Venerdì 22 maggio, vigilia del 23 maggio data in cui dal 2002 l'Italia celebra la Giornata Nazionale della Legalità in ricordo della strage di Capaci del 1992, Castellanza celebra l’anniversario con un impegno civico concreto.
Al CineTeatro di via Dante va in scena lo spettacolo teatrale «Sono stato anch'io – La mia vita in fuga dalla mafia», dedicato alla vicenda di Piero Nava, primo testimone di giustizia nella storia italiana. A Roma, intanto, il sindaco Cristina Borroni parteciperà alle celebrazioni per i 30 anni di Avviso Pubblico - Enti locali e Regioni contro le mafie e la corruzione, l’associazione a cui il Comune di Castellanza aderisce dal 2018.
«Venerdì 22 maggio sarò a Roma per celebrare i trent'anni di Avviso Pubblico - sottolinea il sindaco di Castellanza, Cristina Borroni -, un anniversario che per Castellanza ha un significato preciso: la nostra città è parte di questa rete dal 2018, e in questi anni l'appartenenza all'associazione ha significato molto più di una semplice adesione formale. Avviso Pubblico nasce dalla convinzione che la lotta alle mafie e alla corruzione non possa essere delegata soltanto alla magistratura o alle forze dell'ordine, ma debba attraversare ogni livello delle istituzioni, a partire da quelle più vicine ai cittadini: i Comuni. Tre decenni di lavoro in rete dimostrano che il coordinamento tra enti locali è uno strumento concreto e indispensabile: costruisce cultura della legalità, rafforza la capacità di riconoscere e contrastare le infiltrazioni, e restituisce ai territori la consapevolezza che lo Stato è presente. Celebrare questa ricorrenza alla vigilia del 23 maggio non è un caso: Falcone ci ha insegnato che le mafie si battono insieme, con metodo, con le istituzioni, e con la memoria tenuta viva ogni giorno».
Lo spettacolo teatrale, tratto dal libro «Io sono nessuno» di Pietro Nava, racconta una vicenda di straordinario valore civile.
Il 21 settembre 1990 Piero Nava, rappresentante di commercio lecchese, assistette per caso all'omicidio del giudice Rosario Livatino sulla strada tra Agrigento ed Enna. Scelse di denunciare ciò che aveva visto, e da quel momento la sua vita cambiò radicalmente: lasciò affetti, lavoro e quotidianità per diventare il simbolo di una scelta difficile e necessaria. Lo spettacolo restituisce il ritratto di un uomo comune che, senza retorica eroica, fece semplicemente la cosa giusta, pagando personalmente il prezzo della propria testimonianza. La mattina del 22 maggio, alle 9, lo spettacolo sarà proposto agli alunni dell’istituto Da Vinci nell’ambito delle iniziative del Piano per il Diritto allo Studio. La replica serale, alle 21, sarà invece aperta a tutta la cittadinanza con ingresso libero.
«Con questo spettacolo vogliamo offrire alla città un'occasione autentica di riflessione e consapevolezza - spiega l’assessore alla Cultura Davide Tarlazzi -. La vicenda portata in scena testimonia il coraggio di chi, davanti al male, sceglie di non voltarsi dall’altra parte, accettando sacrifici personali pur di affermare la giustizia. Viviamo la Giornata della Legalità nella consapevolezza che i valori democratici si difendono ogni giorno attraverso comportamenti concreti e senso civico, ricordando le parole del Presidente della Repubblica: la lotta alle mafie è compito e dovere di tutti coloro che amano la Repubblica e intendono renderne migliore il futuro».
Il testo teatrale è curato da Lorenzo Bonini, Stefano Scaccabarozzi e Paolo Valsecchi. In scena Alberto Bonacina e Sara Velardo, autrice anche delle musiche originali. La regia è di Alberto Bonacina, con il supporto alla regia e il coordinamento alla produzione di Roberta Corti. La direzione tecnica è di Matteo Binda, il service audio di Luca Zugnoni, le fotografie di Giada Canu.














