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Storie | 13 marzo 2024, 21:20

VIDEO E FOTO. Dal tram alla prima locomotiva e al... Malpensa Express. Quel treno che ha fischiato un secolo fa tra aneddoti e documenti inediti

Aspettando il libro sulla storia della ferrovia di Busto Arsizio in occasione dei cent’anni del taglio del nastro, lo storico Roberto Albè ricostruisce passo passo per l’Università cittadina la storia della stazione centrale e non solo. E quante curiosità

VIDEO E FOTO. Dal tram alla prima locomotiva e al... Malpensa Express. Quel treno che ha fischiato un secolo fa tra aneddoti e documenti inediti

Una leggenda cittadina dice che quando si inaugurò la stazione di Busto Arsizio, Mussolini non fu accolto con grande entusiasmo e così ha preferito assegnare a Varese la provincia, ma forse era solo perché Varese era più baricentrica.

Forse non si sa che la vecchia ferrovia coincideva con il viale della Gloria ed è stata spostata per migliorare la viabilità, facendo assurgere quel viale a strada più importante della città. Forse non si sa che l’inaugurazione della stazione coincideva con l’inaugurazione dell’autostrada dei Laghi. Tante curiosità, aneddoti, particolari storici e urbanistici sono emersi questo pomeriggio, 13 marzo, al museo del tessile dove lo storico Roberto Albè ha presentato una conferenza sulle “Ferrovie a Busto Arsizio e i 100 anni della stazione”.

Un’analisi molto interessante che con la proiezione di foto d’epoca e slide che ben sintetizzavano date e fasi dello sviluppo, ha saputo catturare l’attenzione della platea dell’università cittadina per la cultura popolare. Un’analisi che è andata a sviscerare dati, informazioni, documenti inediti.

Dalla prima locomotiva alla linea Gallarate-Sesto Calende

A partire dalla prima locomotiva mossa in Gran Bretagna nel lontano 1825, 43 km, Albè ha ripercorso le tappe principali che hanno condotto alla diffusione della ferrovia in Europa e nel mondo: seguono a ruota Usa, Francia, Austria, Belgio, Baviera, Sassonia, Prussia e Russia. E L’Italia? «Era arretrata – ha spiegato Albè – dobbiamo attendere fino al 1839 con la 7 km Napoli-Granatello di Portici. Ma intanto si sta progettando la Milano-Venezia (267 km), poi la Milano in collegamento con l’Europa: Rho-Sesto Calende-Domodossola-Traforo del Sempione».

Poi il 14 dicembre 1860 arriva il primo treno sperimentale, il 20 dello stesso mese l’apertura della linea Rho-Gallarate (26 km), il 24 luglio 1865 la linea Gallarate-Sesto Calende, il 26 settembre dello stesso anno la Gallarate Varese per poi arrivare alla Sesto-Arona, la Varese-Porto Ceresio e nel 1905 la Arona-Domodossola.

La Stazione a Busto Arsizio e “l’avvisatore”

La prima foto che ha parlato di Busto Arsizio ha da subito connotato la città quando in lontananza svettava il campanile di San Giovanni (foto), in primo piano la stazione che, dicevamo, coincideva con viale Duca D’Aosta, il casello, il fabbricato e lo scalo merci. «Erano le società ferroviarie che si occupavano della costruzione delle ferrovie – ha proseguito – non lo Stato. Così nel 1856 a progettare la Fs bustocca è intervenuta una società tedesca, sollecitata dall’allora governo austriaco. Quando poi è subentrato il governo piemontese la società diventa l’Anonima delle strade ferrate della Lombardia e dell’Italia centrale fino ad arrivare al 1905 con la statalizzazione delle ferrovie».

Ecco poi fare bella mostra di sé la tramvia Milano-Gallarate: tempo di percorrenza 3 ore. E qui, una curiosità: «Quando il tram stava per entrare nel centro della città – ha raccontato – gli andava incontro una figura, quella dell’avvisatore che con una trombetta allontanava la gente».

Gli aneddoti non finiscono. Nel 1887 si apre la tratta Novara-Busto, poi Busto-Saronno, poi l’elettrificazione per cui si muovono i primi industriali di Legnano, Gallarate e Busto. La corrente è fornita da una società con sede a Tornavento.

Una stazione da ampliare

Perché si è sentita l’esigenza di ampliare la stazione? «Passano 40 anni e dal 1860 al 1900 la popolazione con lo sviluppo dell’industria, cresce – ha evidenziato – Tra l’altro la stazione sorgeva accanto all’ospedale San Giuseppe, ora palazzo Gilardoni, che anch’esso richiedeva nuovi posti letto dato l’incremento della popolazione. Si pensa di togliere l’ospedale, ma un ricorso lo impedisce. Così nel 1903 ci si chiede se ampliare o costruire un nuovo ospedale». Si decide per la costruzione in altra sede. Poi altro problema, la viabilità con la Strà Balon, ossia corso XX Settembre zeppo di fabbriche. Il Comune non accetta che la stazione possa rimanere lì e con il primo Piano regolatore si stabilisce un piano di riordino ferroviario, deviando la linea, facendo però coincidere le due stazioni: le Fs e le Nord. Così, altro progetto dove si evita di interrompere le strade nei punti nevralgici: corso XX Settembre, via Mameli, strada per Olgiate e Sempione (sovrappasso dei 5 ponti).

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Le fasi dei lavori

Dieci le tappe: dal primo appalto del 1910, alle opere fognarie dei sottopassi alla sospensione dal 1915 al ’19 per la Grande guerra si arriva alla ripresa dei lavori nel ’21 fino ad arrivare al 1924 con la sistemazione del piazzale antistante e il 25 ottobre con l’inaugurazione e l’avvio del nuovo servizio.

La data di inaugurazione

Anche per il taglio del nastro, un’odissea. «La prima data fissata era domenica 28 settembre 1924 in coincidenza con l’autostrada Milano-Varese e il monumento dei caduti a Gallarate alla presenza del re Vittorio Emanuele III, ma è stata annullata». Va buca anche domenica 21 settembre. Si pensa alla domenica 19 ottobre, ma Mussolini non è disponibile. Finalmente ecco la data buona: il 25 ottobre alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri che inaugura anche il cavo telefonico Milano-Genova-Torino.

Seguono a ruota altre inaugurazioni: nel 1927 il monumento dei caduti bustesi e viale delle Rimembranze, il ’28 il viale della Gloria e il 1929 il monumento a Enrico Dell’Acqua. Protagonisti, il sindaco l’avvocato Pietro Tosi e il deputato Carlo Dell’Acqua.

Non ultima, una slide dedicata al Malpensa-Express: nel 1988 apertura dei primi cantieri, 1991 demolizione della vecchia ferrovia Nord e 2016 prolungamento del servizio fino al Terminal 2.

Il libro

La conferenza è stata un’anteprima del libro che Albè ha scritto con Antonella Rabolini e altri storici sulla stazione: verrà presentato in ottobre.

Laura Vignati

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