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Fuoriporta | 08 febbraio 2026, 12:00

Piatto del Festival: sarà Maurizio Pinto a firmare il Cappon magro dell’iniziativa enogastronomica legata al Festival di Sanremo

Lo chef del ristorante Voltalacarta di Genova firmerà l'esclusiva cena di gala il 23 febbraio sul roof dell’Hotel Nazionale, celebrando l'identità ligure tra tradizione e artigianalità.

Crediti fotografici: immagini gentilmente fornite dallo chef Maurizio Pinto, ristorante Voltalacarta di Genova.

Crediti fotografici: immagini gentilmente fornite dallo chef Maurizio Pinto, ristorante Voltalacarta di Genova.

In occasione del 76° Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026, torna uno degli appuntamenti più attesi dedicati all’incontro tra eccellenze, territorio e creatività culinaria.

Lunedì 23 febbraio, il roof dell’Hotel Nazionale di Sanremo ospiterà una cena di gala esclusiva, in un contesto unico con vista panoramica sul mare e sul cuore della città dei fiori. L’iniziativa unirà la valorizzazione del territorio all’incontro tra imprese, inserendosi nella grande vetrina internazionale del Festival.

Protagonista della serata sarà lo chef Maurizio Pinto, del ristorante Voltalacarta di Genova, chiamato quest’anno a interpretare il Piatto del Festival 2026. Nel corso dell’evento verrà presentato in anteprima il Cappon magro, uno dei piatti simbolo della tradizione gastronomica ligure, interpretato nel segno del rispetto, della memoria e delle materie prime.

«Siamo onorati di essere stati scelti per rappresentare il Piatto del Festival, un evento che, proprio come il Cappon magro, vive di storia, memoria e orgoglio ligure – racconta lo chef Maurizio Pinto –. Con il mio team di Voltalacarta abbiamo scelto di valorizzare l’anima più autentica e maestosa di questo piatto, restituendogli l’importanza che merita.

Il ristorante Voltalacarta, con 19 anni di attività nel cuore di Genova, ha costruito nel tempo un percorso solido e riconosciuto, presente nelle principali guide gastronomiche italiane. Negli anni il nome del ristorante si è legato in modo particolare proprio al Cappon magro, autentico piatto monumentale della cucina genovese e ligure. Consapevoli delle numerose versioni esistenti — tutte rispettabili e parte della storia di questa ricetta — abbiamo scelto di renderne protagonista l’aspetto più conviviale e maestoso, simbolo di una Liguria che ama accogliere e condividere.

Nato come versione “magra” del cappone durante il periodo quaresimale, il Cappon magro è oggi un piatto imprescindibile delle grandi occasioni festive, in particolare del Natale genovese. È una preparazione complessa e stratificata, dove pesce e verdure si incontrano grazie alla salsa verde, elemento centrale della composizione, che poggia sulle tradizionali gallette del marinaio dello storico Panificio Maccarini di San Rocco di Camogli.

Fondamentale è anche la collaborazione con il Frantoio di Sant’Agata di Oneglia, da oltre dieci anni punto di riferimento della nostra cucina: il suo olio extravergine di oliva Taggiasca, insieme a olive, capperi e acciughe, definisce il gusto predominante del piatto e contribuisce a rendere il Cappon magro quella che considero la regina delle insalate liguri. Una ricetta che si fonda su più di venti ingredienti, tanta pazienza e, soprattutto, un delicato equilibrio di sapori. Questo piatto – conclude lo chef - come il Piatto del Festival, rappresenta la nostra identità: un dialogo costante tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro».

L’iniziativa, promossa dal Gruppo MoreNews e da CNA Imperia, conferma la volontà di trasformare il Piatto del Festival in uno strumento di marketing turistico e culturale, capace di raccontare Sanremo e la Liguria ben oltre i giorni della kermesse canora.

«Il Piatto del Festival rappresenta, anno dopo anno, molto più di una proposta gastronomica: è il racconto di un progetto nazionale, capace di unire territori, imprese e visioni diverse attraverso il linguaggio universale della cucina. Ogni edizione ha saputo valorizzare eccellenze, chef e tradizioni provenienti da tutta Italia, costruendo un percorso che mette in dialogo identità differenti all’interno di un’unica grande esperienza legata al Festival di Sanremo.  racconta Luciano Vazzano di CNA.

Quest’anno la scelta di uno chef ligure come Maurizio Pinto, chiamato a reinterpretare un grande classico della tradizione come il Cappon magro, rappresenta un ritorno consapevole alle radici, senza rinunciare all’apertura e alla capacità di parlare a un pubblico internazionale.

Per CNA – continua Vazzano - la ristorazione è un settore strategico: gli chef sono a tutti gli effetti Maestri Artigiani della cucina, interpreti della trasformazione delle materie prime, delle idee del gusto, veri artisti capaci di unire tecnica, creatività e identità. Attraverso il loro lavoro quotidiano prendono forma valori che sono patrimonio del nostro Paese. Siamo orgogliosi per il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, un risultato che dimostra come, quando il sistema Paese fa squadra, si riescano a raggiungere traguardi straordinari.

La cucina italiana è identità e storia, economia e socialità, cultura e tradizione: è una pratica viva, quotidiana, che parla di comunità e di futuro. Con il Piatto del Festival e con eventi come la Cena di Gala del 23 febbraio, CNA Imperia continua un percorso di ricerca e valorizzazione delle eccellenze italiane e del territorio che le ospita, convinta che qualità, artigianalità e collaborazione siano il vero motore dello sviluppo turistico e socio-economico del nostro Paese.»

Tutte le informazioni su: https://www.ilpiattodelfestival.it/.

I.P.

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