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Valle Olona | 16 maggio 2026, 08:02

Il regolamento antenne divide il consiglio di Marnate

A scatenare il dibattito la richiesta del gruppo “Qui per Esserci” di realizzare un documento che normi l’installazione delle future strutture

Il regolamento antenne divide il consiglio di Marnate

Ancora una volta ad essere al centro del dibattito politico marnatese è stata la nuova antenna telefonica sorta su un terreno privato al centro del paese, di cui si è parlato durante la maggior parte del consiglio comunale che si è svolto nella serata di venerdì 15 maggio.

A sollevare l’argomento è stato il gruppo “Qui per Esserci”, che ha presentato una mozione e un’interrogazione al riguardo, chiedendo alla maggioranza di impegnarsi nella realizzazione di un piano per regolamentare le nuove installazioni e di relazionare su quella della struttura appena costruita.

Ad introdurre i due punti è stata la capogruppo Maria Elisabetta Galli: «Le nostre richieste prendono spunto – ha spiegato la consigliera – dall’installazione di un’antenna su un’area privata all’interno della zona abitata al centro del paese.
C’è stata molta discussione nella comunità relativamente a questo impianto, molte domande sono state fatte dai cittadini, ma ad esse sono seguite solo alcune risposte evasive».

È da queste premesse che è nata “l’interrogazione consiliare in merito all’installazione di antenna/ripetitore su area privata in assenza di evidenze autorizzative”, alla quale ha risposto il sindaco Marco Scazzosi.

Per il primo cittadino è stata l’occasione per ribadire che il comune ha potuto solo operare attività di vigilanza e controllo all’esterno, durante le quali ha provveduto a controllare la legittimità dell’iter autorizzativo, non riscontrando vizi e irregolarità di alcun tipo sia nel processo che ha portato all’installazione della struttura, sia nelle emissioni, che rientrano pienamente nei parametri previsti dalla normativa.

«C’è anche stata una call con l’azienda telefonica – ha sottolineato Scazzosi – e in quell’occasione i suoi rappresentati hanno confermato la volontà di completare l’installazione, e di non considerare minimamente la possibilità di spostare la struttura, dati gli investimenti già fatti per costruirla.
Inoltre hanno spiegato che non ne saranno realizzate altre, perché con questa per quanto li riguarda è stata raggiunta la piena copertura».

La discussione, poi, si è spostata sulla mozione con cui il gruppo di minoranza richiedeva “trasparenza autorizzativa installazione impianto di telecomunicazione e predisposizione piano comunale delle antenne”.

«Da un lato c’è, è vero, la necessità di potenziare questi strumenti tecnologici – ha proseguito la capogruppo Galli – ma dall’altro c’è quella di tutelare il diritto alla salute e alla proprietà privata dei cittadini.
Siccome il comune non ha un regolamento che disciplini questa materia, chiediamo che il sindaco e giunta si impegnino a realizzare un regolamento, come hanno fatto anche alcune città del nostro territorio».

Alla lettura della mozione ha fatto seguito la richiesta della maggioranza di dividerla in diversi punti da votare, o emendare, singolarmente, poiché, «ci sono alcuni punti – ha spiegato il sindaco – che non possiamo accogliere, e votarla punto per punto ci permetterebbe di non cassarla del tutto, anche grazie ad alcuni emendamenti».

Dopo aver chiarito gli aspetti che sarebbero stati rigettati e quali gli emendamenti proposti, tra cui la decisione di non realizzare un regolamento per le antenne indipendente, ma di inserire il documento all’interno del procedimento più vasto e articolato che porterà alla variante del PGT, il primo cittadino ha chiarito le motivazioni di questa scelta.

«Un eventuale regolamento può essere facilmente impugnato e disconosciuto dagli operatori – ha ribadito il primo cittadino – se inserito nell’iter procedurale del pgt ha sicuramente una valenza più forte.
Nulla vieta, una volta approvato il documento di piano, di creare comunque un regolamento specifico».

Una proposta che non ha trovato il consenso del gruppo “Qui per Esserci”: «Prendo atto – ha ribattuto Elisabetta Galli – che quest’amministrazione non ha a cuore questa problematica e vuole aggirare l’ostacolo perseguendo un iter molto più lento e lungo».

A fare da paciere durante il lungo dibattito è stato il consigliere Luca Vergani, che ha in più occasioni proposto di sospendere la seduta per lavorare ad un testo congiunto che recepisse i contributi di tutto il consiglio comunale.

«È ora – ha esortato il consigliere di minoranza – di superare le diversità, le differenze, le contrapposizioni e quell’ideologia totalitaria che sovente in quest’aula porta a respingere tutto ciò che arriva dallo schieramento opposto.
La rivalità che c’è ci impedisce sempre di fare un lavoro di squadra, confondendo la cittadinanza e finendo per far perdere a tutti, come stasera, un sacco di tempo; anziché discutere per quasi due ore sarebbe stato meglio superare differenze e posizioni preconcette per emendare insieme la mozione e creare un documento realmente condiviso».

Proposta infine accettata anche dal resto del consiglio comunale, che ha votato all’unanimità il ritiro della mozione con la promessa di ripresentarla nella prossima seduta dopo aver lavorato insieme per produrne una versione approvata da tutti i gruppi consiliari.

Loretta Girola

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