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Cultura | 18 settembre 2026, 14:18

Omaggio a Beethoven per una Stagione Musicale Comunale di Varese che promette emozioni

In occasione del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven tre concerti saranno dedicati al gigante di Bonn: la Nona, la Settima e la Pastorale. Tre letture affidate a interpreti e orchestre di primo piano. In cartellone sette appuntamenti nella Basilica di San Vittore: si parte il 20 ottobre

Vox Luminis

Vox Luminis

Destino dei numeri, il 18 settembre del 1953 avvenne la più grande sciagura culturale della città, l’abbattimento del Teatro Sociale dove cantarono Gayarre e Tamagno, lì dal 1791, e oggi, 73 anni dopo, si presenta la Stagione Musicale Comunale, purtroppo ancora orfana di un teatro come si deve e costretta a migrare nella Basilica di San Vittore, e meno male che c’è. 

Ma i numeri sono implacabili quando si tratta di coincidenze: nel 1827 moriva Ludwig van Beethoven e nel 2027 si celebrerà il bicentenario della sua scomparsa. E naturalmente non ci si poteva esimere dall’omaggiare uno dei maggiori compositori della storia della musica in una stagione, guarda caso la ventisettesima, che si preannuncia come una delle più entusiasmanti degli ultimi anni.

Ben tre infatti saranno i concerti nel segno del gigante di Bonn, con altrettante sinfonie, il monumento sonoro della Nona, con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta dall’olandese Jac van Steen il 14 gennaio, a festeggiare nel migliore dei modi l’anno nuovo, la Settima, con il gradito ritorno a un anno di distanza di Philippe Herreweghe con la sua Orchestre des Champs-Élisées il 13 febbraio, e infine la “Pastorale”, con Andras Schiff in veste di direttore con la Chamber Orchestra of Europe il 13 marzo.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura della Regione, Francesca Caruso, letti dall’omologo del comune, Enzo Laforgia, e quelli di Ambra Redaelli, presidente dell’Orchestra Sinfonica di Milano, e di Cristina Frosini, dell’Accademia del Teatro alla Scala, il saluto del sindaco Galimberti, che ha ricordato come la Stagione sia amata anche dai giovani, e come siano prossimi i lavori per il futuro teatro.

«Per vent’anni ci siamo arrangiati al Salone Estense riempiendolo all’inverosimile», ha spiegato il direttore artistico della Stagione, Fabio Sartorelli, docente al Conservatorio di Milano, «poi causa covid ci siamo trasferiti in basilica, ma anche qui con le difficoltà di non avere i camerini per gli artisti, i bagni, il deposito per gli strumenti nel caso arrivino le grandi orchestre. Occorre al più presto uscire dalla chiesa ed entrare in un teatro vero, la città ha il diritto di manifestare un po’ di impazienza, anche se noi abbiamo sempre lavorato come si il teatro ci fosse. Gli artisti ci sono, il pubblico anche, manca soltanto la casa».

La basilica accoglierà il primo concerto il 20 ottobre prossimo, ospite la Kremerata Baltica del violinista e direttore Gidon Kremer, già ospite di Varese qualche anno fa, in un programma che spazia dal barocco del boemo Heinrich Ignaz Franz von Biber, al Quartetto per pianoforte di Gustav Mahler autore anche dell’arrangiamento del Quartetto in fa minore op. 95 di Beethoven, fino ai Tre pezzi baltici (Lituania, Lettonia, Estonia) composti proprio per l’ensemble di Kremer ai brani conclusivi del grande Astor Piazzolla.

Un graditissimo ritorno, il 2 dicembre, sarà anche quello del pianista canadese Jan Lisiecki, che registra per la prestigiosa Deutsche Grammophon dall’età di 15 anni, e proporrà uno sfiziosissimo programma dal titolo “World (of) Dance”, un viaggio nella danza in Europa e Sudamerica. Dopo la Nona di gennaio, il 13 febbraio Herreweghe presenterà, oltre alla Settima di Beethoven anche la Sinfonia n. 8 in si minore “Incompiuta” di Franz Schubert, mentre un mese dopo Andras Schiff replicherà con la Sesta sinfonia di Schubert “La Piccola”, e l’atteso Concerto per pianoforte n. 9 in mi bemolle maggiore “Jeunehomme” K 271 di Wolfgang Amadeus Mozart, oltre naturalmente alla “pastorale” di Beethoven.

L’8 aprile, invece, un concerto introspettivo con una delle meraviglie della polifonia, la Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina, con l’ensemble Vox Luminis tra i migliori al mondo per questo repertorio.

Il concerto finale, del 23 aprile, vedrà protagonisti due musicisti che da ragazzini venivano ad ascoltare i concerti della Stagione musicale e oggi sono ai vertici della musica europea: il flautista Lorenzo Messina, a 23 anni secondo flauto dei leggendari Berliner Philharmoniker e il più giovane musicista in orchestra, e il direttore varesino Giovanni Conti, figlio d’arte, oggi Kapellmeister alla Deutsche Oper Berlin.

I due artisti, che hanno studiato assieme al Conservatorio di Milano e poi a Stoccarda, hanno inviato a Sartorelli un selfie scattato insieme da Berlino per ringraziare di aver avuto la possibilità di tornare in Stagione da protagonisti e non più da ascoltatori. Impegnativo e interessante il programma scelto, con il Concerto per orchestra d’archi della compositrice polacca Grazyna Bacewicz, il Concerto per flauto e orchestra in re maggiore K 314 e la Sinfonia n. 29 in la maggiore K 201 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Mario Chiodetti

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