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Opinioni | 06 febbraio 2026, 08:16

Giornata dei calzini spaiati 2026: originalità o errore, unicità o diversità? Dai piccoli bustocchi arriva un insegnamento

Il 6 febbraio sarà la Giornata dei calzini spaiati, 24 ore in cui si è invitati ad indossare due calzini non accoppiati per colori, fantasie, forme e/o dimensioni per celebrare la creatività, sensibilizzare sulle differenze individuali, accettare le diversità e incoraggiare l’inclusione sociale promuovendo il rispetto e l’accettazione di chi è diverso da noi. Spiegare e far comprendere fin da piccoli l’importanza dell’inclusività e la bellezza di accettare il diverso ma uguale è essenziale

Giornata dei calzini spaiati 2026: originalità o errore, unicità o diversità? Dai piccoli bustocchi arriva un insegnamento

Solitamente le calze si indossano in coppia uguale, ma quando ciò non avviene diventano una metafora per esplicare l'idea di diversità e unicità: anche se differenti svolgono la stessa funzione di coprire i piedi. L’apparente "errore" di mettere calzini non uguali invita a riflettere su come essere diversi non sia un difetto ma è una ricchezza in quanto, proprio come i calzini spaiati, anche noi siamo diversi gli uni dagli altri. Queste nostre differenze sono proprio ciò che ci rende unici; come è ben  descritto nel libro Mondo calzino: “Tutti i calzini fanno una scoperta divertente: anche se ora a Mondo calzino si sta tutti mescolati, la nuova realtà non è poi così male. Il cassetto è esattamente lo stesso di sempre, ma ora sembra decisamente più colorato di prima!”

Tale giornata ricorda anche che a volte ci sentiamo obbligati ad adeguarci alle aspettative degli altri, ma essere sé stessi è bello perché mostriamo la nostra personalità. 

Tutti questi valori vengono trasmessi fin dai primi anni di vita da genitori, educatori e insegnanti che lavorano sul concetto di diversità tutti i giorni perché "è importante parlare di diversità e differenze già da piccoli, per sviluppare l’intelligenza emotiva di ciascun bambino, imparare a gestire le proprie emozioni e la loro empatia. Per il bambino è fondamentale comprendere che non tutti hanno lo stesso aspetto, gli stessi interessi e gli stessi pensieri ma che queste diversità non rendono differenti ma unici: è proprio la nostra unicità a renderci speciali» spiega Giulia Brazzelli, ventinovenne maestra in una scuola dell’infanzia di Busto Arsizio. Ella precisa poi che il messaggio che vogliono trasmettere come insegnanti non è quello di “imparare ad accettare” l’altro, le sue caratteristiche e le sue differenze, ma che tutti siamo diversi e, come dice sempre ai suoi bambini, “menomale che siamo diversi, pensate che noia se ci fossero tante maestre Giulia in classe!”

Spesso si sente dire che “i bambini sono puri e non vedono le differenze”, questo sembra essere in contrasto con questa giornata ma Giulia mi spiega che il problema è che i fanciulli si trovano oggi in un mondo pieno di stimoli, sempre di corsa, con adulti spesso sovraccarichi di impegni e responsabilità che non sempre riescono a nascondere questi stati d’animo; i bambini sono incredibilmente bravi ad osservare e capire come ci sentiamo, per questo motivo risulta fondamentale sensibilizzare fin da subito su quelli che sono argomenti ritenuti “delicati” come quello della diversità.

Questa giornata è diffusa in molte parti del mondo, ma ogni paese ha la sua data, le sue motivazioni e suoi obiettivi leggermente differenti gli uni dagli altri; in Italia la prima edizione fu nel 2014 su iniziativa di una maestra di scuola primaria, Sabrina Flapp, di Terzo di Aquileia (in provincia di Udine). Da allora ogni anno il primo venerdì del mese di febbraio, alunni, genitori, insegnanti e personale scolastico sono invitati a indossare calzini spaiati; ma l’iniziativa simbolica è rivolta a tutti per una sensibilizzazione sempre più ampia.

«Durante questa giornata chiediamo ai bambini di venire a scuola indossando due calzini spaiati, non uguali; con questo piccolo gesto riusciamo a mostrargli in maniera immediata cosa intendiamo con “differenze”. Per loro diventa un giorno di festa, durante il quale mostrano con fierezza le loro calze “single” e le confrontano con quelle dei compagni e delle maestre» dice Giulia che continua col racconto pratico delle attività previste nella sua classe: «con i bambini iniziamo proprio dalla base con un gioco: in una scatola inseriamo un piccolo specchio, a turno ogni bambino apre la scatola e guarda cosa c’è dentro ma gli si chiede di mantenere il segreto fino a quando tutti avranno visto all’interno. Alla fine chiedo cosa hanno visto nella scatola ma rispondere non è facile, piano piano riescono a capire che nella scatola c’erano proprio loro, ognuno con le proprie caratteristiche. Ci concentriamo sulle differenze fisiche: “maestra Giulia ha i capelli lunghi e lisci; maestra Alessia ha i capelli ricci; una compagna ha i capelli biondi. Maestra Giulia è più grande e per questo è più alta. Maestra Giulia ha tanti anni, invece noi siamo più piccoli”. Queste sono le frasi tipiche che dicono i bambini e intanto, divertendosi, iniziano a notare che siamo tutti diversi. Partendo da queste differenze visibili immediatamente, sviluppiamo l’empatia dei più piccoli e li prepariamo ad accettare se stessi e gli altri. In classe leggiamo storie, racconti e canzoni. Ed è proprio con una frase tratta dalla storia Macchia e i calzini spaiati, sulla quale mi soffermo spesso anche con la mia classe, che voglio lanciare a tutti un messaggio per la riflessione: “Perché il bello dei calzini è proprio questo: ci ricordano che siamo tutti diversi e che essere spaiati, unici, non è poi così male se impariamo a volerci bene. Guardate i calzini spaiati stesi sul filo: tutti insieme, non sono bellissimi?”».

Valentina Bottini

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