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Busto Arsizio | 27 ottobre 2025, 18:10

Viale Boccaccio, la preoccupazione dei residenti: «Tagliati fuori dal quartiere». Presidio in municipio

La chiusura di tutti i varchi centrali, anche in corrispondenza degli incroci regolati dal semaforo, fa discutere a Borsano. Domani sera alcuni residenti di via Cardinal Ferrari e dintorni si riuniranno davanti al municipio prima dell’inizio del Consiglio comunale

Viale Boccaccio, la preoccupazione dei residenti: «Tagliati fuori dal quartiere». Presidio in municipio

Chiusi tutti i varchi centrali, anche in corrispondenza degli incroci regolati dal semaforo. Per svoltare a sinistra o invertire il senso di marcia, bisognerà raggiungere le rotatorie.
La rivoluzione della viabilità sul viale Boccaccio – varata in via sperimentale nell’ultima seduta di giunta (leggi qui) – fa discutere a Borsano.
A storcere il naso sono soprattutto i residenti della zona, che si vedranno costretti a percorrere diversi metri in più per raggiungere le rotonde per potersi recare verso il centro del quartiere o Legnano.

Dopo le proteste sui social, la levata di scudi è pronta a farsi concreta. È partita in queste ora una raccolta di firme e domani, martedì 27 ottobre, un gruppo di borsanesi si radunerà davanti al municipio prima dell’inizio del Consiglio comunale, in programma alle 21.
«Una decisione arrivata all'improvviso», osserva a proposito della sperimentazione Rita Bandera, residente in via Cardinal Ferrari, proprio nei pressi di uno degli incroci con semaforo “incriminati”.

Qui, tra farmacia, aziende, campo sportivo e abitazioni, c’è il timore che i benefici sul traffico non saranno quelli auspicati. «E per quanto riguarda la sicurezza, cosa c’è di più sicuro di un incrocio regolato dal semaforo?».
Di certo, «per noi sarà impossibile raggiungere molti posti a meno di arrivare fino alla rotonda di Brughetto. Sarà un problema anche portare i bambini a scuola a Borsano. E, non avendo altri sbocchi a causa del Parco Alto Milanese, ci sentiamo particolarmente penalizzati».

Insomma, la signora Bandera (insieme a un gruppo di persone che si sta mobilitando in queste ore), teme che con questa sperimentazione i residenti finiranno col sentirsi «tagliati fuori» dal quartiere.
Così, è partita la petizione e domani alcuni cittadini si faranno vedere a Palazzo Gilardoni: «La chiusura del varco è una scelta estrema che andrà a inficiare sui nostri spostamenti, non potevamo restare fermi». Chissà se qualche amministratore si fermerà ad ascoltarli.

R.C.

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