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Storie | 12 maggio 2024, 10:30

Armando Bucci, cuore e forza: il poliziotto di Busto campione di Judo

Una passione che ha ereditato dal papà e che, nel Grand Prix Internazionale Master, l’ha portato a conquistare il bronzo nelle prime due tappe. Bucci era intervenuto quando la madre del consigliere Alessandro Albani era stata truffata

Armando Bucci, cuore e forza: il poliziotto di Busto campione di Judo

«Armando Bucci è dolcezza e forza nella stessa persona», queste sono le parole con cui Alessandro Albani, consigliere comunale di Busto Arsizio, ha descritto uno dei due poliziotti intervenuti in seguito alla truffa subita da sua mamma nei mesi scorsi.

«Lui, insieme al collega Luca Trasca, sono stati sensibili e bravissimi a contenere e accudire l’ansia di mia mamma», ha detto sulla dolcezza. E per la forza, invece, si è rifatto allo sport che pratica il viceispettore: «il judo».

Uno sport che «pratico da quando ero bambino - ha raccontato Armando Bucci, viceispettore della Polizia di Stato di Busto Arsizio - mio papà ha una società e mi allenavo lì. Io e mia sorella siamo cresciuti a pane e judo».

Poi, si è arruolato ed ha accantonato il judo ma «nell’ultimo periodo ho ritrovato del tempo da dedicare a me stesso e ho ricominciato ad allenarmi». Il tutto senza gareggiare, fino a un evento particolare: «In palestra ho combattuto con un ragazzo, ho anche faticato molto. Poi ho scoperto che aveva un braccio offeso, mi sono sentito malissimo con me stesso e meravigliato da lui». Questo ragazzo, poi, si è iscritto a una gara: «Non voleva andare da solo, per stargli vicino mi sono iscritto anche io per stargli vicino». 

Da qui, Armando Bucci, è arrivato fino al Grand Prix, una gara internazionale, in cui ha già ottenuto dei grandi risultati. Infatti, ha conquistato la medaglia di bronzo nelle prime due tappe della gara.

«Ho staccato anche il pass per gli europei, ma a causa di un infortunio nella semifinale della seconda tappa non potrò partecipare». Ma gli appuntamenti non sono certo terminati: «A luglio parteciperò ai campionati italiani e a settembre mi aspetta la terza tappa del Grand Prix».

L’ingresso nel corpo di Polizia di Stato è stata una scelta collegata al suo sport: «L’obiettivo era quello di entrare nel gruppo sportivo». E dopo lunghi anni di servizio a Milano, dal 2020 è a Busto Arsizio: «Ho fatto il concorso per diventare viceispettore e sono stato assegnato qui». Ma la parte di “azione” non l’ha voluta abbandonare: «Mi occupo di controllo del territorio, faccio il pronto intervento. Mi è sempre piaciuta l’adrenalina che ti dà e amo il contatto con le persone, che nella nostra società si sta perdendo sempre di più».

Michela Scandroglio

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