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Territorio | 11 febbraio 2024, 09:09

Anche l'assessore regionale Caruso a Sumirago per la mostra dedicata alle vittime delle foibe

L'evento “Io non dimentico” è stato organizzato dal Gruppo Meloni Noi per Sumirago alla Sala Dal Bello in occasione del Giorno del Ricordo

Anche l'assessore regionale Caruso a Sumirago per la mostra dedicata alle vittime delle foibe

Nella giornata di ieri, sabato 10 febbraio, il Gruppo Meloni Noi per Sumirago ha tenuto presso la Sala Dal Bello di Sumirago la mostra “Io non dimentico” per la commemorazione del Giorno del Ricordo.

All’evento è intervenuta l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso, il sindaco di Sumirago Yvonne Beccegato e i rappresentanti delle forze politiche locali. Tanti i visitatori che hanno apprezzato la mostra fotografica nonostante le condizioni meteo avverse.

«L’esodo dei Giuliano Dalmati dalle Terre dell'Istria e Dalmazia e il dramma delle Foibe è un pezzo della nostra storia ancora poco noto. Circa 350.000 persone furono costrette ad abbandonare le loro terre, le loro case e 11.000 italiani furono uccisi e gettati nelle insenature del Carso. Una epurazione portata avanti dalle bande partigiane dei comunisti di Tito, una tragedia durata diversi anni e che tarderà a venire alla luce complice una classe politica cieca e sottomessa agli interessi internazionali, in spregio dei diritti umani e della giustizia, mancando di chiedere la ricerca della verità e dei colpevoli di crimini efferati. Con questa mostra vogliamo rendere omaggio agli esuli italiani e onorare la memoria delle vittime innocenti, la cui unica colpa fu di essere italiani - ha dichiarato Stefano Romano Capo Gruppo Meloni-Noi per Sumirago».

«Ringraziamo l’Assessore Caruso e il Comune di Sumirago per aver patrocinato l’evento e aver dimostrato una profonda sensibilità verso il tema del Giorno del Ricordo - ha concluso Romano».

 La mostra, attraverso una serie di pannelli, ha accompagnato i visitatori nelle tappe storiche dell’esodo dei giuliano dalmati e dell’eccidio delle Foibe. Alcune testimonianze audiovisive hanno reso ancora più suggestiva la mostra mettendo in evidenza come gli esuli, inseriti in alcuni Centri Raccolta Profughi, baracche o strutture recuperate sparse in tutta Italia, portarono alla distruzione dei legami familiari isolando gli stessi per anni dalla società italiana.

Redazione

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