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Scuola | 12 marzo 2026, 19:55

Cascina dei Poveri, memoria e futuro del territorio: al Liceo Candiani-Bausch il convegno tra storia, identità e progetti di valorizzazione

Al Liceo artistico si è tenuta la conferenza dedicata al libro sulla Cascina dei Poveri, luogo simbolo della storia e dell’identità di Busto Arsizio. Studiosi, architetti, studenti e istituzioni hanno approfondito nuovi documenti, prospettive di recupero e progetti di valorizzazione dell’area. L’incontro si è concluso con la visita alla mostra dei lavori e delle proposte per trasformare la cascina in uno spazio culturale e comunitario

Si è svolta nell’Aula Magna del Liceo Artistico, Musicale e Coreutico Candiani-Bausch di Busto Arsizio la conferenza-presentazione del volume “Cascina dei Poveri di Busto Arsizio – Luogo del Cuore 3: nuovi documenti e progetti”, promossa dalla Commissione Biblioteca dell’istituto e coordinata dalla referente prof Elena Ferrari. L’iniziativa ha riunito studiosi, professionisti, studenti e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sul valore storico, culturale e sociale di uno dei luoghi più significativi del territorio bustocco, oggi al centro di nuove prospettive di recupero e valorizzazione.

Ad aprire i lavori è stata la docente Elena Ferrari, che ha accolto il pubblico e presentato i relatori dell’incontro, moderato da Francesca Boragno. La conferenza ha preso avvio con l’intervento del professor Tito Olivato, che ha posto l’attenzione sul valore culturale e identitario della Cascina dei Poveri come testimonianza della storia e della memoria di un territorio e della sua comunità. Nel corso della relazione sono stati presentati nuovi documenti emersi dalle ricerche più recenti e sono state avanzate alcune suggestive ipotesi interpretative, tra cui il richiamo alle fonti storiche di Tacito. Olivato ha inoltre sottolineato il ruolo che il complesso potrebbe assumere in un progetto di recupero sociale e territoriale capace di rafforzare il legame con il quartiere Beata Giuliana e con l’intera città. Tra le provocazioni lanciate durante l’incontro, anche la proposta simbolica di intitolare il nuovo ospedale cittadino proprio “Ospedale Beata Giuliana”, in omaggio alla storia e all’identità del quartiere.

La dimensione storica della Cascina dei Poveri è stata approfondita dalla professoressa Rosaria Lualdi, che ha ripercorso le tappe principali della presenza della cascina nella storia di Busto Arsizio. Il suo intervento ha ricordato anche il concorso di idee del 1980 e il coinvolgimento delle scuole, segno di una sensibilità già presente nel passato verso la tutela e il recupero di questo luogo. Il confronto tra ieri e oggi ha messo in luce come il dibattito sulla salvaguardia della cascina sia rimasto vivo nel tempo, alimentato dall’impegno di studiosi, cittadini e istituzioni.

Le prospettive di trasformazione e valorizzazione sono state al centro della relazione dell’architetto Sandro Criseo, che ha illustrato possibili scenari di recupero funzionale e di ristrutturazione edilizia dell’edificio. L’attenzione si è concentrata anche sulla sistemazione dello spazio circostante e sul ruolo del paesaggio urbano, con l’obiettivo di restituire alla cascina una funzione capace di integrarsi con il contesto cittadino e con le esigenze della comunità.

Durante il convegno hanno trovato spazio anche i lavori degli studenti della classe 5A del liceo, che hanno presentato alcune riflessioni e proposte nate nell’ambito delle attività didattiche. Il loro contributo ha rappresentato un momento significativo dell’incontro, dimostrando come la scuola possa essere un luogo di elaborazione culturale e progettuale sul futuro del territorio.

L’architetto Anna Fumagalli ha poi approfondito gli aspetti architettonici e costruttivi della cascina, soffermandosi sulle caratteristiche edilizie, sugli elementi architettonici di maggiore rilievo e sullo stato attuale della struttura. Particolare interesse ha suscitato il racconto della scoperta di alcuni “elementi misteriosi” emersi durante le analisi dell’edificio, che aprono nuove piste di studio e interpretazione. Nel corso dell’intervento sono stati presentati anche i lavori realizzati negli anni passati dagli studenti delle ex classi 5A1 e 5A2, frutto di un percorso di ricerca guidato dalla stessa Fumagalli.

Alla conferenza, anche l’assessore all'istruzione Chiara Colombo e alla Cultura del Comune di Busto Arsizio, Manuela Maffioli, che ha sottolineato come il tema della Cascina dei Poveri si inserisca pienamente nel rapporto tra cultura, identità e territorio. «La cultura a Busto Arsizio ha a che fare con il territorio e affonda le radici nella propria storia – ha osservato –. È una coscienza di sé che parla della consapevolezza di una comunità, fatta anche di spazi. La tutela degli spazi significa difendere i luoghi nei quali si svolge la vita della comunità, e in questo discorso si inserisce anche il recupero della Cascina dei Poveri». L’assessore ha ricordato che progetti di questo tipo comportano inevitabilmente costi e complessità, ma ha ribadito come nulla sia impossibile grazie alla collaborazione tra diversi livelli istituzionali. Maffioli ha inoltre annunciato che l’amministrazione sta lavorando per un riconoscimento all’architetto Castiglioni, figura che ha scritto una pagina importante nella storia del recupero della cascina, e ha richiamato il recente Festival dell’Architettura organizzato in città, che ha valorizzato l’architettura come autentica disciplina culturale.

L’incontro è stato arricchito anche dalla proiezione di fotografie della Cascina dei Poveri realizzate con droni, immagini suggestive che hanno mostrato il complesso e la vicina chiesetta da prospettive inedite. Alcune di queste fotografie sono state accostate a celebri opere della storia dell’arte, creando un dialogo visivo tra patrimonio locale e grandi riferimenti artistici.

A conclusione della conferenza, i partecipanti hanno potuto visitare la mostra allestita negli spazi del liceo, composta da pannelli dedicati alla storia della cascina e alle possibili prospettive di recupero. L’esposizione presenta progetti di riorganizzazione del verde e ipotesi di trasformazione dell’area in un parco urbano, insieme alla proposta di un “Community Hub Cascina dei Poveri”, immaginato come spazio di incontro, cultura e servizi per la comunità.

Il convegno ha così offerto un’occasione di confronto tra storia, ricerca e progettualità, confermando come la Cascina dei Poveri rappresenti non solo una testimonianza del passato, ma anche una risorsa per immaginare nuovi scenari di sviluppo culturale e sociale per Busto Arsizio.

L.Vig.

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