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Storie | 29 agosto 2025, 15:45

Fenomeno "Svaresando": la provincia di Varese diventa virale grazie a un bustocco

La storia social di Valerio Fazio, il creator nato a Busto Arsizio e oggi residente a Gorla Minore. Con il suo profilo @reveliozaifa racconta i comuni della del Varesotto con un'ironia spontanea ma ricercata: «Partivo in bici da casa mia a Madonna Regina e giravo nei paesi della zona, dopo un po' ho deciso di raccontarli con alcuni brevi video». Ora conta oltre 100k follower

È “Svaredì”, il neologismo con cui Valerio Fazio, 32 anni, ha ribattezzato il suo appuntamento settimanale con migliaia di follower. Ogni venerdì, infatti, @reveliozaifa (oltre 100k di seguaci su instagram) pubblica una nuova puntata di “Svaresando”, il format che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili e simpatici del web varesino.

Su e giù per la provincia, toccando tutti i comuni, anche i più piccoli. E se la “vittima” di oggi è stata Morazzone, in precedenza dalle sue “grinfie” erano passate anche Gorla Maggiore (https://www.instagram.com/p/DJJZuhJijr1/), Gorla Minore (https://www.instagram.com/p/DGVQ8CniFvR/) e Fagnano (https://www.instagram.com/p/DIlWosdC25R/). 

In ogni reel, con la sua ironia e uno stile scanzonato, Valerio esplora un comune della provincia, ne mostra angoli noti e meno noti, commentandoli con la leggerezza di un amico che ti porta a fare un giro. Il suo è un racconto che mescola curiosità, battute e una serie di “tormentoni” che i fan ormai conoscono a memoria: dalla caccia al «giallino municipio» alla constatazione che «la chiesa è chiusa», fino all’immancabile adesivo lasciato come firma del suo passaggio. Un successo nato quasi per caso, ma cresciuto grazie a un’idea tanto semplice quanto geniale.

Le origini: quando “Svaresando” era solo un giro in bici

Contrariamente a quanto si possa pensare, il progetto non è nato con l'obiettivo di diventare virale. «Nasce in realtà offline, cioè era una cosa che facevo io per conto mio», racconta Valerio. «Inizialmente giravo con la bici, abitavo a Busto, quindi giravo con la bici da Madonna Regina e mi facevo un raggio di 30 km. Andavo a scoprire questi comuni, ma non facevo video, al massimo una foto ricordo e basta».

Un’esplorazione solitaria, a volte in compagnia di un amico, spinta dalla pura curiosità di conoscere il territorio. Quei primi 48 comuni visitati in sella sono diventati la base da cui ripartire quando, anni dopo, ha deciso di trasformare quella passione in un format per i social.

La formula del successo: ironia e tormentoni

Il passaggio al digitale avviene nel 2022, ma è con l’introduzione dei video brevi (reel) nel giugno 2023 che “Svaresando” decolla. Il punto di svolta arriva con un video in particolare: «Quello di Cadrezzate con Osmate», ricorda, con il consueto piacevole sarcasmo. «Non so cosa sia stato, il tempo era brutto, il comune è quello che è, eppure quel video ha fatto 1,6 milioni di visualizzazioni».

Da lì, la crescita è stata costante, grazie a un format riconoscibile e a una buona dose di autoironia. La sua è una guida turistica atipica. «È come girare con un amico ca**one», scherza. «Se una cosa mi fa schifo, lo dico. Cerco di dare la mia opinione senza filtri». Un approccio che ha conquistato un pubblico vasto, anche se non mancano le critiche. «C’è quello che si offende perché ho detto qualcosa sul suo paese o quello che mi dice “non hai fatto vedere questa cosa qui”. Fa parte del pacchetto, ma io guardo la parte positiva».

Dietro @reveliozaifa: Valerio, da Busto a Gorla con la Sicilia nel cuore

Ma chi è l’uomo dietro lo pseudonimo @reveliozaifa? Valerio Fazio è nato e cresciuto a Busto Arsizio, nel quartiere Madonna Regina, e da qualche anno vive a Gorla Minore. Le sue origini sono siciliane, si definisce con orgoglio «un siciliano di seconda generazione». Anche il nome d'arte è un gioco che rivela la sua creatività: non è un anagramma perfetto del suo nome, ma una scelta voluta. «Veniva fuori “Ravelio”. Mi piaceva di più Revelio perché ha anche l'idea di rivelare qualcosa. Ho detto, faccio quello che voglio io e voglio vedere chi è che se ne accorge».

Nella vita di tutti i giorni non si occupa di video, ma lavora come formatore e data analyst per un’azienda di supermercati. “Svaresando” resta una passione, una «valvola di sfogo» che gli permette di mantenere totale libertà creativa. «Riesco a dare il mio meglio proprio perché non è un lavoro. Se arriva una collaborazione per un qualcosa che non mi interessa, sono liberissimo di dire di no».

Il legame con il territorio e i progetti futuri

Il suo legame con la provincia è forte e palpabile, e il progetto è diventato un modo per tanti varesotti, anche quelli che vivono all'estero, di sentirsi a casa. «Mi scrivono e mi ringraziano perché li faccio sentire un po' a casa in qualche modo. È bello anche quel tipo di contatto che sto avendo».

E per la sua città natale, Busto Arsizio, ha un piano speciale. «Busto sarà una delle prossime che voglio fare. Vorrei addirittura fare una doppia puntata: un video sulla Busto come la vedo io, con la scuola che ho fatto e i posti che frequentavo, e un altro video più istituzionale, su cosa vedere, dallo stadio Speroni al centro». Un omaggio personale e completo alla città che lo ha visto crescere.

Il suo successo dimostra che per raccontare un territorio non servono sempre toni seriosi o produzioni complesse. A volte, bastano uno smartphone, un pizzico di ironia e la voglia genuina di scoprire cosa si nasconde dietro ogni cartello stradale. Anche, e soprattutto, quando indica un edificio «giallino municipio».

Giovanni Ferrario

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