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Busto Arsizio | 13 agosto 2026, 08:50

FOTO - La malata che non guarisce mai: piazza Vittorio Emanuele langue e si sgretola

Il fondo è un susseguirsi di ondulazioni, con sanpietrini e lastre che si staccano. Non si salvano le pedane rialzate, le fioriere, i lampioni, i paletti né le panchine. Tocco ironico sulla vetrina sfondata a febbraio da un’auto fuori controllo: un cartello invita a non parcheggiare davanti, vicino o dentro il negozio. Nelle scorse settimane, approvato in giunta un progetto di fattibilità per mettere mano allo spazio

Lo spettacolo offerto nel pieno dell’estate da piazza Vittorio Emanuele II è desolante. Come noto, rifacimento e rattoppi non sono riusciti a conferire decoro a attrattività allo spazio urbano sul confine della Ztl. Ma l’usura verificabile in questi giorni è ancora più evidente del solito.

Sullo stato della pavimentazione, un’ondulazione via l’altra, si è scritto e riscritto. Anche oggi non si contano sanpietrini e lastre fuori sede o sul punto di staccarsi. Si aggiungono le “assi” delle parti rialzate, sollevate e coperte di scritte. Anche quando sono al loro posto, nelle connessioni fa capolino la vegetazione spontanea.

Panchine e fioriere hanno attirato l’attenzione dei graffitari, in più di un caso si notano le tracce, pressoché indelebili, di nastro adesivo utilizzato per fissare volantini ormai rimossi. Ancora, sul lato della piazza in cui si trovano i negozi si notano lampioni in lieve pendenza. Storture che si fanno più marcate nel caso dei paletti che dovrebbero indirizzare i veicoli in transito. Il condizionale è d’obbligo, visto quanto accaduto nello scorso febbraio, quando un’auto fuori controllo sfondò, senza incontrare barriere, la vetrina di un negozio (vedi QUI). Episodio che ha fatto scattare l’ironia dei titolari: oggi espongono un cartello con il simbolo del divieto di sosta e la richiesta di non parcheggiare vicino, davanti o dentro l’attività. 

Poche settimane fa l’approvazione, da parte della Giunta comunale, di un progetto di fattibilità da 850mila euro per riqualificare la piazza più sfortunata di Busto (vedi QUI) suscitò reazioni prevalentemente negative. Possibile, si sono indignati in tanti, che una porzione di città rimessa a nuovo da così poco tempo abbia già bisogno di risorse ingenti per essere rimessa in sesto?

Tra ipotesi di riapertura al traffico (la auspica l’assessore Matteo Sabba) e sogni passati dal cassetto al dimenticatoio (le fontane e l’autosilo interrato, per realizzare il quale venne trasferito l'imponente monumento ai caduti) la piazza sembra dare la sua risposta: la riqualificazione, radicale e si spera definitiva, è necessaria. Anzi, indispensabile.

Stefano Tosi

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