Nel 1956 il comune di Gorla Minore acquistò dal Conte Gian Giuseppe Durini l’omonima Villa situata al centro del paese, dando così inizio il percorso che ha portato Villa Durini a passare da una dimora di famiglia alla sede del municipio.
Da allora sono passati 70 anni, che l’amministrazione Ermoni ha voluto raccontare con una mostra realizzata grazie all’aiuto di un gruppo di volontari, che negli ultimi mesi hanno raccolto testimonianza scritte e fotografiche per documentare tutti gli interventi che hanno trasformato Villa Durini, e il parco che la circonda, negli spazi che tutti i gorlesi oggi conoscono e amano.
«Da quando siamo arrivati ad amministrare – spiega la sindaca Fabiana Ermoni – avevamo in mente di realizzare una serie di progetti anche sulla Villa Durini che però, come sapete tutti, è soggetta a vincolo da parte della soprintendenza; parlando con loro abbiamo raccolto delle informazioni e del materiale storico, da cui abbiamo scoperto che quest’anno ricorrono i 70 da quando l’edificio è passato all’amministrazione comunale.
Collaborando con il gruppo che ha realizzato lo scorso anno la mostra su Prospiano, che ringrazio a nome di tutta l’amministrazione, è nata questa bellissima esposizione».
La mostra, che sarà visitabile all’interno della Sala Verde di Villa Durini tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, sino al 14 settembre, è stata suddivisa «in parti – sottolinea a nome dei volontari Nadia Belloni – partendo dai verbali di acquisto ed appalti, dalle foto dei restauri effettuati dalle diverse amministrazioni, per confrontare strutture e locali di un tempo con quelle che sono diventate oggi.
Inoltre abbiamo ascoltato e riportato il racconto di uno degli ultimi abitanti della Villa, prima che diventasse sede del Municipio, il Maestro Angelo Motta; infine è stata posta particolare attenzione al recupero dell'Oratorio, la cappella, che dopo anni di abbandono, verrà aperto alla visita del pubblico, nei tempi che deciderà l’amministrazione, cosi che tutti i cittadini possano finalmente vedere cosa si celava dietro le porte chiuse di fronte allo scalone».

Presente all’inaugurazione anche un’ospite speciale la signora Rita Ajmone Cat, figlia del generale Mario Ajmone Cat e della Contessa Carlangela Durini, erede del Conte Gian Giuseppe Durini, che nel 1967 cedette la restante parte della proprietà al comune.
Nel suo toccante discorso, la signora Ajmone Cat ha voluto non solo ripercorrere la storia della sua famiglia che, pur avendo radici ben salde a Gorla Minore, ha influenzato, negli anni tutta l’Europa e non solo, ma anche ricordare un’altra storica figura molto amata in paese.
«Questa dimora – racconta – fa parte della storia della parte materna della mia famiglia; io non ho mai vissuto qui, ma la mamma mi raccontava dei bisnonni che hanno trascorso gran parte della loro vita tra queste mura con particolare affetto.
Ringrazio tutti per avermi invitato a questa mostra tramite l’amabile intervento di Marco Ferri, che mi ha portato un vivo ricordo del suo straordinario papà, Peppo Ferri, una figura straordinaria di poeta, di artista, appassionato della storia e delle tradizioni della sua amata Gorla, negli anni aveva riscoperto e approfondito con entusiasmo e dedizione.
L’ho conosciuto quando era venuto da noi per consultare il nostro archivio, e con lui e la moglie nel corso degli anni abbiamo stretto una cara amicizia».

























