Code interminabili alle 8 del mattino e alle 6 di sera, clacson, sorpassi e un tempo che sembra essersi fermato. Siamo a inizio marzo 2026, ma su viale Boccaccio sembra di essere tornati a un anno fa, quando i residenti di Borsano e Sant'Edoardo scesero in piazza per protestare contro la viabilità congestionata dai semafori "intelligenti".
All'epoca, l'amministrazione aveva risposto approvando un piano sperimentale: chiudere i varchi d'inversione con barriere new jersey per fluidificare il traffico. Un piano che però è stato poi osteggiato dalla parte borsanese, modificato in corsa con l'ipotesi di "rotondine" temporanee (come in via Lodi), e infine finito nel cassetto.
L'esasperazione di Sant'Edoardo: "Non solo i semafori sono intelligenti"
Oggi, all'incrocio tra viale Boccaccio e le vie Alba/Vizzola (cuore del quartiere Sant'Edoardo), la pazienza vacilla. A farsi portavoce del malcontento è una residente, che fotografa una situazione immutata: «Dopo tanti anni, dopo le proteste, dopo la raccolta firme del quartiere Sant’Edoardo per sensibilizzare la giunta a un cambio radicale, nulla è cambiato. È trascorso ormai quasi un anno dall’iniziativa popolare e ci sono state solo confuse promesse di chiusure varchi e installazioni di rotatorie. Nel concreto? Tanti sorpassi azzardati e pericolosi sulla corsia di sinistra, blocco totale del traffico proveniente dalle vie laterali, con le auto che non riescono a girare a sinistra e ingolfano l’incrocio. E un gran suonare di clacson ad ogni ora».
La cittadina lancia un avvertimento politico chiaro in vista delle prossime scadenze elettorali: «Cosa si aspetta per prendere provvedimenti? Si era parlato di autunno '25, e ora siamo quasi alla primavera del '26».
La replica di Gorletta: «Fermati dal Pnrr e dalle proteste»
A rispondere e a fare chiarezza su cosa sia successo nei palazzi comunali in questi mesi è Alex Gorletta, consigliere comunale delegato alla Viabilità, che conferma la situazione di stallo, spiegandone però le ragioni burocratiche e progettuali.
«Il discorso del Boccaccio si è effettivamente arenato – spiega Gorletta – ma non per mancanza di volontà. Gli uffici comunali sono impegnati con la fase conclusiva del Pnrr, che assorbe troppe attenzioni e risorse. A questo si aggiungono i ritardi dovuti alle vicissitudini e alle proteste dei mesi scorsi».
L'idea iniziale, in Comune e negli uffici della Polizia municipale, era quella di una sperimentazione temporanea (magari nei mesi estivi, a scuole chiuse) per testare l'assenza dei semafori e lo scorrimento prima di progettare le rotonde definitive. Poi lo stop indirizzato dalle proteste ha costretto a un cambio di rotta e al conseguente allungamento dei tempi di realizzazione.
Le barricate sollevate dai cittadini (e da parte della politica) contro la chiusura provvisoria dei varchi hanno spinto l'amministrazione a cambiare strategia.
Qual è dunque il piano oggi? «Abbiamo tutta la volontà di sperimentare perché i dati analitici servono, ma dobbiamo testare con mano e far vedere ai cittadini come cambia la strada. Magari all'inizio servirà abituarsi a nuove abitudini, anche per il bene della collettività – annuncia il consigliere delegato – L'obiettivo resta portare viale Boccaccio a essere un viale di scorrimento, in cui il traffico è più fluido rispetto ad adesso. Il progetto, ovviamente, era ed è più ampio: restringere la carreggiata in alcuni punti, delimitare i parcheggi, con l'obiettivo di ridurre la velocità dove necessario e aumentare la sicurezza agli incroci sia per chi guida, sia per i pedoni».
Questo, però, cambia le carte in tavola per tempistiche e costi. Non si tratta più di spendere 30mila euro per blocchi di plastica, ma di finanziare vere e proprie opere pubbliche. «La priorità ora è far correre la discussione sul Pums (ndr Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Sicuramente l'esperienza del "tavolo Pums" con la maggioranza sta andando alla grande e c'è un bel clima di collaborazione. Mi piacerebbe portare su quel tavolo altri progetti, così come viale Boccaccio, per decidere insieme come muoverci».
Sulle tempistiche per l'apertura dei cantieri, Gorletta preferisce la cautela per non creare false aspettative: «Non mi sbilancio sui tempi. Quello che posso assicurare è che nei prossimi mesi il tema andrà in maggioranza per trovare una soluzione condivisa e definitiva».













