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Busto Arsizio | 24 gennaio 2026, 17:33

VIDEO - Pulcinella, i palloncini e le note di Modugno per l’ultimo saluto a Mimmo: «Tu sì ’na cosa grande»

Folla commossa al funerale di Domenico Rossi, il pizzaiolo entrato nel cuore di Sacconago e di Busto con la sua capacità di accogliere e il suo carisma. I nipoti: «Non dimenticheremo la tenerezza che ci hai donato, il tuo sorriso, il tuo profumo»

Al termine della cerimonia funebre con cui, a Sacconago, si è dato l’ultimo saluto a Domenico Rossi, “Mimmo” per una comunità ampia fatta di familiari, amici e avventori affezionati del suo locale, l’avvocato Manuela Brazzelli Lualdi ha voluto ricordare il cliente, incontrato per ragioni professionali, e l’uomo, apprezzato per le capacità imprenditoriali e la solidità dei valori. «Guardate quello che ha creato. È tutto qui da vedere» ha scandito. E in effetti, fra le panche gremite della “chiesa nuova”, l’opera di Mimmo si coglieva. Una tessitura di relazioni e di sentimenti partita da un locale, dal buono di una pizza, e approdata alla costruzione di rapporti fra le persone.

«Mi dicono – ha sottolineato nell’omelia don Claudio Caregnato – che per lui, lui che tanto bene ha voluto alla famiglia, il lavoro è stato un po’ come un quarto figlio, tanta è stata la passione che ci ha messo (…) Non è facile in momenti come questo trovare la strada della fede. Ma la fede è dono prezioso e bello. Non toglie il dolore, aiuta ad attraversarlo. Ci aiuta ad avere speranza, ad alzare lo sguardo». Il sacerdote ha anche accennato alla maschera da pulcinella appoggiata sulla bara, vicino alle rose rosse. Un marchio di fabbrica, un simbolo dell’estro cui Mimmo dava sfogo, portandolo letteralmente fra i tavoli, tra la gente.

«Siamo e saremo orgogliosi di portare il tuo cognome – il messaggio dei nipoti – ricorderemo la tenerezza che ci hai donato, la tua voce, il tuo profumo». Massimo, uno dei figli, fiato corto per l’emozione, ha parlato osservando la chiesa piena e partecipe: «Solo adesso mi rendo conto appieno di quello che è stato. Faremo di tutto per continuare, per proseguire il suo viaggio». Poi la voce si è fatta sicura. Per intonare, accompagnato dal sax, “Tu sì ’na cosa grande”.

All’esterno, con gli inevitabili colori del Napoli, hanno spiccato il volo palloncini e lanterne. Sollevando al cielo gli occhi, umidi, di tutti.

Stefano Tosi

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