi rappresenta lo spirito degli «Amici allo sbaraglio». Ma dietro la leggerezza e la comicità c'è fin dall'inizio un obiettivo importante: fare beneficenza. Il ricavato degli spettacoli viene infatti devoluto alle associazioni del territorio impegnate in attività sociali e assistenziali.
«Siamo orgogliosi di aver potuto destinare ogni anno, mediamente, circa 10mila euro alle associazioni locali», è stato ricordato durante l'incontro. Una cifra che racconta meglio di tante parole il valore concreto di questa esperienza.
Dai primi spettacoli ai successi sul palcoscenico
Il racconto è proseguito attraverso i primi filmati, inizialmente realizzati in modo artigianale, quando anche le riprese e la documentazione degli spettacoli erano frutto dell'entusiasmo e delle risorse disponibili.
Il debutto ufficiale a Busto Arsizio arriva il 10 maggio 1994 al Teatro Sociale con «La kara Odissea», dopo una prima esperienza al Teatro Dante di Castellanza. Una rappresentazione che richiede anche la costruzione artigianale di una gigantesca nave di legno e che segna l'inizio di un percorso destinato a durare nel tempo. Non mancano i racconti delle emozioni dietro le quinte, della preparazione degli spettacoli e della complicità che si crea tra gli attori.
Nel 1995 arriva «Commedia sì, ma non divina», una rivisitazione ironica dell'universo dantesco. Nel 1996, in occasione del centenario della nascita del cinema, la compagnia porta in scena «Ciak... e ti porto al cinema», un viaggio divertente attraverso la storia della settima arte.
Il 1998 è l'anno di «Variettiamo», mentre nel 1999 arrivano «I Compromessi sposi». Nel corso dell'incontro sono stati proiettati diversi spezzoni delle rappresentazioni, permettendo al pubblico di ritrovare personaggi, costumi, scenografie e momenti particolarmente riusciti. Tra i ricordi anche le performance ispirate ai Blues Brothers, a testimonianza di un repertorio capace di spaziare tra generi e linguaggi diversi.
Il segreto? Entusiasmo, amicizia e generosità
Dalle testimonianze è emerso soprattutto il valore umano dell'esperienza. Gli «Amici allo sbaraglio» non sono attori professionisti, ma persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo a una passione comune. Dietro ogni spettacolo ci sono prove, collaborazione, impegno e la capacità di superare insieme le difficoltà.
Un gruppo che negli anni ha saputo rinnovarsi, mantenendo intatto lo spirito delle origini e soprattutto la propria vocazione solidale. Perché il teatro, in questa storia, non è soltanto divertimento: è anche un'occasione per stare insieme e restituire qualcosa alla comunità.
Elena Pastore sorprende il pubblico con una performance dal vivo
Tra i momenti più apprezzati del pomeriggio, la performance dal vivo di Elena Pastore, che ha regalato alla platea una divertente rivisitazione del personaggio di Penelope. Una Penelope decisamente insolita, impegnata a telefonare al marito Ulisse addirittura a Santo Domingo, con incursioni della maga Circe e irresistibili battute in dialetto siciliano.
Una piccola rappresentazione improvvisata davanti al pubblico del Museo del Tessile, accolta da risate e applausi, che ha dimostrato quanto la passione per il palcoscenico sia ancora viva e contagiosa.
La solidarietà continua: il prossimo appuntamento
La storia degli «Amici allo sbaraglio» prosegue. Il prossimo appuntamento è fissato per il 30 novembre e il 1° dicembre al Teatro Lux di Sacconago, dove la compagnia porterà in scena la commedia «Per chi suona il campanello», con il ricavato destinato a favore della Compagnia Speranza.
Un'altra occasione per confermare una formula che da oltre trent'anni funziona: divertirsi, divertire e trasformare la passione per il teatro in un gesto concreto di solidarietà.














