Anche i consiglieri di Qui per Esserci hanno voluto fare alcune considerazioni sulla vicenda che sta interessando il centro San Sebastiano di Nizzolina, sottolineando come, a loro parere, alcune delle motivazioni alla base delle scelte dell’ammirazione siano abbastanza confuse.
«Abbiamo appreso della decisione dell’amministrazione Scazzosi di risolvere il contratto con la cooperativa che aveva in gestione il centro Sanseba – spiega a nome del gruppo Maria Elisabetta Galli – dalla petizione dei ragazzi e dalle dichiarazioni delle parti pubblicate sulla stampa e leggendo quanto pubblicato sull’albo pretorio.
Siamo molto dispiaciuti di quanto è accaduto, anche in considerazione del fatto che si tratta di un progetto che è stato realizzato da noi e che abbiamo fortemente voluto, e ed oggi rappresenta un punto di riferimento per tanti ragazzi coinvolti in molte iniziative al servizio del territorio».
Un progetto che ha dato esisti positivi, secondo i consiglieri di minoranza, che sottolineano che in prima persona hanno «più e più volte potuto sperimentare l’accoglienza dei ragazzi e lo spirito di collaborazione con le realtà comunali e marnatesi. Per questo la chiusura lascia una ferita ancor più profonda».
Ma non è solo la scelta di chiudere la struttura a causare le perplessità del gruppo: «Da parte dell’amministrazione non c’è stata coerenza nel motivare questa scelta – prosegue l’ex prima cittadina – da un lato il sindaco, infatti, ha dichiarato che la chiusura è dovuta ad una temporanea inagibilità del luogo per danni causati da una bomba d’acqua verificatasi nei primi giorni di giugno.
Se questo fosse vero però, ci chiediamo come è stato possibile portare avanti le attività fino alla chiusura di giorni, e come sia possibile che le altre cooperative presenti nel centro stiano proseguendo regolarmente i propri incontri.
Dall’altro lato, nei documenti ufficiali pubblicati sull’albo pretorio, la motivazione della chiusura è un’interruzione del rapporto contrattuale in essere derivante da grave inadempimento della cooperativa per fatti accaduti a capodanno.
Quindi qual è la vera ragione?».
Nonostante i dubbi e le perplessità legate a quanto avvenuto, però, il gruppo Qui per Esserci ha le idee molto chiare: «Non crediamo che una drastica chiusura da un giorno all’altro dopo mesi dalla presunta causa indicata in determina, fosse l’unica soluzione – ribadisce Elisabetta Galli – e in ogni caso, riteniamo che, se dei problemi ci sono stati, si sarebbe potuta affrontare la questione rimodulando il rapporto, in maniera tale da porre maggiore attenzione da parte di tutti innanzitutto alla tutela dei ragazzi, consentendo la prosecuzione del rapporto».
È per questo che il gruppo di opposizione si è già mosso per fare chiarezza e trovare soluzioni alternative: «Riteniamo che si sarebbero dovute valutare alternative valide a garantire il servizio nell’ interesse di tutti i giovani coinvolti – conclude l’ex sindaco Galli – e per questo ci stiamo muovendo per chiedere l’intervento fattivo dell’amministrazione.
Abbiamo già presentato una mozione sul punto, e stiamo valutando altre eventuali iniziative per fare chiarezza e stimolare degli interventi da parte del comune».














