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Scuola | 03 novembre 2026, 15:44

VIDEO - Il silenzio degli studenti del Tosi per Giulia Cecchettin. Il papà: «Avete tanto da dare»

Martedì 3 novembre, al Teatro Lux, le classi terze e quarte dello scientifico hanno assistito alla prima nazionale del film “Se domani non torno”. Attenzione, commozione e un lungo applauso finale hanno accompagnato la proiezione tratta dal libro “Cara Giulia”. In collegamento con 500 scuole, Gino Cecchettin ha affidato ai ragazzi un messaggio di speranza: «Sognate in grande, non mollate mai»

VIDEO - Il silenzio degli studenti del Tosi per Giulia Cecchettin. Il papà: «Avete tanto da dare»

Un silenzio carico di emozione, dall’inizio alla fine. Nessuna distrazione, nessuna parola, soltanto gli occhi rivolti allo schermo e la partecipazione di chi si lascia toccare profondamente da una storia. Martedì 3 novembre, al Cinema Teatro Lux di Busto Arsizio, gli studenti delle classi terze e quarte del Liceo scientifico Arturo Tosi hanno assistito alla prima nazionale del film “Se domani non torno”, tratto dal libro “Cara Giulia”, scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso. Una mattinata che si è trasformata in una vera esperienza di riflessione e consapevolezza, ben oltre la consueta attività scolastica.

Per tutta la durata della proiezione i ragazzi sono rimasti raccolti in un eloquente silenzio, seguendo con attenzione e partecipazione ogni passaggio della vicenda. La storia di Giulia Cecchettin li ha profondamente colpiti, suscitando commozione e facendo emergere, attraverso le immagini, il peso di una tragedia che continua a interrogare le coscienze. A toccarli non è stata soltanto la drammaticità della storia, ma soprattutto la dignità di un padre capace di reagire al dolore senza lasciarsi sopraffare dall'odio e la forza di una sorella, Elena, che ha scelto di rompere il silenzio e trasformare la propria sofferenza in una testimonianza. Al termine della proiezione, un lungo e sentito applauso ha restituito tutta l'intensità di quanto vissuto.

Ginesi: «Oggi una giornata di scuola con la S maiuscola»

A introdurre e accompagnare il momento è stata la dirigente scolastica Fabiana Ginesi, che ha sottolineato il valore di una visione in anteprima nazionale e soprattutto l'importanza educativa dell'iniziativa.

«Un film meraviglioso. Oggi ognuno di noi torna a casa con un sassolino in più. Dobbiamo essere agenti del cambiamento: nessuno può chiamarsi fuori». Per la dirigente è stata «una giornata di scuola con la S maiuscola», proprio perché ha offerto ai ragazzi l'occasione di confrontarsi con temi fondamentali per la loro crescita.

La scelta di coinvolgere le classi terze e quarte non è stata casuale. «In quinta uno dovrebbe avere già acquisito una certa consapevolezza. In terza e quarta, invece, è particolarmente importante capire che cosa significhi stare in relazione con un'altra persona». Ginesi ha richiamato l'attenzione sui comportamenti che possono trasformarsi in controllo, sull'importanza di usare le parole con responsabilità e sulla necessità di riconoscere la fragilità dell'altro. «Gli esseri umani sono fragili, non deboli. Le nostre emozioni sono una cosa importante». E proprio la forza dimostrata da Elena, la sorella di Giulia, rappresenta un esempio sorprendente di come dal dolore possa nascere una voce capace di parlare a tutti.

Gino Cecchettin: «Vorrei gettare un seme e farlo fiorire»

Dopo il film, gli studenti hanno avuto l'opportunità di incontrare, in collegamento con circa 500 scuole, Gino Cecchettin, che ha condiviso con i ragazzi il significato più profondo di questo progetto.

«L'importante è sognare in grande. Vorrei gettare un seme attraverso la storia di Giulia e poterlo far fiorire». Nel ricordare la figlia, il padre ha voluto restituire soprattutto il ritratto di una ragazza altruista, capace di vivere pienamente nella comunità e di donare serenità alle persone che incontrava. «Mi porto nel cuore una ragazza altruista. Il suo altruismo le è costato troppo, ma Giulia sapeva vivere nella comunità, sapeva donare serenità. Portatela nel cuore».

Un messaggio che ha riportato al centro non soltanto la tragedia, ma soprattutto la vita di Giulia, la sua personalità e quell'eredità di gentilezza che la famiglia desidera continuare a trasmettere.

Un film che sceglie di raccontare la famiglia. Silenzio su Filippo Turetta

Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche regista, sceneggiatrice, produttore, psicoterapeuta e non ultimo gli attori, che hanno spiegato le scelte alla base della realizzazione del film. Una decisione significativa riguarda la scelta di non mostrare mai Filippo Turetta: «Questo è il film visto dal punto di vista della famiglia». Una prospettiva precisa, costruita nel rispetto delle persone coinvolte e con l'intenzione di spostare l'attenzione da chi ha commesso il delitto a chi ha dovuto affrontarne le conseguenze.

«Il nostro non nominare l'assassino è una forma di tutela delle famiglie. Per il resto c'è la magistratura. Noi abbiamo voluto mettere in luce quello che ha fatto la famiglia». L'obiettivo è che il seme piantato da Gino Cecchettin attraverso la sua testimonianza possa continuare a diffondersi, raggiungendo soprattutto le nuove generazioni.

Anche gli interpreti hanno raccontato il coinvolgimento personale in un progetto tanto delicato. L'attore che interpreta Gino Cecchettin ha definito entusiasmante la possibilità di incarnare una figura che rappresenta un esempio di uomo capace di reagire al dolore con dolcezza.

L'attrice che veste i panni di Giulia ha parlato di un ruolo difficile, proprio perché la giovane è diventata un simbolo, ma soprattutto un simbolo di speranza. «Giulia ci ha lasciato un'eredità: il potere della gentilezza». Un'esperienza che, ha raccontato, le ha cambiato la vita, insegnandole a rispettare pienamente le persone.

Particolarmente significativa anche la testimonianza dell'interprete di Elena, che ha raccontato di aver voluto incontrare personalmente la sorella di Giulia prima di affrontare il ruolo. «Elena ha reagito con una lezione data a tutti, non scontata». Una lezione di forza e femminilità diversa da quella che spesso viene proposta e raccontata.

L'attore che interpreta Davide ha invece sottolineato come il film abbia rappresentato per lui un'occasione per incontrare seriamente, nella propria vita, una problematica tanto importante.

«Avete tanto da dare, non mollate mai»

Nel dialogo conclusivo con gli studenti, Gino Cecchettin ha voluto lasciare ai ragazzi un messaggio di fiducia e incoraggiamento. «Quando incontro i giovani mi porto sempre a casa qualcosa. Mi porto tanta voglia di essere ascoltati, tanta creatività. Avete tanto da dare e noi dobbiamo darvi la possibilità di farlo. Non mollate mai».

L'invito è stato quello di coltivare i propri desideri, sognare in grande e costruire una vita ricca di momenti memorabili. Sollecitato dagli studenti a suggerire alcune letture, anche in riferimento ai libri citati nel film, Cecchettin ha indicato «Stai zitta» di Michela Murgia e altri testi dedicati al linguaggio e alla questione di genere, tra cui «Perché dovremmo essere tutti femministi» , consigliato in particolare ai ragazzi. Ha inoltre richiamato il contributo di studiose e docenti di sociologia e psicologia, come Chiara Volpato e altri autori che si occupano di stereotipi e relazioni.

Dal 5 novembre il film arriverà nelle sale cinematografiche, portando sul grande schermo una storia che non vuole fermarsi alla cronaca di un femminicidio, ma raccontare la capacità di una famiglia di trasformare il dolore in un impegno collettivo.

Al Tosi, intanto, a parlare più di ogni altra cosa è stato quel silenzio degli studenti. Un silenzio attento, partecipe, commosso, interrotto soltanto dall'applauso finale. Il segno forse più autentico di una mattinata in cui i ragazzi non si sono limitati a guardare un film, ma hanno ascoltato, compreso e, almeno per qualche ora, fatto propria una storia. Perché il cambiamento passa anche da qui: dalla capacità di riconoscere l'altro, rispettarlo e imparare che la gentilezza non è debolezza, ma una forma di forza.

(VIDEO)

Laura Vignati

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